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Le vite spezzate di Billy Collins Jr. e Luis Resto

Alcuni, probabilmente solo gli appassionati di boxe di lunga data, ricorderanno i controversi accadimenti che fecero da cornice al mondiale di pugilato dei pesi welter, svoltosi nel gennaio del 2009, tra il campione in carica Antonio Margarito e lo sfidante, il grande Shane Mosley: prima dell’incontro, il giudice incaricato alla firma delle fasce trovò quelle di Margarito bagnate.

Una successiva analisi rivelò la presenza di pezzi di gesso pronto ad indurirsi, di quello usato per le gettate, che avrebbero reso dei sassi le mani del messicano.

Margarito fu nuovamente fasciato e Mosley fece giustizia con uno dei suoi sontuosi incontri, terminato con un deciso KO a suo favore, di fronte a ventunomila spettatori.

Tutto ciò rimanda con la mente ad un’altra notte di pugni mendaci, di allenatori disonesti e di avidi manager; questa volta, però, senza che ci fosse alcun lieto fine. Anzi.

E’ il 16 giugno 1983 quando il giovane, imbattuto, Billy Collins jr., sul ring del Madison Square Garden, affronta il portoricano Luis Resto, un pugile di discreta levatura.

L’incontro è il sottoclou di una notte stellare il cui evento principale avrebbe visto su quel ring, due match dopo, Roberto Duran “Mani di pietra” contro Davey Moore.

L’incontro è ostico per Collins, che confessa al padre, suo allenatore e uomo d’angolo, di trovare molte più difficoltà di quante se ne attendesse; Collins cerca di far valere il maggior allungo e la varietà dei propri colpi, ma Luis Resto picchia duro per tutta la durata del match e, nonostante non sia certo famoso per le proprie doti di “slugger” (colpitore), riduce il viso dell’avversario ad un ammasso sanguinolento.

Billy Collins Jr

Si può visionare l’intero incontro su YouTube: non è un bello spettacolo.

Il decimo round è l’ultimo del match, Collins non può proseguire e mette il ginocchio a terra per farsi contare fino a dieci.

Immediatamente dopo la sospensione, il padre di Billy si precipita a complimentarsi con Resto, con l’intento di sentirne i guantoni, accorgendosi subito della forma irregolare. Anche questo si può facilmente notare dai filmati in rete.

I membri della Commissione Atletica dello Stato di New York sequestrano i guantoni, li studiano e li analizzano.

Il responso è di facile lettura: le imbottiture al livello delle nocche sono state completamente rimosse!

Al manager del portoricano, Panama Lewis, un autentico delinquente e vero artefice dell’imbroglio, viene revocata la licenza; il pugile Luis Resto viene squalificato.

Anche il Tribunale ordinario si esprime con una rapida soluzione, comminandogli due anni e mezzo di prigione.

Luis Resto non combatterà più.

Billy Collins jr. perse buona parte del dono della vista. Tutto ciò che riusciva a vedere erano ombre e nebbia.

Naturalmente, non superò più le visite mediche per combattere e, d’un tratto, si trovò a non poter più fare la professione per cui si preparava sin da bambino.

Cadde in preda a depressione ed alcol, divenne frustrato e violento, anche se solo verbalmente: fu allontanato di casa dalla moglie, dopo uno dei frequenti litigi della coppia dovuti alla sua aggressività.

Una triste sera, Billy Collins jr. prese l’automobile, che non poteva più condurre essendogli stata revocata la patente poiché ipovedente, superò l’incrocio di casa, imboccò una strada bianca, guidò veloce contro una roccia, si sfracellò e perse la vita. Nessun testimone ebbe dubbi sul fatto che si trattasse di un chiaro suicidio.

Billy aveva solo ventidue anni.

Dall’incontro erano passati nove mesi.

Il percorso di redenzione di Luis Resto, una volta scontato il debito con la giustizia, è stato lungo e tortuoso, passato soprattutto attraverso l’insegnamento ai giovani nelle palestre delle zone disagiate del Bronx e di altri quartieri difficili, senza chiedere alcun pagamento in cambio se non un letto per dormire nel retro delle palestre dove lavorava.

Chi lo ha conosciuto non può che parlarne bene, sia per la competenza come tecnico, sia per le grandi doti umane dimostrate nelle tante occasioni avesse a che fare con giovani problematici.

Nel 2007, a quasi 25 anni dal drammatico match, Resto si presentò spontaneamente innanzi alla Commissione per confessare che anche le bende erano state indurite; in tal maniera ammise che Billy Collins jr. era stato colpito da autentici mattoni per dieci lunghi round.

Nello stesso anno fece visita alla vedova di Billy, per confessare, pure a lei, le colpe di cui si era macchiato.

Infine, per la prima volta da quella maledetta notte in cui tante vite erano state rovinate, Luis Resto si recò in visita alla tomba di Billy Collins junior e, inginocchiatosi di fronte alla lapide dello sfortunato giovane, ne implorò il perdono, tra le lacrime infinite degli uomini profondamente pentiti.

Marco Nicolini

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