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“D-fly” di Lucia Peruch: mutate and survive

Il concorso d’arte “Stop-Reset-Start” organizzato dalla Carlo Biagioli srl è stato lanciato lo scorso mese di luglio nella splendida cornice della “Cava dei Balestrieri” San Marino-Città, con un una live sculpture build  di Lucia Peruch-Lupan Artwork dei Mutoid dal titolo “Risvegli- Awakenings”, ispirata dal tema del concorso.

Nei mesi estivi Lupan ha provveduto al completamento della sua opera, forgiata con maestria e amore e il risultato finale è una meravigliosa libellula “D-fly”.

 

 

 

 

Un’opera che rappresenta al meglio un messaggio foriero di positività e quel senso di rinascita che ha ispirato il tema del concorso, un augurio, un impegno e una promessa, “l’assemblaggio è un riconoscersi dopo- spiega l’artista-non c’è alcuna razionalità in questo processo creativo, sono i rottami che ti portano dove vogliono loro, con un richiamo al quale io rispondo a seconda dello stato d’animo con il quale mi approccio al lavoro”.

Secondo alcune tradizioni, la libellula è il simbolo della trasformazione e dei cambiamenti quotidiani, insegna ad andare oltre le apparenze per cercare la propria identità, simbolo di libertà, pace e ricerca della verità.

Lucia Peruch è arrivata a Mutonia nel 1996 vive questo luogo in armonia con uno dei suoi motti “mutate and survive”, il nucleo delle persone è cambiato negli anni, come i suoi componenti, c’è chi lavora a piccoli gruppi, in coppia e  chi da solo in differenti unità artistiche, perchè “lavorare insieme è bello finchè resta stimolante, altrimenti prevale il peso”.

Tra i progetti futuri di Lupan lavori su commissione e un progetto non radicato ma presente: quello di seminare libellule in ogni parte della Terra create da lei “a regola d’arte”, un simbolo di libertà, leggerezza e trasformazione “nel mio progetto di vita c’è di continuare a seminarle, il mondo ha bisogno di grazie, leggerezza e soprattutto tanta gentilezza”.

Materiali usati per l’opera: 

Un ferro da stiro per la base, la zampetta di un mobile anni Cinquanta per l’alzata, un pezzo di plastica per il corpo, un tergicristallo di un camion, una clipe per mobili fatti con tubi, due cucchiai per gli occhi, per le ali pezzi di ferro e alluminio, forgiati e battuti.

Chi è Lucia Peruch

Nata nel 1969, nel 1996 entra a far parte del gruppo Mutoid Waste Co., iniziando allora il proprio percorso d’artiera/scultrice dei rottami. Prendendo parte a molte significative esperienze di costruzione, installazioni e spettacoli, sia in ambito di Compagnia che seguendo la sua evoluzione personale, realizza installazioni per l’ambiente e sculture per il corpo usando materiali già vissuti.

Vede le sue opere come trasmutazioni di rottami, operazioni di trasformazione dei rifiuti verso una direzione di vita più organica; un lavoro in direzione dell’impermanente.

Realizza in genere assemblaggi figurativi in cui declina la sua visione di natura umana ed animale.

Lavora  in una dimensione d’ascolto, di dialogo con le vecchie cose e con le energie sottili che tempo, usura e manipolazioni vi lasciano addosso, cercando di lasciare anche agli artefatti il gioco di condurre il processo ri-creativo.

 

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