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“I giochi dell’anima” in mostra a Borgo Maggiore

Il 10 novembre dalle ore 16.00 presso la Casa del Castello di Borgo Maggiore si svolgerà l’inaugurazione della mostra dell’artista Roberto Barbiani: “I giochi dell’anima”, il percorso espositivo si snoderà attraverso le tre sale, dedicando le prime due alle opere scultoree e pittoriche,riservando la terza alle poesie.

Scultura e poesia si completano e dialogano a vicenda nella produzione artistica di Barbiani che fotografandosi nella sua dimensione artistica si definisce in primis uno scultore, poi un poeta e in ultimo un pittore, linguaggi espressivi diversi che rispondono a un’esigenza comune: quella di dare una proiezione concreta a un moto dell’animo, a un’emozione, a un pensiero che nasce da dentro e piano piano trova una sua dimensione materiale, plasmando la pietra e corredandola di una serie di oggetti ai quali attribuisce poi un significato preciso frutto di una introspezione profonda, oppure scrivendo o dipingendo.

Una passione nata nell’infanzia e specchio fedele di un desiderio di raccontare se stesso e cresciuta poi in età adulta “sin da bambino mi piaceva molto armeggiare con gli oggetti-racconta Barbiani- mi costruivo giocattoli, oppure mi divertivo a sfidare me stesso: da una base e tre oggetti anche diversissimi per forma e impiego dovevo costruire qualcosa. Ho amato molto la geometria e in particolare il riconoscimento delle forme nello spazio”.

Le opere della corrente artistica surrealista mettono al centro l’inconscio, gli artisti che aderirono alla corrente del Surrealismo possono essere divisi in due grandi blocchi: coloro che realizzavano degli “accostamenti inconsueti”, e gli altri, che invece, erano autori di “deformazioni irreali”.

Il lavoro inconscio, gli accostamenti a prima vista insoliti e una rilettura deformata del reale possono essere colti nelle opere di Barbiani che solitamente prima realizza la scultura poi ne cerca un significato, una spiegazione che a volte può continuare e arricchirsi nel percorso poetico, o partire proprio dalla poesia e poi trovare rappresentazione materica.

“Solitamente prima nasce l’opera materiale, l’input iniziale mi è spesso dato da un oggetto in pietra che colpisce particolarmente la mia attenzione. Nel caso dell’opera “Raccontami” avevo trovato una pietra simile per forma e dimensioni a un grande piede, che poi ho plasmato per renderla ancora più somigliante, ho voluto accostarvi qualcosa di insolito,ho voluto associarvi una rastrelliera e dei chiodi appuntiti, collocati in punti precisi della composizione. Nelle mie opere credo che ognuno veda e colga un significato diverso, quello che sente più vicino al suo sentire, anche se io cerco sempre di capire qual è il mio, cosa mi ha portato ad assemblare le cose in quel modo. E’ un lavoro di ricerca che arricchisce anche me da un punto di vista umano ancora prima che professionale”.

Tra le opere esposte molto significativa è “Corpi” un racconto sofferente, e cullato dalle parole di una poesia, che si snoda attraverso tre differenti fasi della vita, del percorso umano, le biglie poste alla base rappresentano l’infanzia, il gioco, la dimensione più ludica dell’individuo, salendo questi oggetti crescono e diventano buchi rappresentativi di una sofferenza profonda, poi si sale ancora verso una tensione simboleggiata dalle ali di un gabbiano che sale verso il cielo o tenta in qualche modo di difendersi.

Tra le opere pittoriche “Fratello…chi sei?”: un viso di uomo, celato o velato? Una condizione e un’esistenza che lo pone al centro del mondo…o ai margini, costretto e indifeso, oppure attore e protagonista, in cerca di sé, in perenne relazione con l’altro nel bene e nel male.

L’opera “Armonia” è forse il vero manifesto artistico di Barbiani quello che maggiormente riflette le sue inclinazioni: opera realizzata in legno, vari legnetti assemblati in modo tale da rendere la libertà degli opposti di trovare un loro equilibrio, senza forzature, semplicemente dondolando.

La mostra rimarrà aperta sino al 22 novembre, dalle ore 9 alle ore 13, dalle ore 14 alle 18 nel corso della prima settimana, dalle ore 8.30 alle 12.30 lunedì mercoledì venerdì, , il martedì e giovedì dalle ore 14.30 alle 18.30.

Durante la prima settimana l’artista sarà sempre presente, in modo tale da poter accompagnare i visitatori lungo il percorso artistico, raccontare ciò che ha voluto trasmettere nelle sue opere e nelle parole delle sue poesie e ricevere le suggestioni che producono negli altri, in uno scambio nutriente e di grande ricchezza per reciproca.

Chiara Macina

 

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