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Il piccolo principe – l’essenziale è invisibile agli occhi

Bimbo, non pensare che i grandi siano cattivi, perché siamo sempre noi, un po’ più alti e dimentichiamo di essere stati bassi. Non pensare che i grandi non ti capiscano, hanno solo cambiato il loro mezzo di comunicazione, non pensare che non ti diano attenzione, sono solo molto occupati a sopravvivere. Ragazzo diventare grandi comporta un’evoluzione pensata ponderata e vissuta. Permetti sempre al tuo piccolo bimbo interiore di consigliarti e di parlarti, non dimenticare la tua immaginazione, permetti alla tua fantasia di essere sempre attiva e fervida.

Adulto la costruzione della tua vita è dipesa solo da te, da come hai pensato, da come ti sei lasciato trascinare o non trascinare, dalle tue urgenze e decisioni. Non permettere mai a nessuno di cancellare la tua memoria infantile, non permettere mai a nessuno di schiacciarti per un suo fine. Il piccolo principe che eri, la piccola principessa che eri una volta è ancora là, dentro di te, e ti chiede aiuto, o se ascoltata ti aiuta a vivere serenamente l’età della ragione.

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Il piccolo principe

Film di Mark Osborne, con Riley Osborne, Rachel McAdams, James Franco, Marion Cotillard, Jeff Bridges. La pellicola è l’adattamento cinematografico del celebre romanzo omonimo scritto da Antoine de Saint-Exupéry nel 1943.

Il film animanto è stato definito raffinato e commovente e sottoscrivo queste parole. Sicuramente non è stato facile adattare per il grande schermo un testo di questa portata, tradotto in tantissime lingue e conosciuto da molti, molti, molti bambini. La regia e la sceneggiatura hanno saputo creare una storia assolutamente moderna e ben orchestrata adattando a oggi una trama scritta appunto nel 1943. La protagonista è una bambina intelligente e volenterosa, vive con una madre in carriera che le ha organizzato la vita fino all’ultimo secondo con il solo scopo di entrare in una prestigiosa facoltà. Durante l’estate, però, la ragazzina si distrae dal programma imposto grazie al vicino di casa, un vecchio e strampalato ex-aviatore che inizia a raccontarle la storia di un ragazzino chiamato “piccolo principe”, che avrebbe incontrato anni prima in pieno deserto dopo che il suo aereo cadde. L’aviatore però non ha la possibilità di raccontare la fine della sua storia in quanto rimane vittima di un incidente. La piccola, di nascosto dalla madre, si reca a visitarlo per rimanere poi delusa a causa del triste finale in cui il ragazzino si sacrifica per vedere la sua amata rosa. Le condizioni dell’aviatore non migliorano e anche la ragazzina è preoccupata, tanto che per andare in cerca del piccolo principe, sale sull’aereo del vicino con il pupazzo della volpe e raggiunge un asteroide dove vivono solo adulti super indaffarati, tra cui anche il cresciuto piccolo principe che ha ormai scordato il suo passato. L’uomo la porta nell’accademia dove la ragazzina dovrebbe crescere e quindi lavorare ma all’improvviso riaffiorano i ricordi e si ribella permettendo alle stelle di tornare a brillare nel cielo. I due tornano nell’asteroide B612 ormai pieno di baobab per avere la conferma che l’amata rosa è morta, ma la sua immagine compare all’alba e il principe torna bambino. La ragazzina torna a casa e il mattino seguente, accompagnata dalla madre, fa visita in ospedale all’aviatore, portandogli come regalo il suo racconto, ordinato, rilegato e ormai concluso. Anche con la madre avrà un nuovo e migliore rapporto.

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La trama originale è ancora oggi modernissima, il film è stata presentato fuori concorso al Festival di Cannes 2015. Il film animato ha bellissimi disegni, abbiamo un disegno animato in un disegno animato, una tecnica cinematografica formidabile. La sottile linea che divide realtà e sogno è spettacolare in questo film. Gli archetipi presenti nella storia originale sono sentimenti e urgenze e bisogni dell’essere umano, i quali si ripeteranno per sempre, perché sono all’interno del genere umano. Ma cosa succede ad un bambino quando deve crescere? Si troverà davanti a sé mille e mille difficoltà vagando per pianeti sconosciuti, toccando con mano vizi e virtù della sua specie e capendo che un abbandono a qualcosa di perfetto e stupendo prima o poi dovrà averlo. Dovremmo addomesticare noi stessi alla vita, per non perderci per non deturparci. Addomesticare il cuore alla nostra evoluzione, anche al caldo e al freddo al bello e al brutto ma mai abituarci al dolore e mai dimenticare il nostro sogno.

Addomesticare per conoscerci per apprezzare quello che siamo a capire come alcuni bimbi crescano già cercando di sopravvivere, diventando adulti spaventati e permettendo purtroppo alla paura di crescere con loro… quindi pensa quanto grande la loro paura potrà essere!!

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Dato che lo spirito, che non riusciamo a vedere con gli occhi, è rappresentato dalla sforzo di addomesticare, di creare legami, che in fondo altro non è che la parte d’immaginazione e d’amore che mettiamo in ciò che facciamo, allora la lettura del racconto o la visione in questo caso, dovrebbe bastare per evocarlo e farlo risorgere. Leggendo il libro una pagina dopo l’altra il Piccolo Principe diventa un amico perché passiamo del tempo assieme a lui e lo «addomestichiamo». Il racconto di Saint-Exupéry non vuole essere una lezione ma una stimolazione.

Una riserva la sciolgo al doppiaggio di questo film, che non mi ha soddisfatto affatto, lasciando forse un po’ al caso qualche voce non indicata con qualche inflessione dialettale e suoni non armonici.

loca-okLO CONSIGLIO A TUTTI ANDATE A VEDERE IL PICCOLO PRINCIPE E LASCIATE STARE O ALMENO ASPETTATE IN TELEVISIONE, SE PROPRIO NON C’E’ ALTRO DA VEDERE, IL FILM DI KEKKO ZALONE!! E’ TREMENDAMENTE BANALE! NOI SIAMO ALTRO, NOI ESSERI UMANI SIAMO ALTRA COSA RISPETTO QUELLO! RISPETTATE LA VOSTRA INTELLIGENZA E SE AVETE VOGLIA DI SORRIDERE O RIDERE CON QUALCHE COSA DI LEGGERO, GIOCATE CON I VOSTRI FIGLI, LEGGETE UN A COMMEDIA D’AUTORE, COSTRUITE ANCORA CASTELLI DI SABBIA AL MARE, GIOCATE CON I VOSTRI ANIMALI, PROGETTATE UN PIANO DI LAVORAZIONE PER LA VOSTRA VITA SORPENDENTE! MA NON CEDETE ALLA PIU’ BIECA SOTTOMISSIONE MEDIATICA!

Fabrizio Raggi

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