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L’Amarcord restaurato a Rimini

E’ il film che ha proiettato Rimini nella dimensione del mito, trasformando la piccola città di provincia in un luogo dell’anima in cui fare ritorno. Giovedì 4 febbraio, alla Cineteca di Rimini, ci sarà l’opportunità di vedere “Amarcord”, il film simbolo dell’universo felliniano in versione restaurata, presentato in anteprima lo scorso settembre alla Mostra del Cinema di Venezia. Il lavoro di recupero, realizzato a 40 anni dal conferimento del Premio Oscar, è stato reso possibile grazie alla Cineteca di Bologna e la collaborazione con il laboratorio L’’Immagine Ritrovata, il sostegno di yoox.com e il coinvolgimento di Warner Bros., di Cristaldi Film e del Comune di Rimini. Per l’Ente riminese, in particolare, è un passo importante per rafforzare il legame fra la città di Rimini e Federico Fellini.

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Un rapporto non sempre sereno. Fellini che a Rimini non ci tornava volentieri. Spiegava di avere una sorta di blocco. La sua famiglia viveva ancora qui, eppure lui piuttosto che avventurarsi in un “masochistico rimasticamento della memoria”, preferiva considerare la sua città come una “dimensione della memoria”. Dall’altra parte, dopo la scomparsa del regista, non è che Rimini si sia data un gran da fare per sostenere le sue memorie. Emblematica la visita nel 2005 di Sharon Stone al museo a lui dedicato quando sottovoce gli scappò un veritiero tutto qui e sbatté pure la testa su una trave per quanto il passaggio fosse basso. Rimini, adesso, per voce dell’amministrazione comunale si dice pronta a fare la sua parte, a colmare la leggendaria ‘frattura’ tra Federico Fellini e la sua città. Dal Fulgor al Museo, andranno a compimento le realizzazioni che, assicurano, metteranno al centro delle politiche culturali e di attrattività turistica la figura, la poetica, l’’eredità, la modernità del Maestro del Cinema. Stiamo a vedere e pensiamo in positivo affinché le promesse stavolta saranno mantenute.

 

gradisca

rex

Intanto c’è la storia di Amarcord, il film realizzato nel 1973 (regia: Federico Fellini; produzione: Franco Cristaldi per FC/PECF; sceneggiatura: Federico Fellini, Tonino Guerra; musiche di Nino Rota). Un racconto onirico sulla provincia romagnola, sulla Rimini degli anni Trenta, un anno di passaggio; l’adolescenza di Titta, ragazzino come tanti altri che scopre i primi pruriti sessuali. Professori improbabili e caricaturali, genitori burberi e affettuosi, che si barcamenano fra le difficoltà della vita in un’Italia entusiasticamente fascista. La perdita delle persone care, la saggezza di uno zio matto, reso mansueto da una suora nana, lo smarrirsi d’un vecchio nonno nella nebbia, le scorribande dei più giovani, alla scoperta del cinema e del sesso, con un occhio alle tabaccaie maggiorate e l’altro all’irraggiungibile Gradisca (detta così per la sua disponibilità nei confronti di un Principe di passaggio). Un film dove rimangono scolpite nella memoria le scene del nevone, il passaggio del transatlantico Rex, oppure della Mille Miglia, il borgo, le malinconie invernali e le rinascite estive. A vederla ai giorni nostri sicuramente una Rimini più sognata che reale, nella migliore delle ipotesi una Rimini che non c’è più, per questo ancora più bella, specie con l’accompagnamento di un sottofondo musicale che fa vibrare l’anima.

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Amarcord fu il quarto Oscar vinto dal “grandissimo orchestratole di immagini e visioni”. Le altre Statuette arrivarono per La Strada (1954); Le notti di Cabiria (1957), 8 e 1/2  (1964) e l’ultimo, nel 1993, l’Oscar alla Carriera. In particolare Amarcord fece conoscere la piccola provincia italiana all’America che se ne innamorò, così come ha sempre apprezzato e capito le sue opere. Ci hanno provato pure a rendergli omaggio con un remake tutto a Stelle e Strisce: Nine di Rob Marshall. Cast hollywoodiano: Daniel Day-Lewis, Marion Cotillard, Penélope Cruz, Judi Dench, Kate Hudson, Nicole Kidman, Sophia Loren e Fergie (leader dei Black Eyed Peas) nella parte di una improbabile SaraghinaTratto dal musical di Broadway, tutto all’insegna di tacchi, lustrini, autoreggenti e bustini, si rifà alla trama di 8 1/2 con il regista Guido in piena crisi ispirativa, diviso fra l’amore per la moglie e quello dell’amante, intorno una corte di dive, madri, muse, starlet e pure una intraprendente redattrice di Vogue. Gli americani sono così, prendere o lasciare.

Nine

La versione restaurata di Amarcord sarà proiettata giovedì 4 febbraio nella Cineteca di Rimini in via Gambalunga, 27 (ore 20,30), per ulteriori informazioni [email protected] che ha organizzato la serata a ridosso del 20 gennaio, giorno di nascita di Federico Fellini (Rimini 1920 – Roma 1993). Inoltre grazie all’interesse suscitato la Cineteca Rimini e la Delegazione FAI riproporranno il film anche giovedì 11 febbraio ore 20.30.
La serata sarà ad ingresso libero, all’entrata chi vorrà potrà lasciare volontariamente al FAI un contributo che servirà a coprire i costi della serata e a raccogliere fondi per eventi culturali o restauri per la città, come ad esempio, il recupero della statua “Due figure” dell’artista Pino Castagna, opera collocata nel giardino dei Teatini.

Antonella Zaghini

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