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I Miserabili: l’eterna lotta tra il bene e il male

Ciò che rende “Les Miserables”  I Miserabili il capolavoro di Victor Hugo sempre degno di essere letto e riletto, al di là dei meriti stilistici, è la grande ed eterna attualità dei temi trattati, il bene e il male, la colpa e la redenzione, l’opportunità di cadere e rialzarsi, l’innocenza e la malvagità più feroce, oltre che la lotta di classe e politica. Tutto ciò fa da sfondo a una storia, ambientata nella Parigi post Restaurazione, in un arco di tempo di circa 20 anni dal 1815 al 1833, con alcune digressioni relative alle vicende della Rivoluzione francese, delle Guerre napoleoniche, con particolare riguardo alla battaglia di Waterloo.

I Miserabili: la lotta tra il bene e il male

Al centro della storia, il rapporto tra un uomo Jean Val Jean, ex galeotto e un’orfana Cosette, un rapporto filiale, pur non essendoci tra i due un legame di sangue, un sodalizio tra due persone duramente provate dalla sfortuna dei propri natali. Alle spalle il primo ha una storia di grande miseria e sofferenza, culminata nella condanna ai lavori forzati per aver rubato un tozzo di pane, poi di risalita e scoperta di valori di fede importanti grazie all’incontro con un Vescovo, primo artefice della sua nascita e redenzione.

Cosette è figlia di Fantine, giovinetta parigina abbandonata dal suo amante, dal quale ha una figlia, Cosette. Per provvedere ai suoi bisogni va a cercare fortuna lasciandola in affidamento ai Thénardier, senza immaginare la loro crudeltà, fino a morire di stenti malgrado l’intervento salvifico di Jean Valjean. Il romanzo è suddiviso in cinque parti, o “tomi”, a loro volta suddivisi in più libri e ancora in capitoli. In essi, oltre ovviamente al dipanarsi delle vicende narrate, trovano posto delle ampie digressioni di diverso carattere, sulla società, l’amore e

Molte sono le riproduzioni cinematografiche e teatrali di questa opera, nel 2012 quella del regista Tom Hooper, già premio Oscar per “Il discorso del re”, un musical, un flusso musicale quasi ininterrotto, scenografie imponenti, serio approccio storiografico e la perfezione formale, 160 minuti di coinvolgente spettacolo cantati in lingua inglese e sottotitolati in italiano. Tra gli attori Russel Crowe, Anne Hathaway, una rilettura di un capolavoro che non manca di appassionare e fare riflettere sulla vita.

Chiara Macina

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