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Chi trova un amico trova un tesoro ma anche la parte più autentica di sé

Chi trova un amico trova un tesoro ma anche la parte più autentica di sé

 

I veri amici si vogliono bene, si sostengono e si ascoltano, sospendono il giudizio e allargano il cuore: non c’è racconto o aneddoto tanto imbarazzante da non poter essere accolto da un amico del resto “solo lui può dirti cose che tu non vuoi dire a te stesso”.

L’amicizia è sicuramente il più prezioso dei tesori ma è anche un dono che riceviamo e facciamo.

In un rapporto non diamo nulla di più di ciò che già possediamo: la nostra interiorità, fatta di luce ombra e moltissime polarità che fanno parte dell’essenza di ciascuno di noi, oltre che la possibilità di farsi guardare dall’altro per ciò che veramente si è.

Secondo Jung l’incontro di due personalità è come il contatto di due sostanze chimiche: se c’è una reazione, entrambi si trasformano.

L’amico diventa un catalizzatore naturale per l’altro, in un rapporto dove c’è nutrimento e reciprocità.

Come una danza, come due ballerini che sanno perfettamente quali sono gli “incastri giusti e al momento giusto”, quando stringere, quando lasciare, quando fare un passo in avanti, quando uno indietro, senza alterare in nessun modo quello che è un equilibrio perfetto.

Perfetto per loro…

L’amicizia diventa allora capace di diventare un vero riflesso. Un riflesso di noi nell’altro.

Si viene a creare un lessico familiare intimo e comprensibile solo all’altro che ha la propria radice più intima e profonda nella condivisione di riflessioni, aneddoti di vita e pensieri.

Quelli che non si raccontano mai, quelli che è difficile anche raccontare a se stessi ma che è quasi naturale e un’esigenza dell’animo confidare all’amico.

Se l’amicizia è la cura il sintomo è proprio questo: la necessità del cuore di aprirsi per sentirsi alleggerito prima e nutrito poi, abbeverato, rinfrancato.

Ciascuno ha in fondo il proprio senso della vita e anche dell’amicizia, questa è una sorta di luogo interiore dove due anime si incontrano e diventano compagni di viaggio, nocchieri l’uno dell’altro.

Come una pianta di ulivo secolare, con radici profonde e nuovi rami che tendono sempre verso l’alto, nella direzione del cielo e delle stelle.

L’amico infatti ci mostra la nostra parte in piena luce e quella in ombra, ogni riflesso di noi.

È fondamentale specchiarci nell’anima dell’altro pur di non fare in modo di potersi e doversi specchiare nella propria oscurità.

 L’amicizia è una forma di amore. Amico dal latino amicus ha la stessa radice del verbo amare “colui che ama”.

Per essere amici è necessaria una coscienza autentica del proprio Sé, altrimenti si rischia di mostrare solo la propria maschera.

L’amicizia, infatti, non è solo una relazione, ma una promessa. Sta a noi e solo a noi essere in grado di accoglierla e tramandarla. “Metterla a frutto”.

All’inizio di ogni rapporto si può presentare un’insidia, ci auto-investiamo di doveri seppur elaborati con genuinità e buone intenzioni verso l’altro: “Devo essere bravo, equilibrato, meritevole di fiducia, attento, non ferire l’amico”. Questo carica il rapporto di qualche ansia e tante paure e tristezze in merito a una eventuale perdita. Eppure basta semplicemente lasciarsi andare e comprendere prima con il cuore che con la mente che amicizia è prima di tutto profonda libertà, in primis di scelta, poi quella di mostrarci nella nostra più intima e nuda interiorità, indossando solo la veste che ci ricama e tesse questo profondo flusso vicendevole, un abito così prezioso e robusto da sapersi trasformare all’occorrenza in una protezione.

Protezione e balsamo per il cuore.

Uno specchio potente capace di rimandarci tutte quelle emozioni non decodificabili ma ben vive in noi.

Come riavvolgere all’infinito la pellicola di un film, in cui sequenze nuove vanno ad aggiungersi a quelle già esistenti in una narrazione che diventa infinita e sempre in progressione, giorno dopo giorno.

Percorsi conosciuti che aprono verso lidi inesplorati: ecco la forma di un’amicizia vera.

Chi trova un amico trova un tesoro ma anche la parte più autentica di sé.

 

 

 

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