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Uniforme scout: ogni indumento una funzione e un significato

“Una bellissima nuvola azzurra” è questa l’immagine che offre un gruppo scout in caccia, in strada impegnato in una route o nel pieno di un campo estivo o invernale. L’uniforme è per il gruppo un segno distintivo, ogni indumento o accessorio ha un significato ben preciso.

L’uniforme scout è stata ideata da Robert Baden-Powell sul modello della divisa usata dalla Polizia Sudafricana, formata da una camicia, pantaloni a gamba corta, calzettoni, un foulard al collo, un cappello a falda larga e scarpe pesanti. Uniforme versatile e pratica che ben si presta alle peculiarità della maggior parte delle attività scout, caratterizzate da un forte lato pratico e avventuroso.

Ogni indumento ha un significato ben preciso:

-“non esiste buono o cattivo tempo ma buono o cattivo equipaggiamento” con il cappellone era possibile proteggersi da sole e pioggia;

-la camicia è pratica e adatta a ogni stagione, maniche arrotolate in segno di operosità;

-alla cintura possono essere appesi oggetti utili, coltellini e altro;

-i pantaloni circa sopra al ginocchio consentono una buona libertà di movimento;

-calzettoni in lana, d’inverno tengono caldo, in caso di rovi proteggono la pelle dalle spine e impediscono, nel caso di morso di una vipera o di qualsiasi altro serpente, alle zanne di penetrare nella pelle;

-il fazzolettone infine era utile in molti casi, come fasciatura in caso di ferimento, come tergisudore attorno al collo, come strumento di segnalazione, come sciarpa in caso di freddo o come corda se viene arrotolato; ogni gruppo ha il proprio colore, è fondamentale segno distintivo.

L’uniforme è completata con la presenza di numerosi distintivi, essi rappresentano l’associazione di appartenenza, il Gruppo, la oltre che brevetti e specialità ricevute durante il percorso scout.

 

Lo scoutismo propone un ideale di vita destinato ad accompagnare la persona per tutta l’esistenza “scout una volta scout per tutta la vita”.

Non si tratta di un doposcuola, nè di uno spazio aggregativo tout court, ma di un contesto educativo vero e proprio, all’interno del quale il ragazzo cresce con valori ben precisi: “tutto viene fatto con il gioco ma niente per gioco”.

L’unico modo per essere felici, è quello di procurare felicità agli altri”. Questa massima di Baden Powell sintetizza al meglio la filosofia alla base del movimento scout. La natura, il rispetto per il prossimo, l’impegno a fare del proprio meglio sono alla base della proposta rivolta alle varie branche che compongono il movimento.

Gli stessi scopi sono delineati in maniera diversa a seconda dell’età dei ragazzi.

Si parte con il branco dei lupetti, che accoglie bambini di età compresa tra gli 8 e gli 11 anni. Il reparto è invece indirizzato ai ragazzi dagli 11 ai 15 anni, guide e d esploratori, Viene poi il Noviziato, per ragazzi di 16 anni, che cominciano a fare le prime significative esperienze di servizio al prossimo e non solo. Si arriva finalmente al Clan, per ragazzi dai 17 anni, animato dai valori del servizio della comunità e fede,funzionale al momento della partenza,quando il ragazzo è pronto a maturare una scelta di servizio al di fuori o all’interno dell’Agecs, avendo ormai maturato la consapevolezza che “è procurando felicità agli altri che si è felici.

Chiara Macina

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