mercoledì , Settembre 2 2026

Settembre: il tempo sospeso nell’acquerello

Settembre il tempo sospeso nell’acquerello

 

Settembre è il mese della ripresa, anche quando la pausa estiva è stata più percezione che realtà. È il tempo della ripartenza, dei progetti coltivati in silenzio o appena accarezzati, il momento in cui si guarda con dolcezza alla strada percorsa e si traccia la traiettoria di volo per quella che attende.

È un mese di velature e sfumature, simile a un acquerello delicato, senza le tinte forti e brucianti dell’estate. È il tempo dell’inizio della scuola, delle mattine che profumano di quaderni nuovi e di zaini da scegliere, delle liste di materiali da spuntare con cura: quaderni a righe grandi o piccole, con il margine o senza, pronti a custodire pensieri e scoperte. Per me settembre ha sempre avuto il sapore di quei rituali domestici, quando i miei figli erano piccoli, e ogni dettaglio diventava promessa di futuro.

Settembre è anche il mese del commiato: in uno di essi ho salutato per l’ultima volta mio babbo, e da allora porta con sé un velo di nostalgia che si mescola alla voglia di fare, pianificare, raddrizzare ciò che è storto e dare gambe ai sogni. È un mese spartiacque, ponte tra ciò che è stato e ciò che verrà.

Di solito settembre mi porta qualche autore da presentare, qualche storia nuova da abitare e rendere un po’ mia. È il mese in cui “mi sono svegliato e… ho pensato a te”, come nella canzone “29 settembre” di Maurizio Vandelli, e le sere richiedono un golfino leggero, ma ancora invitano a stare fuori, a respirare l’aria che sa di transizione. È anche il tempo in cui, quasi senza accorgermene, comincio a pensare ai regali di Natale, come se il futuro bussasse già alla porta.

Il settembre più magico della mia vita è stato quello del 2002: un mese prima del parto, con i lineamenti addolciti dalla gravidanza, il corpo trasformato e un pancione che custodiva una vita. Un corredino rosa aspettava la mia bambina, e io vivevo sospesa tra sogni e attese, con la certezza che quel settembre avrebbe segnato per sempre la mia esistenza.

Anche allora non sapevo bene che strada mi aspettasse, ma sapevo benissimo ci sarei andata con tutto il cuore.

Settembre, con la sua dolcezza discreta, è per me un invito a ricominciare, a guardare avanti con gratitudine e speranza, a intrecciare memoria e futuro come fili di uno stesso tessuto.

Per me questo settembre è il mese della speranza, legato alla risoluzione positiva della situazione di salute, di una persona che amo molto che sta lottando con la forza di un leone e la dolcezza e discrezione che la connota.

È un mese che ci darà risposte e spero nuove traiettorie.

Chiara Macina

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