Mi trovo in questi giorni in un luogo meraviglioso, all’Isola d’Elba, per concedermi qualche giorno di mare e di relax.
Come accade ogni volta che ci si immerge nella bellezza e nella pace, la mente rallenta e l’anima si dilata. Fino a ieri ero un po’ affaticata, con tanti pensieri che si rincorrevano senza sosta. Oggi, invece, mi sento leggera. I pensieri fanno capriole, si rincorrono e, per un semplice gioco di associazioni, tornano ad accarezzare ricordi lontani che aspettavano soltanto il momento giusto per riaffiorare.
Questo mare così limpido mi ha preso per mano e mi ha riportata al mare della mia infanzia, in Liguria, alla spiaggia dei Balzi Rossi, poco prima del confine con la Francia. Sono seduta sul lettino e, se guardo davanti a me, vedo rocce, insenature e riflessi che sembrano appartenere a quel tempo. Sono in una regione diversa, eppure una parte di me è ancora là.
L’acqua dell’Elba, proprio come quella della Liguria, è incredibilmente trasparente. Sul fondo riposano centinaia di sassi colorati, levigati dal mare. Quanto li amo.
Da bambina c’era una cosa che mi aveva profondamente colpita: ogni sasso aveva un colore diverso, vivo, intenso, unico. Ne avevo raccolti tanti e li avevo sistemati in un recipiente di vetro, felice di poter portare con me un pezzetto di quel mare. Ma, una volta tornata a casa, sembravano aver perso tutta la loro luce. Mi sembravano spenti. Fu la nonna a svelarmi il piccolo segreto: «Rimettili nell’acqua». Lo feci e, come per magia, i loro colori tornarono a brillare.
Come capita a me quando mi concedo riposo dopo un periodo impegnativo.
Da allora ho sempre pensato che succeda qualcosa di molto simile anche alle persone.
Ognuno di noi ha una forma, un colore, una sfumatura irripetibile. Siamo tutti diversi, proprio come i sassi sul fondo del mare.
Eppure, tra migliaia di sassi, ce n’è sempre uno che cattura il nostro sguardo. Non è necessariamente il più grande o il più perfetto. Ha semplicemente qualcosa che ci chiama. Lo riconosciamo senza sapere davvero perché. Lo cerchiamo e, quando lo troviamo, sappiamo che è quello che stavamo cercando.
Con le persone accade la stessa cosa.
Ne incontriamo tantissime lungo il cammino della vita, ma solo alcune riescono a lasciare un’impronta profonda. C’è un dettaglio, uno sguardo, una sensibilità, un modo di esserci che le rende uniche ai nostri occhi. Sono persone speciali. Persone che il cuore riconosce in mezzo a mille altre, proprio come riconosce quel sasso sulla riva del mare.
La differenza è che i sassi hanno bisogno dell’acqua per ritrovare i loro colori. Le persone, invece, continuano a brillare anche quando attraversano momenti difficili. A volte la loro luce sembra affievolirsi, ma non si spegne mai davvero. Aspetta solo qualcuno capace di guardarla con gli occhi del cuore.
Credo di essere una ricercatrice e una collezionista di sassi. Ma, forse, ancora di più, sono una instancabile ricercatrice di persone speciali di cui poi ho cura.
Ogni sasso custodisce una storia. Ogni persona porta con sé un universo. Alcune di queste storie, quasi senza accorgercene, si intrecciano con la nostra e vi rimangono per sempre.
Diventano come quei piccoli sassi che teniamo in tasca preziosi perché per noi rappresentano un incontro, un’emozione, un pezzo di vita.
E quando il cammino si fa più faticoso, basta stringerli un po’ più forte nel palmo della mano per ricordarci che la bellezza degli incontri veri continua ad accompagnarci, ovunque siamo.
Chiara Macina
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