venerdì , Aprile 17 2026

La fortuna sta nel mezzo

La fortuna sta nel mezzo

Il Troll della Tromba e la Troll delle Parole

In una valle incantata, ai piedi di un Monte maestoso, tra le rocce da cui spuntavano capperi e tutta la meraviglia di maestose dighe che cantavano piano, viveva un troll molto speciale. Non collezionava pietre, non faceva scherzi ai viandanti, non dormiva tutto il giorno come gli altri.

Lui suonava la tromba.

Ogni mattina, appena il sole spuntava tra strane nuvole, si interrogava un pò sulla loro forma, si sedeva su un sasso alto e liscio e suonava melodie che facevano danzare l’aria, creando un vortice ipnotico. Le note scivolavano tra gli alberi e facevano sbocciare i fiori un pò prima del tempo, in particolare ciò valeva per i muscari, un innesto profumato tra uva e lavanda.

Un giorno, mentre con tanta grazia e impegno, provava una melodia nuova, sentì un fruscio tra le foglie.
Dall’altra parte del ruscello apparve una troll con un quaderno enorme tra le mani, era un diario.

Comparve all’improvviso ma Lei non faceva paura, neanche un po’.
Aveva le dita macchiate d’inchiostro e gli occhi pieni di storie, nel cuore tanta voglia di raccontarle.

“Sei tu che fai cantare il vento?” chiese lei.

“E tu sei quella che scrive tutto ciò che il vento dimentica?” rispose lui.

Si guardarono, e senza capire perché cominciarono a ridere.

Ed era una risata così potente e cristallina da spingere molto più in là qualsiasi paura.

Da quel giorno iniziarono a incontrarsi ogni mattina.

Il troll suonava la tromba.
La troll scriveva.

E accadde qualcosa di curioso:

quando lui suonava per lei, le parole le venivano più facili, più belle, più luminose, quando lei scriveva di lui, le sue melodie diventavano più forti, più profonde, più piene di vita.

“Sei la mia fortuna,” disse un giorno la troll.
“No, sei tu la mia,” rispose lui.

Ma la verità era un’altra.

La fortuna non stava in uno dei due.
Stava nello spazio tra loro:
tra una nota e una parola,
tra un respiro e un sorriso.

Col tempo, nella valle si iniziò a dire che se sentivi la melodia della tromba e trovavi una pagina scritta tra le foglie, o sulle foglie, qualcosa di speciale stava per succedere.

Divenne una regola non codificata, una consuetudine del cuore.

E ancora oggi, ogni giorno, da qualche parte, ogni giorno…
Qualcuno sta suonando per qualcuno che scrive…
e Qualcuno sta scrivendo per qualcuno che suona.

Chiara Macina

 

About Redazione

Prova anche

Tutta la bellezza dell’anno che verrà

Tutta la bellezza dell’anno che verrà Gli ultimi giorni dell’anno hanno sempre prodotto in me …