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“UN ANNO VISSUTO PERICOLOSAMENTE SECONDA PARTE” di Luca Giacobbi

UN ANNO VISSUTO PERICOLOSAMENTE SECONDA PARTE

di Luca Giacobbi

Chi mi legge tra gli amici e credo senza rimpianto alcuno che siano molto pochi, sa che ho scritto già un articolo intitolato “un anno vissuto pericolosamente”. E questa sarebbe la seconda parte.

Ma mentre quel primo articolo o meglio raccontino diciamo, riguardava un pezzo della mia vita e quindi il taglio era assolutamente autobiografico, questa seconda parte invece riguarda la vita di un carissimo amico che si chiama Antonio.

Antonio era già coprotagonista del primo racconto e non solo. Anche del romando breve che scrissi qualche anno fa in collaborazione del mio caro amico Lorenzo Tempesta dal titolo The Dorian, be diciamo che anche li Antonio è stato coprotagonista con lo stesso Lorenzo e altri amici.

Antonio Cormano, questo il suo nome completo, era un gran lavoratore, onesto e anche un ottimo studioso. Si iscrisse all’Università all’età di 40 anni e ci incontrammo alle lezioni di Filosofia del Diritto del mitico Prof. Don Italo Mancini. Antonio aveva una marcia in più già allora. Basti dire che pur lavorando si è laureato prima di me che invece mi iscrissi all’età di 19 anni allo stesso corso di Giurisprudenza appunto. È vero che io sono stato rallentato dal Servizio Civile presso la Comunità Papa Giovanni ma cavolo Antonio era un autista dell’Azienda Panzoo e consegnava mangimi per animali in tutta la Romagna e Marche e forse anche oltre.

So solo che il suo amore per la letteratura, la Filosofia soprattutto, la grammatica italiana e la Storia, oltre che la Politica intesa nel suo significato originario ossia “secondo l’antica definizione cinese la politica è l’arte di governare, mentre in Grecia tra le varie definizioni spicca quella di Pericle per cui la politica è «l’arte di vivere assieme», significati che oggi credo non ricordi quasi più nessuno (apro una parentesi, d’altronde uomini politici come Aldo Moro, Sandro Pertini, Enrico Berlinguer, Nilde Iotti, Luigi Einaudi, Alcide De Gasperi, non mi pare proprio siano stati, come dire, “sostituiti” da persone allo stesso modo capaci, non me ne voglia la cara amica Presidente dell’Assemblea Regionale dell’Emilia Romagna Dott.ssa Emma Petitti per la quale invece nutro una stima infinita) e spesso viene utilizzato nei discorsi di tutti i giorni in termini dispregiativi direi. Quando interviene la Politica poi…, Ci si mette di mezzo la Politica…. Ecc. ecc. senza magari a volte tenere conto che la Politica non sono altro che una somma di persone come noi che ricoprono incarichi pubblici spesso, almeno nei paesi democratici, per volontà nostra.

Antonio mi è stato vicino nei momenti più difficili della mia vita di studente universitario. Scrissi la mia tesi di laurea facendo un lavoro di ricerca in archivio durato 6 mesi in cui passai una ad una tutte le biblioteche universitarie di Urbino ad iniziare dalla “nostra” di Giurisprudenza collocata in Via Matteotti (altro politico che non ho citato prima e che insieme ad Antonio Gramsci credo sia stato alla base di tutto il pensiero socialdemocratico Italiano e in buona parte d’Europa).

Con l’arrivo dei social, Antonio amava ogni giorno regalare pillole di sapere a tutti i suoi amici, e ne aveva tanti, quel sapere che mise anche nella mia tesi di laurea. Perché se è vero che il contenuto della tesi è completamente opera mia però metterla giù bene in un italiano corretto mica è tanto semplice… Lui fece quel lavoro li assieme a me ovviamente. Mai ha messo in discussione il contenuto appunto della Tesi. Io adoravo come lui la storia e la filosofia e la Tesi la feci in Storia delle Istituzioni Religiose forse per il rammarico di non essermi fermato in Comunità Papa Giovanni XXIII al termine del mio anno vissuto pericolosamente. La mia Fede poi al tempo ma anche oggi era incrollabile mentre Antonio lui amava definirsi ateo ma credo così non fosse del tutto. Antonio Divenne amico di mio nonno Raimondo detto il Bersagliere, il motivo dell’appellativo di mio nonno l’ho spiegato in altri raccontini e non sto a ripetermi, e confidò a lui e a me che il suo più grande cruccio era stato non riuscire ad avere Fede in Gesù Cristo e questo mi parve lo addolorasse molto. Inizio a parlare e scrivere purtroppo al passato e credo che tutti voi abbiano capito il perché. Circa un mese fa Antonio, nel suo anno vissuto pericolosamente, ci ha lasciato dopo una breve malattia che non gli ha lasciato scampo. Sapere di essergli stato vicino fino alla fine e di aver portato un minimo di conforto a sua moglie e a sua figlia ha forse un po’ lenito un dolore profondo. Dovetti io sui social dare la triste notizia della sua dipartita. Alla camera ardente allestita come si fa giustamente per gli eroi era presente una bandiera della locale sezione del partito comunista di Savignano sul Rubicone. Antonio era comunista si così come lo sono stato anche io solo che lui è stato più coraggioso di me e non ha mai tradito i suoi ideali assolutamente democratici e di libertà di vero comunista. Mio nonno amava parlare con lui proprio per questo motivo. Assieme facevano lunghe chiacchierate sulla storia del popolo “comunista” quello che ha sofferto di più nella storia di questo martoriato Paese che è l’Italia e anche a San Marino non era diverso. Questo raccontino è solo il mio regalo alla sua famiglia.

A questo punto Antonio mi avrebbe dato una sgridata “del Signore” per come ho scritto male questo articolo. Scrivo di getto purtroppo e non mi fermo quasi mai a correggere, lui lo sapeva e non condivideva minimamente, motivo per cui la mia tesi di laurea è in comproprietà con lui che credo si sia divertito assieme a mettere giù in un Italiano corretto.

Antonio ha sperato fino all’ultimo di farcela e credo di non aver mai visto nessuno andarsene come lui ha fatto con una dignità così profonda. Mi disse chiaramente, Luca sono fiducioso di farcela ed io con lui lo ero allo stesso modo ma non sempre queste decisioni dipendono da noi. Come tutte le persone straordinarie anche Antonio era un incrollabile ottimista.

Un caro saluto Pia, un caro saluto Elisa.

N.B. come nel caso del mio carissimo amico Marino Venturini, storico Politico di San Marino, anche nel caso di Antonio non ho nessuna fotografia che ci ritrae assieme. Forse questo è il mio di rimpianto ma per fortuna i nostri cari ci parlano attraverso i nostri famigliari e così è per Marino e così per Antonio.

Ci siamo divertiti Antonio e sono io a ringraziarti infinitamente per tutto quello che hai fatto per me. La frase più bella che ti ho sentito pronunciare e che feci mia fin dal primo momento è stata “Caro Luca, gli amici si vedono nel momento del bisogno”, ovviamente Antonio non volle farsi pagare per la collaborazione decisiva che mi diede nello scrivere la mia tesi di laurea. Sono infine convinto, nonostante che la presenza alla camera ardente mia abbia scosso tanto, che Don Oreste Benzi ti stava aspettando in Paradiso e con lui il nostro carissimo amico Doriano. Basta sofferenze, basta dolore, solo silenzio e preghiera e ottimismo.

Grazie a Lorenzo Tempesta al quale mi lega una profondissima amicizia che durerà in eterno e che è nata nelle stesse aule da noi frequentate in compagnia dell’amico Toto, storico bibliotecario della facoltà di Giurisprudenza e che credo sia ancora li. Vista la penuria di fotografie userò quelle scattate proprio a Toto che tiene in mano il disco pubblicato da Doriano negli anni Novanta.

Luca Giacobbi

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