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Le piante grasse: vantaggi e consigli per l’acquisto

Le piante grasse

Provenendo generalmente da aree del mondo dove è difficile reperire l’acqua, queste piante si sono evolute con la caratteristica di riuscire ad immagazzinare l’acqua di cui hanno bisogno (prendendola ad esempio dalla rugiada notturna) grazie al loro apparato radicale, gonfiandosi perché ingrossate dall’acqua (da qui appunto “piante grasse). Esistono due modi attraverso cui le piante grasse riescono ad immagazzinare l’acqua:

  • nelle foglie, che diventano carnose come il Sedum, La Crassula, l’Echeveria, rientrando nella categoria delle succulente;
  • nel fusto, perché le foglie si sono trasformate in spine, come il cactus e la Grusonia, che rientrano nella categoria delle cactacee.

 

Piante grasse del tipo cactaceo

 

Piante grasse del tipo succulente

 

Generalmente hanno necessità di poche cure, ma che vanno eseguite in maniera precisa per evitarne il decadimento.

Il terreno: si adattano a condizioni difficili, ma avendole in casa tanto vale farle vivere comode utilizzando un terriccio specifico ricco di sabbia che serve a filtrare l’acqua senza assorbirla.

Il vasi: vasi di piccole dimensione possono essere sufficienti a questi piante, ma non i microvasi in cui solitamente vengono vendute. Una volta portate a casa quindi meglio rinvasarle, tenendo presente che le succulente prediligo un vaso profondo in quanto hanno radici più grandi, mentre le cactacee preferiscono un vaso più largo per l’espansione orizzontale. Vanno bene sia i vasi in terracotta, che permettendo una traspirazione naturale consentono un’innaffiatura poco frequente, sia in plastica (e in questo caso vanno bagnate ancora meno); qualsiasi tipo di vaso si scelga, l’importante è che abbia i fori di drenaggio, perché il maggior pericolo per una pianta grassa è il ristagno di acqua che fa marcire le radici.

L’irrigazione: date le loro caratteristiche vanno innaffiate poco, ma occorre essere precisi e differenziare a seconda della stagione. In estate è sufficiente bagnarle 2 o 3 volte la settimana. In inverno, invece, occorre lasciarle a riposo, come in letargo, da dicembre alla seconda metà di febbraio. Se però tenute in casa, il riscaldamento può far seccare terriccio e radici: è quindi utile innaffiare il terriccio una volta al mese con un beccuccio sottile per evitare di bagnare il fusto della pianta.

Le temperature: benché resistenti a soglie estreme, hanno bisogno di temperature specifiche, che in estate possono arrivare a sfiorare i 40/45° ventilati, in inverno non deve essere inferiore ai 3/5°, con poca umidità, per evitare di gelare.

L’esposizione: in estate è meglio posizionarle all’esterno della casa, in piena luce, ma senza l’esposizione diretta al sole e al riparo dalla pioggia. In inverno, se la temperatura scende sotto i 3° è bene spostarle in casa, avendo cura di innaffiarle per via del riscaldamento. L’ambiente ideale deve essere luminoso, con poca umidità e una temperatura intorno ai 5°.

La concimazione: una volta al mese con prodotti specifici, ma solo in estate. In inverno, per via del periodo di riposo naturale della pianta, occorre astenersi dal concimare.

Il rinvaso: crescendo lentamente, 2 o 3 cm all’anno, richiedono un rinvaso ogni 4 o 5 anni, in estate alla ripresa vegetativa, utilizzando ovviamente un vaso più grande del precedente, con il terreno specifico come già detto, avendo l’accortezza di non comprimere troppo il terreno per via delle radici piuttosto superficiali.

La fioritura: la fioritura avviene se il periodo di riposo invernale è stato rispettato correttamente. Le piante grasse sono caratterizzate dalla fioritura di grandi e bellissimi fiori dai colori vivaci.

Le malattie: le piante grasse possono essere soggette a cocciniglie a scudetto, quando si ricoprono di macchie marroni che possono comprometterne la crescita, che si elimina con un insetticida specifico; a cocciniglie lanose e aleuroidi, quando si ricoprono di zone biancastre e lanose e su ci occorre intervenire con un insetticida a base saponosa; ad acari (ragnetti rossi o di vari colori) che si eliminano con un acaricida; ad oziorrinco, un coleottero marrone che non può però essere eliminato con prodotti chimici e l’unico modo per prevenirlo è controllare che la sue larve bianche non siano già presenti nel terriccio della pianta.
Ancora, le piante grasse possono sviluppare malattie dovute a condizione di conservazione non corrette, come l’eziolamento, quando perde colore e i fusti si allungano a causa di scarsa luce o concimazione sbagliate: in questo caso occorre potare i fusti malati fino al tessuto sano e riprendere le cure adatte, in modo che la pianta riprenda la sua crescita normale. Il marciume alla base, che si può verificare quando la pianta viene coltivata il luoghi freddi o umidi: in questo caso la pianta è da buttare ma si possono ricavare talee (per generare una nuova pianta) tagliando i fusti ancora sani. Le bruciature che possono comparire quando la pianta è esposta al sole diretto: è bene irrobustirle all’ombra prima di esporle al sole esterno.

Vantaggi e consigli per l’acquisto: esistono molteplici motivi per scegliere una pianta grassa. Sono longeve e possono durare decenni, crescono lentamente e non hanno bisogno di molto spazio, sono abituate a condizioni difficili e necessitano quindi di poche cure, producono bellissimi e vistosi grandi fiori colorati.
Quando ci rechiamo a comprare una di queste piante, che sia un vivaio o un supermercato, occorre prestare attenzione innanzi tutto alla presenza di eventuali macchie scure, alla base o sulla cime, che indicano la presenza di marciume o infezioni già in atto; se l’apice è più piccolo del fusto o le spine sono deboli, significa che sono state coltivate in condizione di poca luce e quindi possono ammalarsi più facilmente.

 

 

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