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Il turismo sanitario: dove andare per rimettersi in salute

“Salute” è un augurio che si sente dire spesso in queste stagioni un po’ pazze, dove un colpo di tosse o uno starnuto sono all’ordine del giorno e pronunciare o sentirsi rivolgere il classico “salute” è assai frequente. A livello di curiosità è interessante ricordare che tale augurio secondo il galateo sarebbe considerato scortese, e in certe località, come in Giappone, è scortese pure starnutire in pubblico.

La salute, però, che cos’è? Sembra banale chiederlo perché tutti subito immaginano una persona in piena forma, sana e magari mentre fa jogging all’aperto. In realtà per l’Organizzazione mondiale della sanità, la definizione è un po’ più completa e infatti per salute si intende uno “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”.

Tralasciando il tema dei “viaggi della speranza”, quando si tentano cure sperimentali al limite del lecito e non solo; è pur sempre vero che sempre più spesso si leggono articoli e servizi di viaggi all’estero per motivi medici, dove un intervento costa meno o semplicemente si può riceverlo in tempi più brevi.

Ogni paese ha un proprio modello sanitario per assistere i propri cittadini, da quello universale fino a quello a pagamento/assicurativo e all’interno dell’Unione europea, negli ultimi anni sono state uniformate alcune regole tanto che ora, un cittadino comunitario può in sostanza farsi curare un po’ ovunque nell’Ue, anche se al momento esistono ancora limitazioni ed eccezioni.

Va considerato pero, che a livello mondiale, Europa compresa, la salute è divenuta anche un grande business; un motore economico portentoso, stimato in oltre 100 miliardi di euro, attorno al quale ruotano tante realtà. E da tempo si parla anche espressamente di “turismo sanitario”, cioè di viaggiatori, “turisti”, che si spostano per farsi curare. Alcuni paesi hanno quindi basato sul Turismo sanitario, parte del loro sviluppo. E si tratta di un business in aumento, che vanta riviste specializzate, convegni periodici, meeting e congressi internazionali. Esiste inoltre anche un sito ad esempio, www.whatclinic.com, molto sviluppato, che in pratica è un vero e proprio motore di ricerca dove è possibile trovare e confrontare le offerte di oltre 100mila cliniche in 122 paesi del mondo sulla base al trattamento ricercato.

E in una delle ultime analisi svolte proprio da WhatClinic.com sul turismo sanitario internazionale, è emerso che negli ultimi due anni si è registrato un raddoppio dei “turisti” (+ 109%), senza prendere in considerazione inoltre, la migrazione sanitaria interna ad un paese.

Inoltre, il turismo sanitario, oltre agli aspetti più prettamente medici e legati alla salute, nel tempo sviluppa anche tutto un indotto, caratterizzato da alberghi o alloggi nei pressi di cliniche e ospedali, ma anche tour operator specializzati proprio in questo tipo di viaggi e offerte, master universitari e manageriali, ecc…

Il fenomeno ormai è piuttosto variegato e riguarda ogni paese, anche l’Italia e San Marino.

A spingere infatti a spostarsi in un altro paese per un trattamento medico, sono vari fattori, anche se quello preponderante resta ancora quello economico. Non sempre però, un costo inferiore per una pratica, corrisponde a una bassa qualità dell’offerta sanitaria. Oltre al costo del professionista infatti, che può anche essere simile, a incidere invece sono il costo delle materie prime, le agevolazioni fiscali, ecc… Così le statistiche mostrano paesi dell’Est europeo frequentati per le protesi dentarie (ma anche la Thailandia).

Tra gli ambiti più ricercati, la chirurgia estetica, addominoplastiche e interventi di bendaggio gastrico che vanno per la maggiore in Belgio e Irlanda. Altro settore particolarmente ricercato sono le analisi prenatali e la donazione del seme, dove primeggia la Grecia. Capitolo a parte quello relativo alla fecondazione assistita, dove le regole stanno cambiando velocemente, e che vedono comunque come mete privilegiate la Spagna e la Repubblica Ceca.

Qualunque sia il motivo che spinga a ricercare una meta estera per un trattamento sanitario, la raccomandazione è sempre quella di informarsi bene, rivolgersi a strutture consolidate e riconosciute e non affidarsi al semplice passaparola.

Franco Cavalli

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