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Giornata nazionale per la vita: la testimonianza di Elisa

Il 7 febbraio si celebra la Giornata annuale da dedicare alla difesa della vita, nata nel 1978 dalla volontà del consiglio permanente della CEI, per promuovere l’accoglienza della vita, in particolar modo di quella nascente.

Come ogni alto ricorre la prima domenica di febbraio.

A seguire la testimonianza di Elisa, tre figli, due con lei Giacomo e Giovanni, uno in cielo Giosia, mai nato ma fortemente presente nel suo cuore e nei suoi pensieri, un ricordo e omaggio a lui da parte della mamma e dei fratelli.

Un input per riflettere sul valore della vita e di questa giornata.

GIOVANNI:

Io e Giacomo abbiamo un fratello più grande: Giosia, che è in Paradiso.

Lui è rimasto nella pancia della mamma soltanto per un mese.

Pochissimo, ma comunque c’è stato. E questo è un fatto: lui esiste.

Anche se non l’abbiamo conosciuto in questa vita, lui è una vita

e noi gli festeggiamo anche il compleanno, apparecchiando per lui, il giorno che è nato al cielo. Ad Aprile lui compirà 13 anni.

Per noi c’è. E’ nostro fratello. Spesso ci chiediamo: ora cosa starà facendo?

 

GIACOMO:

L’idea di dargli un nome, all’inizio, non è venuta da mamma e papà.

E’ stata una Suora che, in ospedale, ha raccomandato loro, di dargli un nome, anche se ha vissuto soltanto un mese, perché è comunque nato, è comunque una persona.

E’ il nostro fratello maggiore!

Questa suora ha anche consigliato ai miei genitori, di chiedere la grazia proprio a Giosia, di avere un altro bambino e infatti, poco dopo, sono arrivato io e l’anno dopo ancora…anche Giovanni…

ELISA

Quando ho avuto l’incidente un vigile del fuoco, mentre mi estraeva dall’auto, ha commentato: «Se deve soffrire così è meglio che muoia». Umanamente forse questo commento è comprensibile. Ma mi sono chiesta tante volte: Meglio per chi? Per me che stavo lottando fra la vita e la morte o per lui che non voleva vedere la sofferenza? Come poteva un uomo giudicare se, per me, era ancora dignitoso vivere? Come può qualsiasi uomo legittimare la morte di chi soffre o addirittura uccidere chi è malato, anziano, disabile? Purtroppo oggi l’idea di eliminare le persone “difettose” è molto diffusa.

Non ho mai pensato che sarebbe stato meglio morire, nemmeno quando ero completamente immobile e dipendente. Durante i mesi in ospedale, spesso ho pensato di non farcela più: cioè di non riuscire a sopportare ancora un giorno in quelle condizioni, ma non ho mai pensato di voler morire e sono convinta che il merito sia anche delle persone che mi sono state vicine. Se non ci troviamo soli nel momento del dolore, allora anche la nostra soglia del dolore si alza. Se siamo dentro a relazioni belle, forti, con la nostra famiglia, con i nostri amici, ogni situazione dolorosa ci sembra più sopportabile.

Ho ringraziato tante volte tutti coloro che hanno visto, nel mio corpo martoriato, rotto e sanguinante, una persona, un essere umano dotato di dignità, d’intelligenza e di sensibilità, meritevole di cura, affetto e stima. Un corpo degno ancora di vita.

Una persona malata non è la sua malattia. Un bimbo con un problema non è il suo problema. Un uomo che ha commesso un errore, non è il suo errore. Noi non siamo i nostri errori, non siamo i nostri limiti, siamo tanto di più, siamo creature di Dio.

Dio non si stanca mai di noi, ci attende sempre a braccia aperte. Siamo noi che ci stanchiamo di bussare, di chiedere, di rimetterci nelle Sue mani, di abbandonarci al Suo Amore. L’importante non è riuscirci, ma provarci ogni giorno. Il Signore non si aspetta da noi che restiamo in piedi, che non facciamo errori o non sperimentiamo fallimenti, ma si aspetta che noi ci proviamo sempre e che, ogni giorno, diciamo sì all’Amore e alla vita.

Questa vita, che a noi ci sembra tanto dura, ma che è altrettanto bella.

Come dice Chiara Corbella Petrillo:

L’Amore è il centro della nostra vita, perché nasciamo da un atto d’amore, viviamo per amare e per essere amati e moriamo per conoscere l’amore vero di Dio.

O come dice Madre Teresa:

La vita è un mistero, scoprilo.

La vita è preziosa, abbine cura. 

La vita è bellezza, ammirala.
La vita è vita, difendila.

 

 

 

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