martedì , Maggio 21 2024

Malati di sedentarietà

“Che tu possa avere una vita intensa”. Questa frase può sembrare un augurio, in realtà, in Oriente, è considerata una sorta di maledizione perché l’essere sempre in movimento, senza sosta, non ti permette di avere del tempo per te stesso, di soffermarsi a godere dei momenti di gioia o migliori e rischia nel lungo tempo, anche di restare soli.

Nella pratica, come in tutte le cose, forse bisognerebbe stare attenti all’eccesso di qualcosa, non alla cosa stessa. Una vita un po’ movimentata, potrebbe innanzitutto essere una vita più “viva”, ma soprattutto, una vita scattante, ci mantiene sicuramente più in salute, di una eistenza sedentaria.

È infatti risaputo che un po’ di movimento fa bene alla salute. Anzi fa molto bene, mentre la troppa sedentarietà fa male, molto male.

Ci sono studi, ricerche e continue conferme. Una tra le più recenti, sostiene anche che sia meglio comunque fare jogging all’aperto nonostante lo smog.

La sedentarietà, come abitudine di vita, è oggi anche una conseguenza del benessere raggiunto dalla società moderna e derivante da una molteplicità di fattori, soprattutto dalla facilità di avere ciò che si vuole grazie a un click sul telecomando o sul computer.

E come tutte le cose, se un po’ di tranquillità e rilassatezza quotidiane aiutano a ridurre o eliminare lo stress, l’eccesso, e quindi l’inattività, possono poi portare a danni seri e pericolosi.

Va subito evidenziato, per esempio, come una eccessiva sedentarietà possa influire su vari fattori, dal metabolismo, all’apparato circolatorio e cardiaco, a quello osseo, scheletrico, muscolare, endocrino e anche a livello di rendimento mentale.

C’è chi descrive la sedentarietà come un vero e proprio “killer” silenzioso.

Una mancanza di attività fisica associata a una vita sedentaria può portare infatti a problemi di varia natura che tra l’altro peggiorano e si cronicizzano con il tempo. Troppe ore alla scrivania possono infatti comportare, se tra l’altro passate senza l’assunzione di una postura adeguata, dai più lievi dolori a spalle, collo e schiena, alla cifosi (la gobba) fino a ernie della colonna vertebrale.

Su ossa e apparato muscolo scheletrico, i problemi più comuni sono la perdita di massa muscolare, dell’elasticità dei muscoli, soprattutto di quelli implicati nella postura. La sedentarietà fa perdere densità alle ossa che risultano quindi più fragili, perché per restare forti hanno bisogno di sostenere peso (un problema per esempio che conoscono bene dagli astronauti che trascorrono troppo tempo nello Spazio).

Sul metabolismo gli effetti sono ancora meno visibili ma altrettanto seri. A livello circolatorio si rischia di accumulare più liquidi, ovviamente in eccesso, alle estremità inferiori degli arti con rischio di edema, ma anche vene varicose, tromboflebiti (cioè l’infiammazione delle vene più superficiali) e a un rischio di coaguli del sangue. Ma può anche portare a un rischio più elevato di eventi cardiaci e malattie cardiovascolari in generale.

A livello endocrino e del metabolismo, la sedentarietà porta a una riduzione nella produzione del colesterolo buono (l’HDL) che è molto importante invece perché aiuta a ripulire le arterie da quello cattivo. Il rallentamento stesso del metabolismo fa abbassare la produzione degli enzimi che servono per bruciare i grassi e a contrastare il “colesterolo cattivo”. Inoltre spesso la sedentarietà non è accompagnata da un regime alimentare moderato, ma al contrario spesso si mangia anche più di quando si è in movimento, e quindi aumentano il rischio di sovrappeso e obesità che comportano ulteriori problemi alla salute.

Altri problemi endocrino-metabolici si riscontrano a livello di pancreas e cioè della risposta delle cellule all’azione dell’insulina prodotta da questo importante organo. L’insorgenza di “insulinoresistenza”, può portare infatti al diabete di tipo 2, in particolare nelle donne. Inoltre la sedentarietà può provocare un eccesso di “proteina C-reattiva” che viene associata agli stati infiammatori e al rischio di sviluppare alcuni tipi di cancro.

La sedentarietà provoca anche un aumento del rischio di invalidità negli anziani, comportando difficoltà anche nelle azioni quotidiane come vestirsi, mangiare, gestire l’igiene personale, camminare, salire e scendere le scale.

Tutte condizioni che col tempo influiscono anche sull’umore e di rimando di nuovo negativamente sulla salute come nei peggiori circoli viziosi.

Dagli effetti negativi della sedentarietà non è immune nemmeno il nostro cervello.  Il metabolismo rallentato infatti porta a essere più intontiti, assonnati, di pessimo umore e privi di slancio.

Trasformando questi rischi in numeri, c’è uno studio americano compiuto su 167mila persone che ha calcolato come stare seduti per più di 3 ore al giorno accorci la vita di due anni, a prescindere dall’attività fisica praticata.

L’unico vero rimedio efficace è l’attività fisica, associata anche a del movimento come una semplice pausa caffè dopo alcune ore trascorse sedute alla scrivania.

A ribadire come al contrario che l’attività fisica faccia più che bene, si è espressa di recente, anche l’American College of Cardiology Sports and Exercise Cardiology Council , che ha evidenziato come i rischi per la salute si riducano al crescere del movimento. “Gli unici pericoli connessi all’attività fisica – hanno spiegato – sono il non farla o esagerare senza avere un’adeguata preparazione».

Meglio quindi una vita intensa? Di sicuro l’augurio è che almeno non sia sedentaria.

Franco Cavalli

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