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Vorrei dirti che: lettera alla me stessa bambina

A cinque anni ero identica a Biancaneve “capelli nero ebano, bocca rossa come il sangue e pelle bianca come la neve“, indossavo un cappottino rosso con i bottoni dorati, avevo una borsetta di panno, rettangolare, con sopra ricamato un enorme fiore rosa, al suo interno ci mettevo un paio di occhiali da sole che indossavo dandomi arie da consumata diva del cinema, spesso prima di uscire entravo furtivamente in bagno e mi passavo sulle labbra il rossetto della mamma, solo che non sono mai stata molto brava a disegnare, uscivo dal confine delle labbra e spesso arrivavo sotto al naso. Mio babbo era molto distratto non se ne accorgeva, così io giravo per San Marino città truccata come Moira Orfei.

Ho un ritratto di me stessa in quegli anni, un ritratto ad olio: io con i capelli neri come l’ebano, le gote rosse, gli occhi come il carbone.

Ho uno sguardo maturo e  profondo in quell’immagine, vorrei leggervi più leggerezza.

Quel ritratto oggi l’ho a casa mia, sopra il pianoforte di mia figlia, ogni volta che ci passo vicino le butto un bacio e le raccomando di essere forte e coraggiosa.

Io devo molto a quella bambina…la penso spesso con amore

Vorrei dirti che: lettera alla me stessa bambina

Vorrei dirti grazie

Ringrazio quella bambina che il giorno prima del suo compleanno temeva nessuno si presentasse alla sua festa, quell’adolescente che si nascondeva sempre, quella scrittrice che la notte precedente  la presentazione del suo libro ha sognato sarebbe stata da sola a quella presentazione, le tue paure non ti hanno mai impedito di andare dove volevi andare e io sono molto orgogliosa di te

Vorrei dirti che non devi avere paura

Il filtro della tua purezza mi mostra ancora oggi un mondo bellissimo, fatto di emozioni, incanto stupore e candore.

Vorrei dirti che non devi fuggire

I nodi si sciolgono un laccio alla volta, le cose brutte si affrontano, le cose belle si gustano…con calma.

Vorrei dirti che sono molto orgogliosa di te.

Vorrei dirti che avrai quel cane dalmata che sogni tanto di stringere tra le tue braccia ora, ti seguirà come un’ombra e darà tanto amore.

Vorrei dirti che devi essere coraggiosa e avere forza

arriveranno per te giorni meravigliosi, avrai due bambini che amerai fortissimo e che ogni giorno ti ricorderanno da dove vieni, una con le tue stesse mani, la grande, il secondogenito con la forma della nuca identica a quella di tuo padre e non ci sarà un giorno che non sorriderai pensando a questo dettaglio.

Le scarpe correttive con la punta di ferro che oggi ti fanno tanto soffrire e male diventeranno un ricordo lontanissimo, avrai un armadio pienissimo di ballerine di ogni colore, ma soprattutto dorate e argentate, le indosserai anche in pieno inverno senza calze.

Vorrei dirti che continuerai sempre a sentire tanto, tutto, le emozioni tue e degli altri, troverai nella scrittura una bacchetta magica, il tuo ponte verso gli altri, il modo per raccontare al mondo chi sei.

Continuerai a fare peccati di gola ogni giorno più volte al giorno, senza nessun senso di colpa.

Vorrei dirti che piano piano lascerai andare quella paura che senti ora di non essere come tutti gli altri, capirai che ciascuno è speciale a modo suo….E’ l’anomalia che rende diversi e rompe il sonnolento meccanismo della morte in vita, l’anomalia che conduce, chi la presenta sul proprio corpo, a un gradino più alto di consapevolezza, come una capacità “altra” di guardare al mondo.

Chiara Macina

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