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Cerimonia del tè: l’arte della tranquillità

La Cerimonia del tè è un occasione per vivere un momento forte di meditazione e centratura. A parlarne Paola Giovanna Arcangeli, titolare di Arte del tè (Centro Atlante- San Marino)

Come si svolge in concreto?

È un insieme di gesti, che devono essere svolti esattamente in quel modo, con tempi e modalità preordinati. Nelle arti marziali di parla di “Kata”. Ecco il suo significato secondo Wikipedia:

La parola Kata nella Lingua giapponese in antichità assumeva il significato di “simbolo” per enfatizzarne il contenuto spirituale, in seguito assunse il significato più semplice di “forma: infatti il kata è un succedersi di tecniche prestabilite contro più avversari immaginari e forme. Nell’esecuzione dell’esercizio riveste grande importanza proprio la qualità formale delle singole tecniche, delle posizioni e degli spostamenti. Non ci si deve però fermare all’aspetto estetico: il kata è un vero combattimento, seppur codificato, quindi deve esprimere efficacia, sia dal punto di vista tecnico che strategico.

Quali riti la scandiscono?

La Cerimonia del Tè è un rito composto da tre fasi: la pulitura degli oggetti (purificazione), il bere il tè (riceviamo il Dono), la chiusura (manteniamo dentro di noi ciò che abbiamo ricevuto). Si dice che il Dono all’ospite è il richiamo del legame che ci lega alla Natura ed il distacco completo dal Mondo che sta fuori.

Quanto è importante la ritualità dei gesti?

È assolutamente fondamentale passare dalla “tecnica” per poter donare all’ospite (e a chi pratica) l’essenza della Cerimonia. Lo scrittore Herbert Plutschow la definisce come l’unica Cerimonia al mondo dove non si celebra nessuna divinità, ma l’Essenza divina che c’è in ognuno di noi.

In che contesto è nata?

Possiamo considerare il primo embrione di Cerimonia del Tè la condivisione dei monaci buddisti della tazza di tè matcha (tè macinato) che veniva fatta nei monasteri fin dal primo secolo d. C. D’altronde chi portò per primo in Giappone la pianta del tè e questo modo di lavorare il tè fu proprio un monaco buddista, Eisai, considerato il fondatore del Buddismo Zen Rinzai. Poi questo Rito divenne importante in epoca medioevale come Rito per sancire accordi di Pace o Accordi commerciali (tutti i feudatari avevano un proprio Maestro del Tè). Di questo periodo è importante ricordare il Maestro Sen no Rikyù che fu colui che codificò il Rito così come lo pratichiamo ancora oggi ed il capostipite di tutte le Scuole Tradizionali. I Samurai poi inglobarono la Cerimonia del Tè nella loro “Via” cioè “Do” (L’ideogramma significa letteralmente “ciò che conduce” nel senso di “disciplina” vista come “percorso“, “via“, “cammino“, non in senso fisico ma piuttosto etico e morale.”) ed è il suffisso di tutte le arti marziali (ad esempio Ju-do, karate-do, Ken-do). La Cerimonia del Tè è chiamata anche Chado, cioè la “Via” del Tè. Io studio con i Maestri della Scuola Dai Nihon Chado Gakkai che ha sede a Tokyo.

Cosa propone un corso di cerimonia del tè?

Proponiamo la conoscenza ravvicinata di una cultura diversa dalla nostra, di imparare profondamente dei gesti che possono cambiare il nostro modo di vedere le cose, di provare un altro modo di fare una meditazione profonda e di trasmetterla attraverso dei gesti anche ad altre persone.

Com’è strutturato?

Partiremo con due venerdì al mese (uno ogni quindici giorni).

A chi si rivolge?

Assolutamente a tutti coloro che sentono che “risuona” con loro.

Qual è il suo valore aggiunto?

Un modo diverso di “sentire” la Vita e di affrontarla.

Come ti sei avvicinata a questa pratica?

Un caso… (ma il caso non esiste). Ho conosciuto un Maestro di questa Scuola. Si chiamava Joao Manoel Mira ed era un Padre Jesuita, profondo conoscitore di arti marziali, insegnante di lingua e cultura portoghese all’Università Cattolica Sofia di Tokyo. Dopo avere praticato Karate per 13 anni ed essere arrivata a cintura nera Terzo Dan, volevo capire che cosa c’è alla base, l’essenza delle Arti Marziali. E l’ho trovata….

Cosa dona alla tua vita?

L’Arte della Tranquillità, della Flessibilità, della Bellezza nell’affrontare la Vita di tutti i giorni ed il Privilegio di avere l’opportunità di trasmettere tutto questo ad altri….o perlomeno provarci!

Chiara Macina

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