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La primavera è una promessa di felicità

Amo moltissimo la primavera, al pari della giovinezza è un’invitante promessa di felicità e…una promessa è una promessa!

Gli alberi sono rosa, il colore dei fiori in boccio, tutto ha una parvenza di grazia ed eleganza, gli uccellini cantano sui rami dei ciliegi con tutta la gioia e la gratitudine di chi è tornato, l’aria profuma, il clima in talune giornate è caldo ma mai afoso , mite, un calore tiepido che riscalda il cuore, la promessa di ciò che verrà. In questa stagione a me capita sempre di guardarmi intorno e di pensare che tutto è perfetto e bellissimo, i bambini crescono, i ragazzi e le ragazze si innamorano ricambiati o no, come da copione.

Le Signore in attesa senza cappotto mostrano le loro pance rotonde un vero inno alla vita che verrà, gli anziani sorridono e si siedono sul gradino davanti alla porta di casa a godersi il sole.

In questa stagione i balconi dei terrazzi si fanno civettuoli, colorati, ospitano i fiori, amo moltissimo le finestre delle case con i gerani in bella mostra, soprattutto nelle case vecchie, quelle con l’intonaco della vernice un po’ scrostato, un po’ rovinate dalle intemperie e dalle stagioni che si sono succedute ma che ci provano a dare ed essere la miglior versione possibile di loro stesse, quello che dovremmo imparare a fare tutti noi.

Ogni primavera io acquisto tanti fiori, di solito le surfinie, a volte presa dall’entusiasmo lo faccio troppo presto e li espongo a rischio gelate, le pianto in almeno una quindicina di vasi e poi le dissemino per tutto il giardino intorno alla mia casa e quando le guardo mi sento più felice perché è in loro la promessa del bello , la speranza di una fioritura, la cura che voglio regalare loro per avere in cambio profumo e bellezza, poi l’estate mi sveglio prestissimo riempio di acqua un gigantesco innaffiatoio e faccio sosta davanti a ogni vaso per dare loro da bere, è il momento più bello della mia giornata, curando loro io dono nutrimento alla mia anima, mi prendo cura di me stessa.

La primavera non si può fermare e non la ferma nessuno neanche il covid, questa stagione che ne sa della quarantena e dei nostri dispiaceri? Nulla, arriva, alterna giornata di sole ad altre piovose com è nella sua natura. La primavera ci regala un messaggio: dobbiamo avere fiducia e cercare tutto il bello che c’è anche nelle difficoltà.

Vorrei dire questo ai miei figli, al più piccolo che vuole leggere il decreto per capire cosa può fare e cosa no e questo mi fa ridere ma con una punta di amaro, ma soprattutto alla mia ragazza che dovrebbe vivere la sua età come i 18 anni richiedono, come un fiore in boccio, un fiore piegato dal vento e scaldato dal sole delle emozioni ed esperienze che alla sua età sono fortissime, con un gusto così intenso e una luce così piena da stordire e invece si trova in quarantena, questa volta fiduciaria, in attesa domani di fare il tampone, l’ennesima, lontana dai suoi compagni di classe con cui continua a dividere il banco in dad.

Ho avuto e superato il covid, ma il dolore che mi infligge è questo: sapere che mia figlia non sta vivendo la sua età con tutto il gusto con cui l’ho a mia volte vissuta, con la gita di quinta, il veglione, le risate con i compagni di classe,  i puffi al mare, la prima vera vacanza da grandi, gli abbracci, i baci.

Non ho parole per dirle quanto mi dispiaccia e allora le scrivo.

Come i porcospini di Schopenhauer dovremmo imparare a fare questo , a trovare “la giusta distanza per scaldarci senza ferirci”, mascherina e distanza per proteggerci, piume contro piume per scaldarci, cuore a cuore per consolarci e regalarci quella vicinanza dell’animo che ci fa brillare.

Insegniamo ai nostri figli a essere responsabili non rigidi, attenti non eremiti, tolleranti e fiduciosi nel bello che verrà e poi come sempre…Sereno è, seren sarà. E se non è sereno si rasserenerà.

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