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Cani eroi: Unità cinofile da soccorso

Cani eroi: Unità cinofile da soccorso

L’unità cinofila da soccorso è un binomio inscindibile formato da un cane ed il suo conduttore, solitamente utilizzata nelle attività di ricerca e recupero di persone disperse e/o in difficoltà.

Si utilizza il cane nel soccorso perché il suo fiuto, circa 2 milioni di volte più sviluppato di quello umano, è in grado di sentire odori a grande distanza, ma soprattutto, perché il cane è dotato di memoria olfattiva, e quindi su tanti odori riesce a “discriminare” quello che deve cercare.

Le razze classicamente più utilizzate in Italia per la ricerca ed il soccorso sono quelle da pastore: Pastore Tedesco, Pastore Belga Malinois, Border Collie, i retriver: Golden Retriver e Labrador, e anche alcuni cani da caccia, ma anche i meticci sono molto bravi in questo ruolo.
Sono escluse (con qualche eccezione) le razze di cani troppo piccoli e quelli troppo grossi.

Per l’addestramento del cane come unità di soccorso è bene iniziare il prima possibile: è infatti fondamentale completare la socializzazione del cucciolo con gli altri cani (si lavora sempre in team) e con quante più persone diverse possibili.
La socializzazione è fondamentale perché il cane dovrà rimanere completamente indifferente a persone che si avvicinano, lo accarezzano, toccano il conduttore, e interagire positivamente con i volontari “cavia” che lo premiano quando trova, facendolo giocare o offrendo carezze e bocconi.
Il disperso molto spesso è poi un bambino, una persona anziana o spaventata, a volte non in possesso di tutte le facoltà mentali, le cui reazioni sono difficilmente prevedibili.
Più il cane è avvezzo al contatto con persone diverse meglio è.

Il cucciolo comincia da subito ad effettuare brevi e facili ricerche sul suo conduttore e a ricevere l’educazione fondamentale. Il lavoro vero e proprio comincerà verso i sei mesi, ma dipende dalla razza e dalla maturità del soggetto. Se siete interessati a questo tipo di attività e il vostro amico ancora lo cercate, pianificatene l’acquisto (o adozione) tenendo conto della razza o incrocio, dell’indole, ma anche assicurandovi che il cucciolo abbia goduto di una buona socializzazione e non sia cresciuto in isolamento.
E’ possibile iniziare a frequentare un campo d’addestramento anche con un cucciolone o un adulto: le possibilità che apprenda un buon lavoro dipendono ancora una volta dal rapporto che si è creato col proprio animale e dal tipo di vita, più o meno stimolante, che esso ha condotto fino da allora.

L’addestramento di una Unità Cinofila viene sempre fatto con metodi gentili e non coercitivi, ma soprattutto fatto si svolge come un gioco, infatti alla fine si premia il cane col cibo o con il suo giocattolo preferito (pallina da tennis, riportello ecc.).
Diventa importante che il conduttore conosca bene il proprio cane e abbia con lui un buon rapporto, perché se si accorge che il cane va in stress o non è più interessato al tipo di lavoro fatto, è bene sospendere l’attività per un periodo o per sempre.

Per diventare “operativi” come Unità Cinofila occorre fare un severissimo esame, fatto da giudici competenti, superato il quale, si può operare nelle ricerche reali. Ogni anno occorre confermare l’operatività del binomio Uomo-Cane, rifacendo l’esame.

 

Vi sono diverse “specializzazioni” per le Unità Cinofile da Soccorso;

  • Soccorso in Superficie: ove il cane cerca in spazi aperti come boschi, prati ecc.

  • Soccorso in Maceria: ove il cane cerca le persone travolte da crolli di edifici
  • Soccorso in Acqua: ove il cane fa salvataggio in acqua

  • Soccorso su Valanga: ove il cane cerca presone travolte da valanghe, slavine ecc.

In ogni caso è un lavoro impegnativo, ma gratificante per il cane (e per il suo conduttore), che quasi sempre lavora libero, svolgendo un’attività per la quale è naturalmente dotato.

Massimiliano Ceccarini, Pompieri Senza Frontiere di San Marino – Unità Cinofile da Soccorso.

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