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Raccontami una storia parlami di te: “La storia di molti”

La storia di molti

La mia storia ha avuto inizio quando ho iniziato ad averne memoria.
Sono cresciuta con un padre, una madre e una sorella fino all’età di tre/quattro anni quando i miei genitori, o meglio mia madre ha deciso di lasciare mio padre.
La mia famiglia non è mai stata come quella del mulino bianco, anzi è sempre stata l’opposto.
Mio padre non ho mai capito che educazione abbia ricevuto perché non ne ha mai voluto parlare, ma era violento con me e poi con mia madre e mia madre essendo figlia di un militare aveva ricevuto un’educazione severa, succedeva che al minimo capriccio o sgarro venivamo punite.

Mio padre mi ha mostrato il lato peggiore che un uomo possa avere e mi ha insegnato che gli uomini sono violenti e bugiardi e che non bisogna fidarsi di loro.
Per molto tempo ho creduto che la cosa valesse per tutti gli uomini e di non potermi fidare del sesso maschile, che erano tutti traditori, bugiardi e che non si meritavano la mia stima e fiducia, ma per fortuna nel tempo ho conosciuto uomini che mi hanno fatto ricredere, che mi hanno fatto dire non sono tutti come mio padre.

Mio padre mi ha insegnato che nella vita non avrei mai voluto essere come lui e mi ha mostrato il tipo di uomini che non avrei mai voluto nella mia vita.
Mentre mia madre era una donna di Dio, ma nonostante questo era molto severa, non accettava che si facessero i capricci, non sopportava i bambini maleducati e le bugie, il disordine, le risposte di troppo.
Finché a un certo punto non sopportò più mio padre e tutto ciò che la sua persona comportava e lo lasciò, fu dura ma lo lasciò.

Crescendo mi sono spesso chiesta perché fosse rimasta assieme tutti quegli anni, avevano già avuto mia sorella maggiore e poi c’ero stata io e l’unica risposta che mi sono riuscita a dare era che lei era innamorata e quando ci si innamora purtroppo a volte si accetta tutto, anche l’inaccettabile.
Mia madre si è dovuta reinventare, svolgeva due lavori, tornava a casa stanca, ma trovava sempre il tempo per prendersi cura di noi, giocare e parlare.
Non ha mai fatto mancare nulla a mia sorella e me, anche quando andavamo al supermercato e volevamo qualcosa e le dicevamo “ma che bello, possiamo comprarlo?” mia madre rispondeva onesta “ora la mamma non ha i soldi ma ti prometto che lo comprerò”.

Ammetto che le prime volte ci rimasi male, ma mia mamma ha sempre rispettato la parola data e capitava che dopo una o due settimane si presentava con il gioco che avevamo richiesto.
Il fatto che mia madre rispettò sempre la parola data mi fece sempre avere fiducia in lei.
Mia madre ha sempre lottato per noi, per le sue figlie, soprattutto quando sono subentrati gli assistenti sociali, che aspettavano che mia madre facesse un passo falso per portarci via, ma mia madre era sempre un passo avanti a loro e non sono mai riusciti a dividerci.

Nonostante io abbia presentato mio padre in quel modo, aveva anche delle qualità, era un uomo colto che ha sempre voluto informarsi, studiare, leggere ed essere sempre un passo avanti agli altri.
Era un uomo poliedrico, o almeno così mi piace definirlo, voleva essere il factotum, voleva sapere fare tutto ed essere il migliore.
Crescendo, guardando me stessa mi sono ritrovata in queste qualità.

Lui mi ha trasmesso l’amore per la letteratura, per i libri e per il mondo della scrittura.
Quando si trasferì a Milano, ogni weekend andavamo da lui e la prima cosa che faceva era portare me e mia sorella in una libreria per scegliere almeno tre libri da leggere durante il mese.
Una volta che ho iniziato a leggere non ho più smesso e poi ho iniziato a scrivere.
Questo era il mio mondo e io mi trovavo lì, nel mezzo.
Nella mia infanzia sono stata una bambina ribelle, aggressiva, violenta. Vivevo in un mondo in cui le regole le facevo io e in cui tutti gli altri dovevano sottostare a queste regole.
Non mi importava di nessuno, sentivo di aver sofferto troppo per la mia giovane età e di essere cresciuta troppo in fretta.
Sentivo il peso di essere nata, pensavo di essere la causa della separazione dei miei genitori, non mi amavo e sentivo di non essere amata, nonostante le persone attorno a me mi dimostravano il contrario.

Mi sentivo sola al mondo, come se nessuno mi capisse.
Non ero in grado di dimostrare amore agli altri, ma solo rabbia e aggressività, non riuscivo ad esprimere i miei sentimenti, ero un muro ed ero piena di rancore.
Ero arrabbiata con tutti mi chiedevo perché io dovevo essere nata in una famiglia simile, perché la mia famiglia non era simile a quella della mulino bianco, perché i miei genitori erano i miei genitori, perché si erano separati quando i genitori degli altri stavano ancora insieme, perché mia madre dovesse fare due lavori e non la casalinga come le altre mamme, perché mio padre era così e soprattutto mi continuavo a chiedere perché io ero nata.

E’ stata dura e difficile capire che la violenza non è la soluzione a tutto, che è possibile esprimersi in altra maniera, che quello che avevo vissuto non era a causa mia e che a volte la vita sceglie per te, ma che nonostante ciò tu puoi comunque cambiare strada e andare in un’altra direzione.
Mi ci è voluto molto tempo per capirlo, ma l’ho capito.

Quando era bambina nessuno credeva in me, non avrebbero nemmeno scommesso una lira su di me, pensavano che probabilmente non avrei mai finito la scuola e che sarei finita a fare qualche lavoro del quale non ero soddisfatta giusto per riempirmi la pancia, ma così non è stato.
Ho sbalordito tutti, ho fatto l’opposto di quello che gli altri credevano che avrei fatto.
Ho finito le scuole medie, mi sono iscritta al Liceo dove ho sempre avuto buoni risultati, l’ho terminato e mi sono iscritta all’Università e ora sto cercando di costruirmi un futuro che sia migliore del passato che ho avuto.

Mi impegno ogni giorno per raggiungere i miei obbiettivi e non mi fermo più davanti a nulla.
Ho imparato che posso contare sugli altri, che sono amata e che posso amare tutti.
Ho imparato a essere tranquilla, a rispettare gli spazi, i silenzi, le parole dette e non dette, le brutte parole, gli sguardi cattivi della gente.

Ho imparato a essere fragile e vulnerabile e che piangere non è da deboli come spesso avevo creduto, ma è solo un modo di esprimere come ci si sente.
Ho imparato più di tutto che posso essere qualsiasi cosa io voglia, che nonostante io abbia avuto una storia simile mi posso fidare degli altri, che non tutti gli uomini sono violenti, che le donne sono una forza della natura e che l’amore di una madre per i propri figli fa superare cose nella vita che sembravano insuperabili, che ti rende lucida, ti rende forte e ti permette di dire basta.
Ho imparato che nella vita una delle poche eroine che io conosco sono mia madre e mia sorella.

Che da grande voglio avere la forza di mia mamma, il suo coraggio e la sua forza.
Forse questa storia non è solo la mia, ma è la storia di molte altre persone di molti altri figli, genitori, uomini e donne.
Non vorrei mai che qualcuno potesse rivedersi in queste parole, ma se così fosse vorrei ricordargli che anche se sembrerà che sia tutto buio, che piova ogni giorno sulla tua testa, quando meno te lo aspetti spunterà il sole e si verrà a creare un arcobaleno che darà più colore alla tua vita.

Rosanna Azeno

 

 

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