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La malattia del millennio di cui ci si ricorda solo il 1° dicembre: l’AIDS

La malattia del millennio? Ogni tanto le opinioni cambiano e adesso quelle che si contendono questo triste titolo sono il diabete, l’obesità o l’Alzheimer. Di sicuro, qualche anno fa, nell’elenco ne appariva un’altra: l’AIDS.

Oggi, primo dicembre, in tutto il mondo si celebra la giornata mondiale per la lotta all’AIDS, la sindrome da immunodeficienza acquisita. Una malattia dall’esito infausto, provocata da un retrovirus, l’HIV, il virus dell’immunodeficienza umana.

L’azione di questo particolare tipo di microrganismo è particolare, in quanto attacca le cellule deputate alle difese immunitarie, cioè i Linfociti T, distruggendole o rendendole incapaci di agire. E così nel tempo l’organismo comincia ad ammalarsi spesso, anche di malattie delle quali era diventato immune, fino a portare l’organismo alla morte per l’assenza di difese, anche in seguito a una patologia di solito non mortale.

Dal momento dell’infezione dell’HIV all’insorgenza dell’AIDS possono trascorrere anche 10-15 anni e i sempre nuovi farmaci, la diagnosi precoce, ecc… hanno allungato e in alcuni rari e forse unici casi, praticamente arrestato l’insorgenza dell’Aids.

Questo ha fatto sì che la forte sensibilità di un tempo nei confronti di questa devastante patologia sia diminuita e per contro si sia verificato un nuovo incremento di casi di infezione da HIV.

Secondo i dati diffusi dal Ministero della salute italiano proprio in vista della giornata odierna, l’anno scorso in Italia ben 3.695 persone hanno contratto il virus dell’HIV, pari a una incidenza di 6,1 casi ogni 100mila residenti.

L’Italia si colloca così al 12° posto nell’UE come incidenza di persone sieropositive. E le regioni a più alta incidenza sono in ordine, il Lazio, la Lombardia e l’Emilia-Romagna.

Gli uomini sono i più colpiti e rappresentano infatti il 79,6% dei casi riscontrati nel 2014 e la fascia di età maggiormente colpita, è risultata quella tra i 25 e i 29 anni con 15,6 nuovi casi ogni 100mila residenti.

Ma qual è la causa di maggiore diffusione del virus? Nell’84,1% dei casi è da ricercare in rapporti sessuali senza il preservativo.

Da quando è stata scoperta ufficialmente (12982) ad oggi, in Italia i casi di AIDS conclamato sono stati 67mila e di questi 43mila sono deceduti.

Nel 2014, sono stati diagnosticati 858 nuovi casi di AIDS lungo lo Stivale.

Proprio per combattere questa malattia, anche alla luce del fatto che sono in aumento le persone che si scoprono affette da AIDS senza essersi rese conto prima di avere contratto il virus dell’HIV, in Italia è stato attivato per oggi il Servizio di counselling “Telefono Verde AIDS e Infezioni Sessualmente Trasmesse” che risponde al numero 800861061, dalle 10 alle 18 con esperti che risponderanno in italiano, inglese e francese e potranno essere raggiunti attraverso il contatto Skypeuniticontrolaids anche da coloro che vivono all’estero. Il Servizio è anonimo e gratuito (anche dai telefoni cellulari).

Anonimato e gratuità sono previsti anche per chi volesse svolgere il test per scoprire se sia sieropositivo o meno. Basta recarsi in ospedale, in quelli dove il servizio è presente, in genere la mattina.

Sul sito del ministero della salute (www.salute.gov.it) è prevista un’ampia sezione al riguardo con una serie di FAQ per rispondere alle principali domande, soprattutto sulle vie di trasmissione dell’infezione, ecc…

Come confermano i dati, comunque, va ricordato che quella sessuale è la principale causa di infezione, soprattutto quando il rapporto non è protetto.

Il profilattico rimane uno dei principali e più efficaci presidi di protezione dalla diffusione del virus.

A tal proposito, segnaliamo un video, che gira on line già da tempo, e che spiega, forse meglio e più di molte parole, l’efficacia del profilattico. Anche se in parte è un disegno animato, i contenuti sono espliciti e se ne raccomanda quindi la visione a un pubblico adulto.

Franco Cavalli

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