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La percezione di sè

La percezione di sè

La percezione di sé è un tema affascinante: è il passo unico e irripetibile con cui ciascuno attraversa la vita. La sfida è renderlo personale, autentico, aderente a quel patrimonio umano e spirituale che ci definisce.

Trovare sé stessi significa vivere in conformità alla propria natura. Per riuscirci, spesso è utile tornare indietro: ricordare cosa ci appassionasse da bambini, quali sogni ci toglievano il sonno da adolescenti, quali attività ci facevano dimenticare fame e tempo. Lì si nasconde gran parte di ciò che siamo davvero.

Un viaggiatore si avvicina al lago e vede il suo volto riflesso. Se l’acqua è calma, riconosce con chiarezza chi è; se invece ondeggia, l’immagine si deforma e può sembrare estranea. Solo quando decide di immergersi, scopre che la vera ricchezza non sta nel riflesso, ma nelle acque profonde che custodiscono la sua storia.

Io pensa che fare quel viaggio sia l’esperienza più illuminante e utile della vita, indispensabile per trovare davvero il proprio passo e posto nel mondo.

Ho sempre pensato che le amicizie adulte fossero le più autentiche, perché libere dai ricordi di ciò che eravamo. Eppure chi ci ha conosciuto da bambini possiede un grandangolo prezioso: ci ha visti nella nostra forma più genuina.

Ricordo ancora a una cena di classe tanti anni fa una compagna di Liceo mi chiedeva quale professione avessi scelto, quando le ho detto scrivevo mi ha detto “eh certo ti è sempre piaciuto scrivere”, era per lei la cosa più naturale del mondo, non era scontato per me che ho sempre considerato la scrittura come parte di me ma da ragazza avevo molti dubbi potesse diventare la mia professione.

La percezione che ho di me spesso è stata viziata da fattori esterni: l’ho delegata ai giudizi altrui, ai risultati, alle aspettative. Ma è reale quando nessuno mi guarda: quando invento storie per i miei figli, parlo con i miei gatti, scrivo solo per il piacere di farlo, prendo posizioni scomode ma autentiche. È lì che il mio passo, imperfetto ma vero, diventa traccia.

È in quei momenti che mi sembra di brillare per la gioia e mi sento davvero felice e vera.

Più la percezione di sé coincide con l’essere e l’apparire, più il passo è deciso e nitido.

Nelle foto da ragazza mi vedo davvero: non per la bellezza, ma per la selvatichezza e la fierezza di quegli occhi. A quel tempo anche se avevo tante insicurezze libera da ruoli e condizionamenti, sapevo perfettamente chi ero e poco facevo per nasconderlo. Oggi, più matura, mi sento una versione sbiadita di quella ragazza che però da qualche tempo mi chiama a tornare: con la ribellione di allora e la saggezza di oggi, con l’empatia che la vita mi ha insegnato.

Sento che una parte, quella più vera e genuina, di quella ragazza è ancora dentro di me.

C’è una foto che custodisco con cura, avevo 17 anni indossavo una t-shirt con tanti cuori, mi stavano intervistando era l’ultimo giorno di scuola, sarei partita poco dopo per un soggiorno studio di tre settimane a Parigi Quella Chiara di 17 anni ha uno sguardo che subito mi riporta a casa nella parte più vera e profonda di me. Non ricordavo mi piacessero così tanto i cuori già da allora nè di aver avuto le sopracciglia come Frida Kalho come giustamente mio figlio mi ha fatto notare. Mi emoziona molto rivedere nei miei occhi quelli di mia figlia. Avevo e ho ancora oggi, un modo molto intenso e personale di vivere le mie emozioni, una girandola faticosa e impegnativa potentissima, provo molta tenerezza per quella ragazza riservata ma coraggiosa che lungo la strada che l’ha condotta a essere la Chiara di oggi ha perso persone molto importanti, fondamentali, che reputava parti integranti di se stessa… pezzi di me, senza i quali mai avrei pensato di poter continuare a respirare a sorridere a vivere…eppure sono andata sempre avanti, rinascendo ogni volta. Ciascuna perdita ha lasciato il posto a qualcun’altro e a un nuovo inizio. Un passo dopo l’altro ogni volta un passo più deciso, un procedere più fermo. Allora non lo potevo sapere ma dentro a quello sguardo c’era già tutto, dovevo solo imparare a fidarmi di me stessa e del mio sentire.

Lo stesso devo con fiducia fare oggi e domani e il giorno che verrà dopo.

Chiara Macina

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