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L’eroico Natale di Billy Miske: padre, marito e pugile di grande valore

William Arthur Miske, conosciuto come il fulmine di Saint Paul, debuttò nel 1913, combattendo entro le categorie comprese tra i pesi medi ed i pesi massimi.
Americano di origine tedesca, nel 1920 salì sul ring nientemeno che contro il grande Jack Dempsey, perdendo al terzo round dal favoritissimo “Massacratore di Manassa”.

Da due anni sapeva d’avere il destino segnato dalla nefrite, malattia ai reni per cui i medici gli avevano già comunicato che pochi anni di vita gli restavano. Naturalmente, però, molto meno sarebbe stato il tempo che gli avanzava, praticando professionalmente uno sport come la boxe, in cui i colpi ai reni erano costanti.

Sottaciuta alla famiglia la malattia, Billy aveva deciso di proseguire con la boxe, unica forma di sostentamento per i figli e per la moglie.

Al principio del 1923 il record era un lusinghiero 44-3-3, ma le sue condizioni di salute stavano peggiorando drammaticamente.

A novembre dello stesso anno, in serie difficoltà finanziarie, Miske convinse il suo manager Jack Reddy, che era a conoscenza della terribile malattia del suo pugile, ad impegnarsi per trovargli un ultimo incontro con la cui borsa garantire un dignitoso Natale ai tre piccoli bimbi di casa.

Bill Brennan, grande campione del tempo e suo avversario di quella sera, fu spedito al tappeto alla quarta ripresa e la famiglia di William poté così godere della borsa di duemila e quattrocento dollari, grazie alla quale il Natale di casa Miske fu indimenticabile.

Col destino già segnato, l’eroico Billy chiuse per sempre gli occhi una settimana dopo, il primo giorno dell’anno 1924, tenendo dolcemente la mano alla moglie tanto amata.

billy miskeMarco Nicolini

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