domenica , Giugno 16 2024

Per le vie di San Marino: Scala dell’Arengo

Scala dell’Arengo si trova a San Marino-Città.

L’Arengo, la riunione di tutti i capi-famiglia è la più antica assemblea legislativa della comunità sammarinese. Le notizie più esaurienti le ricaviamo dagli Statuti del 1600. Nella I rubrica di questi, si definisce Arengo “la congregazione di tutto il popolo della Terra di San Marino e della sua Curia, cioè una persona per casa, il quale premesso il suono della campana e l’invito dei Piazzari una volta si teneva nella Chiesa della Pieve della stessa Terra ed ora si tiene nell’Aula ossia nella Casa grande del Comune per ordine dei Signori Capitani pro tempore di essa Terra”.

Arengo: principale autorità del passato

In tale rubrica si afferma che l’Arengo “era la principale autorità in antico della nostra Repubblica, ma poichè in seguito all’aumento della popolazione le sue riunioni erano diventate troppo tumultuose e poco produttive, i suoi poteri passarono poi ad un organismo più ristretto, composto da sessanta membri: il Consiglio generale”. In tempi risalenti l’Arengo si riuniva sotto la guida dell’autorità religiosa cioè del pievano, in seguito con l’affermarsi dell’istituzione comunale, le riunioni si svolgevano sotto l’autorità dei Consoli, del Capitaneus e del Defensor, cioè dei Rectores, nomi con i quali si designavano allora i Capitani Reggenti.

Arengo negli Statuti

Da quanto si evince dagli Statuti (collocati dal Delefico e Malagola negli anni 1295-1302) risulta per un certo periodo la coesistenza di Arengo e Consiglio, organismi distinti, diversi anche per quanto concerne le modalità di convocazione. Per quanto riguarda le competenze, in alcune rubriche statutarie risulta come i due organismi avessero poteri decisionali autonomi, in altre che certe risoluzioni discusse in Consiglio trovavano poi approvazione definitiva in Arengo. In antico l’Arengo era l’assemblea di maggior prestigio, poi con l’aumentare della popolazione e per l’affermarsi di istanze non più popolari, ma di tipo aristocratico, perse ogni preminenza sino a esaurire sul finire del XV° secolo la sua capacità deliberativa, non gli resterà altro che il diritto di petizione, la possibilità di avanzare suppliche inerenti a necessità d’ordine pubblico, due volte all’anno all’inaugurazione di ogni capitanato.

Ripristinata il 25 marzo 1906 grazie a un Referendum popolare ha introdotto il suffragio universale. La legge elettorale del 25 marzo 1906 avvia un sistema politico di democrazia rappresentativa in cui la sovranità è affidata al popolo, che governa in maniera indiretta tramite i rappresentanti da lui liberamente eletti.

Questa Legge può a buona ragione essere considerata la prima legge elettorale della storia politica sammarinese, quella che presenta il primo regolamento per la regolare convocazione dei cittadini alle urne.

Nella domenica successiva al 1 aprile e 1 ottobre i cittadini possono presentare Istanze d’Arengo quesiti e richieste di varia natura, quelle giudicate conformi da un’apposita Commissione saranno esaminate dalla Reggenza nel corso del suo mandato.

Chiara Macina

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