sabato , dicembre 7 2019
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Amore…una trappola per topi?

In amore vince chi fugge di certo perde chi rimane immobile dov’è”, questo il pensiero del giornalista Massimo Gramellini, autore di “cuori allo specchio”, libro che raccoglie le lettere più significative della rubrica, una sorta di posta del cuore di “Specchio”, molte storie parlano di amore tormentato, non corrisposto, di tattiche, ossessioni, di certo i rapporti umani, che siano di amicizia, amore o conoscenza sono la croce e delizia di tutti gli esseri viventi, l’uomo è un essere sociale, necessita di relazionarsi al suo prossimo anche quando dichiara il contrario. Le relazioni tra gli uomini non sono però sempre facili, si propone continuamente, specie in amore, un eterno gioco delle parti, che trasforma un rapporto in un braccio di ferro, in una gara di prestazioni, privando il legame della sua valenza più spontanea e genuina. Probabilmente si tratta solo di rapporti sbagliati, che testardamente cerchiamo di fare decollare, certamente da mettere nel dimenticatoio.

Quando due persone entrano in rapporto si crea spesso una situazione in cui -entrambi provano attrazione, -A prova più attrazione di B (es.90), -B prova meno attrazione di A (es. 50), -B percepisce l’attrazione 90 di A, quindi si trattiene e invece di manifestarne 50 ne dimostra 30 per non illudere A -Quand’anche A realizzi che B prova un’attrazione 50, soffre comunque perché è insufficiente ed è come se ne percepisse 0. -A soffre perché si sente rifiutato.

Si sprecano allora gli spasimi, le sofferenze, le imprecazioni di A nei confronti di un B “insensibile, snob ecc” quando in realtà si tratta dell’eterno gioco del “In amor vince chi fugge”. Il che è una dinamica normale in amore, legata ai caratteri, ai momenti, dinamica che può vedere i ruoli invertirsi o rimanere stabile. Perché si possa strutturare una storia bisogna però -che quel divario 90/50 si restringa -che B non sia costretto a trattenersi fino a 30- che per A il divario stesso diventi sopportabile. Altrimenti è una tortura, non è più in rapporto e la sola cosa da fare è troncare, senza rimpianti.

Il parere al riguardo della Dott.ssa Francesca Bologna, Psicologa Psicoterapeuta.

E’ vero che in amore ‘vince chi fugge’?

In amore, così come in tutte le relazioni, non esiste una regola universalmente valida. Le strategie, le tattiche predefinite non sono mai funzionali perché ci allontanano dal contatto con la nostra vera natura e dallo spontaneo incontro con l’altro. Se ci limitiamo, fingiamo di essere chi non siamo o di desiderare cose che non vogliamo solo per seguire una linea di pensiero apparentemente vincente ma che non ci appartiene, la relazione entra in un piano di realtà falsato ed è inevitabilmente destinata a non renderci felici. L’amore non è matematica, le relazioni funzionano se ci mettiamo di fronte all’altro in maniera autentica, con sincerità pronti a svelarsi e vedere ciò che l’altro è”.

Allora cosa consiglieresti a chi si ritrova in una relazione dove la distanza non è gradita?

Talvolta la distanza tra due persone, in amore così come in amicizia, è causata dalla mancanza di comunicazione. Le persone si arroccano sulle proprie posizioni, traendo conclusioni e creando distanze sulla base di congetture erette sulla non conoscenza del pensiero o del sentimento dell’altro. Fare il primo passo, spiegare con sincerità come ci si sente o cosa si pensa, senza trucchi o stratagemmi permette all’altro di vedere chi siamo in maniera autentica sentendosi invitato ad esprimere a sua volta il proprio pensiero. Questo non significa necessariamente risolvere ogni problema, l’altro potrebbe non essere pronto al confronto o non disposto ad avvicinarsi, ma questo fa parte della natura dei rapporti umani”.

Chiara Macina

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