domenica , Luglio 14 2024

Intervista a Dafne Perticarini: è possibile vivere di scrittura?

Dafne Perticarini è una scrittrice originaria di Recanati,vive tra Emilia Romagna e Marche. Si occupa di volontariato in ambito sociale e comunicazione. Crea seminari per persone con fragilità, offre servizi di scrittura e comunicazione per aziende.

La intervistiamo per gli amici di Zoomma perché, a un anno di distanza dal suo ultimo giro di presentazioni, prevede di tornare a muoversi per il suo nuovo romanzo e approfondire la conoscenza con i lettori che vorranno conoscerla. Nell’attesa di maggiore libertà di movimento, le abbiamo chiesto di raccontarsi un po’.

Dafne, perché scrivi?

Per crea futuri migliori. Questa è la versione breve, quella lunga è che ho sempre scritto, diari e lettere alle amichette delle scuole medie e superiori, con il pennino e l’inchiostro. Ho imparato a scrivere per gli altri dopo i trent’anni, per riviste e web magazine, dopo una giusta gavetta in blog personali. Scrivere per progetti editoriali altrui è come allenare un muscolo in palestra:sei limitato nello spazio, concentrato su un solo aspetto, magari neanche ti piace, ma comunque sviluppi doti e, in quel fare, trovi anche la tua personalità. I primi a riconoscermi merito sono stati proprio loro, gli editori, i librai che mi hanno letto. Il mio obiettivo ora è uscire dalla cerchia di chi legge per lavoro e arrivare a chi legge per piacere.

Dici di voler crea futuri migliori, quindi scrivi romanzi di fantascienza?

Il mio ultimo libro è stato definito romanzo vero, con l’opera precedente si era parlato di gonzo journalism. Se cercate lo sviluppo di una trama, non c’è. Scrivo romanzi d’amore, di formazione, di viaggio, di cronaca. Rispetto i classici studiati da giovane e trasformo la loro lezione attraverso i miei occhi.

Riguardo la fantascienza, sarebbe più appropriato il termine fantastico. Dopo aver scritto racconti seguendo lo stile di Stephen King, ho pensato di seguire l’esempio di Hemingway e altri grandi narratori americani, che uscivano di casa per essere gli eroi dei loro libri.

La mia sensibilità ha fatto il resto, così ho tolto di mezzo il mio ego, per quanto possibile, e ho deciso di cambiare la realtà attraverso le storie che scrivo e vivo.

Vivi di scrittura?

Ho una borsa nell’armadio acquistata con i miei libri, piccoli regali fatti a me e i miei cari, tolta la mia percentuale dal prezzo di copertina e dimenticando quello che spendo in soldi e tempo per ogni presentazione.

È possibile vivere di scrittura?

È doveroso, lo è per me. Faccio lavori diversi dal mio mestiere per mantenermi e così rubo mesi di tempo alle presentazioni, ma per organizzare le presentazioni ci vogliono soldi, anche solo per muoversi su e giù sull’autostrada. Continuando così ho capito che resterò dilettante per sempre. Amici e famigliari, tutti mi hanno aiutato come hanno potuto, ma per raggiungere una soglia sufficiente di lettori affezionati devo ancora lavorare. So come fare il miracolo, differenziando le entrate, usando più canali, come ogni azienda fa. Solo che io ho deciso di voler produrre nulla nella vita, l’ho deciso da piccola. Sì, vendo il libro che è un oggetto, il giusto compromesso per chi nella vita vuole solo adoperarsi per ottenere una vita felice.

Sembra un piano strampalato, invece è molto serio, negli anni ho acquisito professionalità nel mio lavoro e so che questa strada, per quanto sembri bislacca, è l’unica che raggiunge la meta.

Cioè?

Vivere di scrittura, di quello che amo fare, come chi ama cucinare e va a lavorare in un ristorante e dopo anni di sacrifici apre il suo locale. Io sto terminando la mia gavetta, pronta per il posto da titolare.

Di cosa parla IL SAPORE DELLA VITTORIA, l’ultimo tuo libro, che presto sarà pubblicato?

Della storia d’amore più bella di sempre, quella tra Dafne ed Emanuele.

Il tuo compagno?

La mia metà, sì.

Vi sposerete?

Sì, comunque già ora siamo una cosa sola e io sono veramente felice con lui.

Amore e lavoro, quindi, sembrano essere a una svolta felice.

Sì, ci ho creduto e lavorato tanto, Emanuele lo immaginavo dall’asilo e quando ho lasciato situazioni più confortevoli per cercare lui ho pensato per lunghi periodi di essere pazza. Poi è apparso. Ecco perché so che anche aver lasciato una condizione stabile per regalarmi un lavoro come scrittrice di libri è stata la scelta giusta.

Dafne Perticarini è vi aspetta sul suo canale Facebook dove potrete vederla in diretta, su Instagram, per sbirciare la sua collezione di scatti quotidiani, o potete scriverle all’indirizzo [email protected], lei sarà felice di rispondervi.

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