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Storia di Paolo Rosi il pugile di Rieti

Nato nel 1928 in una casa popolare appena dentro le mura della città di Rieti, oltre i giardini dedicati ai Bersaglieri, Rosi era cresciuto a Porta d’Arce, muovendo i primi passi sul ring nella palestra di San Liberatore e lasciando la propria amata città a soli ventiquattr’anni, per inseguire il proprio sogno americano. Prima di imbarcarsi per il Nuovo Continente, però, era riuscito a dar prova di grande dominio sulla categoria dei leggeri, combattendo incontri di buon livello nei Castelli Romani, a Genova e, ovviamente, nella sua amata Rieti, con il Teatro Flavio Vespasiano a fargli da cornice.

Migrato con lacci e guantoni nella valigia di cartone, combatté da subito in un incontro pomeridiano  del Madison Square Garden, infilando poi un filotto di vittorie da autentico fuoriclasse.

The Bald Bomber, il Bombardiere Calvo, com’era chiamato dal pubblico statunitense, cominciò una scalata alle vette che culminò con l’incontro per il titolo mondiale conteso al grande Joe Brown, perso per la cronica debolezza delle arcate sopraccigliari di Rosi, mentre si trovava in netto vantaggio.

Non disputò più incontri per il titolo, pur risultando sempre ingaggiato per match di altissimo livello che, costantemente, erano i main event delle riunioni che li comprendevano nel programma.

Paolo Rosi

Tornò in Italia, nella sua Rieti, solo una volta, nel 1997, per partecipare alla Solenne Processione del giugno Antoniano, essendo egli immensamente devoto a Sant’Antonio da Padova.

Nel 2004, col conforto della fede e circondato dall’affetto dei propri cari, Paolo Rosi si spense serenamente.

Dodici anni dopo, la città a cui egli diede lustro mondiale, con le proprie imprese sportive di grande eco, soffre il periodo più duro della propria millenaria storia; con essa, naturalmente, comprendo ogni cittadina colpita dalla piaga del terremoto.

Come il proprio grande campione, sempre ferito durante i suoi match ma raramente sconfitto, la provincia reatina saprà rialzarsi e restituirsi la bellezza e la serenità che da sempre ne connotano la natura.

Un pensiero, e molto più, alle persone che questa notte hanno trovato la morte tra le macerie, ai loro parenti ed a chi ha perso tutto.

Marco Nicolini

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