domenica , Agosto 9 2026

La libertà di essere se stessi

La libertà di essere se stessi

di Anna Chiara Macina

“Siamo sempre contenti quando le persone che ci vogliono bene vedono nei nostri difetti un motivo in più per volerci bene.” (Emmanuel Carrère, Vite che non sono la mia, 2009)

Il valore autentico di ogni amicizia, quella con la A maiuscola, risiede nella sincerità. Non soltanto nella trasparenza del rapporto, ma anche nella libertà di non nascondere nulla: aspetti rilevanti della propria vita o piccolezze che, in realtà, tanto piccole non sono. Tic, paure, nevrosi, dettagli che agli altri si celano e che invece, con chi ci è vicino, diventano motivo di liberazione. In quelle confessioni, grandi o minute, si ritrova leggerezza: si scherza, si ride con ironia, e la fragilità diventa complicità.

Ho un amico che detesta il suo compleanno, e con esso auguri e regali. Eppure, ogni anno, gli scrivo lo stesso: pensieri in libertà, preceduti da un sorriso e da una premessa — “So che non ami questa ricorrenza, ma mi permetto comunque, perché è un giorno importante anche per me.” Un giorno mi rispose: “Gli amici hanno questo super potere: rendono più sopportabili, e quasi simpatici, i nostri difetti.”

Io desidero un solo super potere: la capacità di guardare e ascoltare l’altro con attenzione, cercando sempre una connessione profonda e fruttuosa. Non sempre ci riesco, a volte ci riesco troppo, e posso spaventare. Ma è un rischio che accetto volentieri.

Un tempo, quando una persona era davvero importante per me, vivevo con l’ansia della perdita. Era un timore anticipatorio che mi portava a reagire in due modi: o andavo via per prima, per prevenire il dolore, oppure al minimo segnale di distanza mi snaturavo, chiedendo cosa avessi sbagliato, recriminando. Oggi non più. Gli anni portano rughe, ma anche saggezza. Ora resto. Senza tentennamenti, con fiducia e rispetto. Mi metto in discussione quanto basta — come nelle ricette di cucina — e poi vado avanti con la mia vita, con le mie passioni, accettando l’evolversi delle situazioni con grazia e leggerezza.

Questa consapevolezza mi ha regalato una serenità inattesa. Non è fuga, non è ossessione: è maturità. È la capacità di procedere con morbidezza, di lasciare spazio e tempo all’altro senza aspettative. È riportare se stessi al centro della propria narrazione, senza mai delegare ad altri la propria felicità.

La vera amicizia e la vera maturità non stanno nel trattenere o nel fuggire, ma nel restare: con grazia, con fiducia, con la libertà di essere se stessi, difetti compresi.

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