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Quella volta che Carlo Verdone salì sul Titano: un anno fa la sua indimenticabile “lectio magistralis”

Esattamente un anno fa, o quasi, il regista e attore romano Carlo Verdone faceva visita ad un Monte Titano praticamente innevato: un paesaggio così bello e incantevole che, agli occhi dello stesso cineasta, parve essere una perfetta location in cui ambientare un film. D’altronde basta frequentare un po’ il piccolo ma affascinante territorio di San Marino per non potergli certo dare torto. I sammarinesi ancora ricordano quei due giorni: il 23 e il 24 febbraio 2018.

In quella storica visita, Verdone presentò in anteprima, in un gremito Cinema Concordia di Borgo Maggiore, la sua ultima pellicola “Benedetta Follia”; il giorno seguente, ospite della Segreteria di Stato alla Cultura e all’Università, nonché del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università della Repubblica di San Marino, è salito in cattedra per la sua lezione magistrale al Corso di alta formazione in Produzione Audiovisiva e Cinematografica: un corso di studi curato, oltre che dall’Ateneo sammarinese, anche dall’emittente San Marino RTV e dalla Cinephil San Marino.

E’ stata un’occasione che il comico capitolino ha sfruttato al meglio per raccontare agli studenti, accorsi alla sua lezione, i segreti del mestiere accumulati nel corso di una carriera ormai quarantennale: una carriera durante la quale il poliedrico Verdone ha interpretato, ma soprattutto inventato di sana pianta, personaggi divenuti delle vere icone del cinema italiano. A distanza di decenni restano immortalati nella mente degli spettatori figure dotate di un’eterna comicità: “Mimmo” il nipote bonaccione e apprensivo; “Furio” il marito irritante e ossessivo; “Sergio Benvenuti” l’imbranato e insicuro venditore porta a porta; “Oscar Pettinari” il coatto romano in cerca di successo nel cinema; “Don Alfio” l’attempato prete meridionale perso nei suoi ricordi di fanciullo; “Ruggero” il figlio dei fiori che vuole tentare esperienze di vita alternative; il “Professore” figura quasi mitologica e presente in varie pellicole, con sfaccettature diverse ma sempre riconducibili all’uomo bacchettone o pieno di ridicole nevrosi.

Nel rievocare i suoi personaggi più celebri e alcuni aneddoti, Verdone – intervistato per l’occasione proprio da San Marino RTV – non poteva non ricordare figure molto importati per la sua carriera: su tutti un pensiero è andato ad Alberto Sordi, ossia a quella «insostituibile maschera dello spettacolo» che proprio in un triste 24 febbraio del 2003 venne a mancare. Insieme a Verdone, Sordi diede vita a pellicole cult come “In viaggio con papà” e “Troppo forte”. Potremmo certamente commemorare tanti altri attori di spessore, che ebbero un ruolo determinante nell’affermazione di Verdone soprattutto nei primi anni di carriera e in quelle prime pellicole destinate a rimanere degli evergreen della comicità italiana: per esempio la Sora Lella e Mario Brega che ritroviamo in film come “Un sacco bello”, “Bianco Rosso e Verdone”, “Borotalco” e “Acqua e sapone”.

Ci sono stati altri attori, che sono comunque riusciti a lasciare il segno nei fan del cinema di Verdone, pur avendo lavorato con il regista romano in una sola pellicola oppure avendo interpretato parti non di primissimo piano. E’ il caso ad esempio di Irina Sanpiter, l’attrice scomparsa proprio pochi giorni prima della visita di Verdone a San Marino, che è rimasta nei cuori degli spettatori per aver recitato nel ruolo di “Magda”, la moglie del nevrotico “Furio”: quel petulante «Magda tu mi adori? Allora lo vedi che la cosa è reciproca» e per tutta risposta i suoi esasperati «Non ce la faccio più» sono espressioni che tuttora appartengono di diritto al dizionario dei cinefili. Allo stesso modo ha lasciato il segno l’attrice e pubblicitaria Isabella De Bernardi, figlia dello sceneggiatore Piero De Bernardi: per lei soltanto un paio di apparizioni nei film di Verdone ma sufficienti a rendere l’allora ventenne ragazza emblema di una comicità immediata e diretta, anche grazie a una celeberrima espressione molto divertente e colorita.

 

Simone Sperduto e Luca Giacobbi

 

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