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Porta San Francesco: la visita a San Marino inizia da qui

Presentare San Marino al turista nella sua luce migliore, quella che lo illumina grazie alla sua leggenda e storia, alla fierezza del suo popolo, alla mitica libertà perpetua che lo ha da sempre contraddistinto; un paese raccontato sul campo, attraverso gli edifici e i monumenti che maggiormente lo caratterizzano e identificano, quelli dove si svolge la vita istituzionale e quelli che ospitano il patrimonio storico, artistico e archeologico. Le bellezze e peculiarità del territorio narrate con la fierezza e l’orgoglio di una cittadina innamorata della propria Terra, felice di accompagnare il turista alla sua scoperta delle sue Piazze, delle vie che nel passato sono state testimoni degli eventi principali della sua storia, con una esposizione semplice ma accurata, ricca di spunti che stimolino il forestiero ad approfondire e avere voglia di tornare. Il mio nome è Chiara Macina e questa è in estrema sintesi la finalità principale del mio servizio di guida turistica.

Nelle prossime settimane vorrei idealmente accompagnare i lettori a spasso per il centro storico, soffermandomi sui luoghi più importanti, raccontandoli attraverso le curiosità e l’esposizione delle caratteristiche principali.

Ogni visita guidata parte generalmente proprio dalla Porta di san Francesco.

PORTA DI SAN FRANCESCO

Ci troviamo nel punto di accesso a quello che ora è il Centro storico di San Marino città,un tempo era il vero e proprio punto d’ingresso al paese, in origine questa porta, costruita intorno al 1320 era l’accesso al Convento di San Francesco, nel 1361 era posto di guardia, nel secolo successivo fu sopraelevata, coronata di merli, coperta e divenne ingresso al paese, successivamente fu aggiunto un elegante piombatoio, ha stemmi della Repubblica e dei Montefeltro, i Duchi d’Urbino, con i quali i sammarinesi si allearono.

In origine, al posto del portone in legno ce ne era uno levatoio, fortificato da una bertesca.

La Porta di San Francesco, detta anche del Loco, deve il suo aspetto attuale all’intervento dell’Ingegner Gino Zani.

Sotto la volta troviamo iscrizioni del ‘700 che ben riflettono lo spirito dei tempi, uno avverte “non è possibile entrare armati, obbligo di depositare le armi”, l’altra precisa che “nelle ore notturne non è possibile salvo esigenze di affari pubblici, entrare o uscire”, vi era un ponte levatoio che si alzava e abbassava, una molto recente del 2008 testimonia un riconoscimento molto importante l’ingresso nel Patrimonio Unesco. Il 7 luglio 2008 il Comitato del Patrimonio Mondiale dell’Unesco riunito in Quebec (Canada), nel corso della sua 32a sessione deliberò l’iscrizione del Centro Storico di San Marino e del Monte Titano nella Lista del Patrimonio dell’Umanità.

E’ la Commissione stessa a motivare le ragioni che hanno reso possibile questo ingresso, individuandone i motivi principali nello stato di conservazione del Centro storico e nelle peculiari caratteristiche della sua storia, in cui il concetto di Libertas ha sempre avuto un peso e significato preponderante nei rapporti interni e con l’esterno.

L’intero perimetro del Centro storico è circondato da mura, concreto esempio della volontà di difesa e di autonomia, sono riconoscibili tre cinte murarie appartenenti a tre diverse epoche storiche, la prima dell’XI°-XII° secolo, la seconda del XIII°-XIV° secolo, la terza del XV°-XVI° secolo secolo. La Porta di San Francesco, detta anche Porta del Loco, fa parte della terza cerchia di mura, che fu costruita tra il 1430 e il 1450.

La funzione delle Mura è difensiva, nelle vicinanze non potevano essere piantati alberi, né edificate case, si voleva evitare servissero ai malintenzionati per nascondersi tra le fronde o per essere usati come piattaforma per cercare di arrampicarvisi.

Le Mura di San Marino, così come le torri, sono state restaurate, insieme agli edifici principali del Centro storico tra il 1920 e il 1940 dall’Ingegner Gino Zani, versavano infatti in avanzato stato di degrado.

Impossibile varcare questa porta senza fornire al visitatore qualche informazione di carattere logistico sulle caratteristiche della Terra che si va a visitare. La Repubblica di San Marino è un piccolo Stato indipendente dall’VIII° secolo, ubicato nel cuore dell’Italia, tra Emilia Romagna e Marche, a 15 km dal mare sul cui livello si eleva circa 700 metri.

Il Monte Titano si articola in tre gioghi principali corrispondenti alle tre Rocche.

Dal 2008 il centro storico di San Marino e il Monte Titano sono entrati a fare parte della Lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco, in quanto secolare modello di una democrazia rappresentativa fondata sull’autonomia civica e l’autogoverno.

Alla base della coscienza autonomistica della comunità sammarinese la leggenda del Santo, tratta da un manoscritto risalente al X° secolo. Secondo il racconto, nella seconda metà del III° secolo d.c, Marino uno scalpellino proveniente dall’isola di Arbe in Dalmazia, approdò a Rimini per ricostruirne mura e porto seriamente danneggiati dalle invasioni barbariche, terminato il suo lavoro, in fuga dalle persecuzioni contro i cristiani, Marino trovò rifugio sul Titano, dove visse alternando lavoro e preghiera. Avvenimento rilevante della leggenda è lo scontro tra il Santo anacoreta e Verissimo, al quale fanno seguito gli episodi della guarigione del giovane ad opera del Santo e della donazione del monte a costui, fatta da Felicissima madre di Verissimo in segno di grande riconoscenza.

Nel 1296 allorchè il podestà feretrano tenterà d’imporre balzelli alla comunità, i sammarinesi rifiuteranno facendo risalire la loro libertà ab antiquo, basandosi su tale donazione, libera da qualsiasi vincolo.

La Repubblica di San Marino intrattiene relazioni diplomatiche e consolari con più di 70 Stati europei ed extraeuropei.

San Marino è la più antica e piccola Repubblica d’Europa, il suo territorio è di 61, 196 kmq, al centro dell’Italia confinante con Marche ed Emilia Romagna, la sua popolazione ammonta a circa 30.000 abitanti, raggiunge la sua altezza massima in corrispondenza della seconda Torre 739 mt. Slm.

Proseguendo il percorso e incamminandosi in salita si trova la Chiesa di San Francesco, costruita intorno al 1360 d.c da maestranze comancine, i frati almeno dal 1253 erano insediati nel conventino di Murata. Osservando la facciata è possibile notare un rosone di laterizi e un porticato sorretto da colonnine ottagone, nel XIV° secolo le pareti dovevano essere, secondo le ricostruzioni artistiche compiute, completamente affrescate, con la luce che filtrava da enormi finestroni color acquamarina, più tardi gli affreschi vennero coperti e le pareti stuccate con intonaci e decori baroccheggianti.

A destra del Convento, si trova il Museo Pinacoteca San Francesco, che ospita arredi, dipinti e materiale sacro dal XV° secolo in poi, frutto di un accordo stipulato negli anni Sessanta tra il governo sammarinese e i frati francescani presenti in Repubblica.

Davanti al Museo si trova un edificio, oggi trasformato in ristorante che ospitò Giuseppe Garibaldi, l’eroe dei due mondi, generale, patriota, condottiero e scrittore italiano, autore di numerose imprese e spedizioni, quando cercò rifugio a San Marino.

Giuseppe Garibaldi arrivò sul Titano la notte del 31 luglio 1849, inseguito dagli austriaci, con le sue truppe allo stremo delle forze e la moglie Anita ammalata.

In seguito all’intervento dei Francesi, ai primi di luglio del 1849, la Repubblica Romana era costretta a cedere, ma Garibaldi non intendeva consegnare le armi.

Seguito dai più coraggiosi dei suoi volontari, prese il cammino che attraverso i gioghi dell’Appennino, lo doveva condurre a Venezia, che ancora resisteva agli Austriaci.

Alle spalle lo incalzavano truppe francesi ed austriache.

Per evitare l’accerchiamento da parte degli inseguitori, il generale entrò in territorio sammarinese e chiese ai governanti ospitalità per sè e per le sue truppe.

Il Reggente Belzoppi lo accolse, sebbene gli austriaci ne esigessero la consegna immediata e il Papa accusasse i sammarinesi di avere dato asilo a un fuorilegge.

Si arrivò a un compromesso, i garibaldini sarebbero stati riaccompagnati nei loro paesi d’origine senza essere “passati sotto le armi”.

Non è certo l’accordo sia stato rispettato, Garibaldi fuggì con Anita e alcuni fedelissimi, non fidandosi delle trattative in corso e degli accordi, avrebbe voluto raggiungere Venezia ma non vi riuscì.

Questo episodio causò per i sammarinesi, un grave inasprimento dei rapporti con lo Stato della Chiesa.

L’episodio dello scampo garibaldino diede incoraggiamento ad altri numerosi perseguitati. I Sammarinesi hanno contribuito direttamente al Risorgimento italiano partecipando come volontari alle lotte per l’indipendenza.

Anche al tempo della prima Guerra Mondiale , la Repubblica, neutrale al conflitto, non rimase assente. In segnò di solidarietà inviò sui luoghi del combattimento un ospedale da campo sotto la bandiera della Croce rossa.

Chiara Macina

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