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Un anno insieme al Caro Diario della Lulona

Puoi scoprirlo per caso. Alla sera, poco prima di addormentarti, fai un ultimo giro su Facebook e noti un’immagine con una breve scritta che ti strappa un sorriso. Al primo sguardo può passare per un qualsiasi post di Facebook. Ti capita ancora. Orario piuttosto simile fra le 22 e le 23,30. Una nuova una foto, la scritta e un nuovo sorriso. Guardi meglio il post, e senza renderti conto resti impigliato ne Il mio caro diario della Lulona. È fatta. Ogni sera aspetti quale bizzarria uscirà dalla mente di Simona Tombesi, 30enne, riminese, autrice di questo incredibile diario d’immagini. Una rarità nel panorama dei blog: tutti patinati, alla costante ricerca della perfezione, costruiti su vite falsamente meravigliose dalle prime luci del mattino all’ultimo sorriso prima di dirsi good night. Il Diario della Lulona è tutto un altro genere. È come imbattersi in uno di quei film cult americani dalla comicità ruvida e bastarda. Per cui avviso ai naviganti, se cercate una ragazza perfettina avete scelto l’indirizzo sbagliato, ma se possedete un soddisfacente senso dell’ironia potrete stringere amicizia via 2.0 con una che fa spallucce allo stayling del scatta e posta, preferisce condividere selfie struccata, si veste con la tuta da ginnastica dove la maglia fa a cazzotti con i pantaloni, ritrae i vecchietti della casa di riposo mentre cantano a squarciagola Romagna Mia e ritocca le foto con i pennarelli perché il completo con camicia e cravatta mette ansia. Sono immagini semplici, eppure con quel qualcosa in più che ti colpisce dentro, al punto che Il mio caro diario sta diventando un esempio sull’uso della fotografia per raccontare se stessi.

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Il mio caro diario nasce, per gioco, un anno fa. Il rapporto fra Simona e la fotografia invece risale ad anni prima, con l’acquisto della sua prima reflex. Frequentando l’Associazione fotografica “t.club” conosce il fotografo Enrico De Luigi. Galeotta è una passeggiata invernale in spiaggia in cui le spiega che cosa fosse per lui la fotografia. “Era un momento particolare della mia vita – racconta -. Mi propose di tenere un blog, un diario quotidiano on line, per raccontare ciò che mi stava accadendo. Al principio ero titubante, ‘un blog? io?! Ma dai, io sono una Lulona’. Sentito il termine Lulona non ci ha pensato su un minuto e mi ha detto: perfetto, sarà il diario della Lulona”. Era il 10 dicembre del 2014. Da qual giorno il post serale inizia a fare capolino su Tumblr, la piattaforma social su cui è costruito il blog, e condiviso su Facebook, il maremagnum di tutti i social. “Ho passato anni – racconta Simona – a nascondere i foruncoli con il fondotinta, a scegliere con cura le foto da postare, a cercare di essere perfetta. Per 29 anni è stato così”. Poi ad un tratto, un pessimo momento di vita, si trasforma in un viaggio dentro se stessa. Uno scatto dopo l’altro viene fuori il ritratto di una ragazza vera alla quale per una sera può anche piacere uscire in tiro, ma che spesso e volentieri gira in versione acqua e sapone. Una che durante la lezione di boxe si trova alle prese con il ferretto rotto del reggiseno; fa stretching e si sente Carla Fracci; si misura con colossali disfatte gastronomiche e all’indomani di Miss Italia se ne esce in abito blu, scarpa rossa, fascia e coroncina.

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Poi ci sono i giorni in cui riflette sulla vita, sulla bellezza che la circonda e pure sulla mamma, “brava e bella” che passa però il pomeriggio a guardare la Barbarella. Una che stravede per B (il fidanzato che tutte vorremmo avere) coprotagonista in diversi scatti. In realtà si chiama Marco, B sta per Bibi, e in questa veste sovraesposta si è trovato tutto sommato bene. “E’ la persona più aperta, umile, sincera che io conosca – prosegue Simona – Quando gli ho parlato del progetto, mi ha detto fai quello che ti fa sentire meglio”.

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In punta di piedi, in un anno di immagini, Simona Tombesi di strada ne ha fatta. In tanti la leggono, le fanno i complimenti e scambiano opinioni sui post che condivide. Solare, sorridente, ispira simpatia al primo sguardo, e attraverso il suo blog fa spuntare la parte Lulona che si nasconde in ognuno di noi. Impegnata fra casa, lavoro, famiglia, trovare l’ispirazione giusta non è sempre facile. Se si accende la lampadina sono sufficienti 15 minuti per individuare lo scatto e scriverci su la dida azzeccata; se è una giornata di tristezza il lavoro diventa lento, le due, tre righe di accompagnamento sembrano non essere mai quelle giuste. Per non parlare di quando manca la voglia.

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Se il diario della Lulona vi ha incuriosito e volete saperne di più, venerdì 13 novembre, Il mio caro diario a firma Lalulona sarà protagonista di una serata organizzata dall’Associazione fotografica “t.club” a Rimini (Sala del Podestà ore 20,30). Insieme a Simona Tombesi ci sarà il fotografo e studioso della fotografia Marco Vincenzi che ha visto nel blog della Lulona una potente ed innovativa valenza artistica, tant’è che volle presentarla a ottobre nel suo spazio dedicato alla fotografia, a San Marino. Una serata molto dibattuta. Da qui l’idea di parlarne di nuovo, in una sala più grande in cui invitare amici, curiosi e tanti simpatizzanti della Lulona che ogni sera, poco prima di dare la buonanotte al mondo, vedono nascere un sorriso sull’ultimo post de Il mio caro diario.

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Infine per gli appassionati di fotografia, sempre il 13 novembre sarà inaugurata nella nuova ala del Museo della Città di Rimini la mostra “nove_minime”. Una collettiva fotografica nata dal workshop del t.club “Fotografia e letteratura” tenuto in marzo da Giulia Marchi, scatti di Roberto Baroncini, Simona Del Monaco, Federico Galli, Maria Teresa Romolo, Michele Rosata, Elisa Severi, Simona Tombesi, Valerio Tullio, Daniela Valli.

Antonella Zaghini

(Le foto di “Mia Cara Miss”  sono di Cinzia Aze)

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