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Treno bianco azzurro: un viaggio durato 80 anni

Treno bianco azzurro: un viaggio durato 80 anni

La nostra Ferrovia di Stato si è mossa fisicamente per un vero e proprio restauro dopo 80 anni, ogni pensiero nei suoi confronti è stato un involontario aiuto nella direzione della rinascita- ph Oscar Cervellini

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QUALCHE NUMERO SUL TRENINO

-Lunghezza del tracciato percorso dal Trenino: 32,040 km dei quali 12,230 ricadenti sul territorio del Regno d’Italia e 19.810 su quello sammarinese.

-Un solo passaggio a livello con barriere manovrate dal casellante: a Santa Maria della Colonnella.

-Totale di 90 passaggi a livello in origine presenti sulla ferrovia, dei quali 60 incustoditi e 30 chiusi con catene e lucchetti, dati in consegna ai proprietari dei fondi interessati dalla strada.

-90 le curve comprese tra Rimini e San Marino-

-17 le gallerie tutte in territorio sammarinese, 11 naturali e 6 artificiali.

PERCORSO

Stazione San Marino, Stazione Borgo Maggiore, fermata Valdragone, fermata Domagnano, Stazione Serravalle, Fermata Dogana, Fermata Coriano- Cerasolo, Fermata Rimini Marina, Rimini FS.

Il 17 agosto 1926 Benito Mussolini, senza aver annunciato in alcun modo la sua visita, salì sul Titano da Riccione dove si trovava in vacanza, venne accompagnato per il centro storico e a visitarne le sue bellezze da una guida d’eccezione: Giuliano Gozi, Segretario di Stato, secondo quanto riportato dalle cronache dei tempi, i due stavano contemplando il panorama dalla Fratta, quando il Duce come colto da un’improvvisa folgorazione e riferendosi ai colloqui già intercorsi sullo stato dei trasporti sammarinesi, osservò come sarebbe stato opportuno costruire una ferrovia da Rimini a Serravalle.

Il Segretario Gozi colse al volo l’occasione rilanciando alla proposta con la prospettiva di arrivare sino a San Marino stesso, ipotesi accolta con favore dal Duce.

E’ questo il preambolo della storia del Trenino biancoazzurro, alla luce del quale ben possono essere compresi fattori quali la celerità con cui si procedette alla costruzione della linea ferroviaria, nonostante le difficoltà morfologiche e geologiche che presentava il terreno, i problemi legati all’iter burocratico.

Questo lo step iniziale e conditio sine qua non della costruzione della linea ferroviaria che non deve però a un disinteressato atto di donazione la sua origine, Mussolini infatti da un lato voleva evitare l’installazione a San Marino di una stazione radio finalizzata anche con capitali stranieri, che avrebbe potuto veicolare messaggi di propaganda sgraditi al Fascismo, dall’altro vedeva un occasione di scambio tra Rimini e San Marino, una sorta di reciproco “do ut des”.

La Convenzione per la costruzione e l’esercizio della ferrovia a scartamento ridotto Rimini- San Marino fu firmata a Roma il 26 marzo 1927, da un lato il governo sammarinese si impegnava a concedere in esclusiva per dieci anni allo stato italiano l’impianto ed esercizio della stazione radio, quello italiano dall’altro canto prevedeva che dopo 25 anni di esercizio, San Marino divenisse proprietario del tronco di linea ricadente sul suo territorio, senza dovere all’Italia alcun rimborso.

Dopo la firma della Convenzione fu indetta una gara d’appalto a cui parteciparono la Società Subalpina di Imprese Ferroviarie (SSIF), la Società Veneto-Emiliana di Ferrovie e Tranvie (SVEFT).

Il progetto presentato dalla seconda Società era più modesto ma più realista in merito alla presa di coscienza delle caratteristiche geologiche dei terreni, caratterizzati da una profonda instabilità, comune a tutto l’Appennino tosco-romagnolo, vinse l’appalto.

L’atto di concessione alla SVEFT fu firmato il 23 novembre 1928, lo Stato accordava alla società la sovvenzione d’esercizio annua di 440.000 lire, riservandosi una partecipazione a eventuali utili.

L’Ispettore Superiore Ingegner Luigi Casinelli fu incaricato dallo Stato italiano di sorvegliare i lavori, diretti per la concessionaria dai fratelli Max e Franco Fioruzzi.

I lavori di costruzione cominciarono ufficialmente il 3 dicembre 1928, concentrandosi per tutto il primo anno sulla stazione di San Marino, le viscere del Titano, di natura prevalentemente rocciosa furono traforate con perforatrici pneumatiche e dinamite, si passò poi al secondo tronco relativo alla costruzione della Stazione di Borgo Maggiore.

Molti gli operai impegnati senza sosta nell’attività di costruzione, raggiunsero le 3.000 unità, impiegati in turni di lavoro di otto ore al giorno, in tre turni di 1000 uomini. La manodopera necessaria proveniva in prevalenza dal ferrarese, da località friulane e naturalmente da quelle prossime alla linea.

Non si trattava di un lavoro che potesse essere improvvisato, molti operai provenivano dalla costruzione di altre ferrovie, erano veterani in materia, come quelli provenienti dai lavori di costruzione della ferrovia Ferrara- Codigoro.

Presso quella che ancora oggi è la sede della Scuola di Borgo Maggiore si era installata una sorta di direzione operativa con uffici, dormitori e un piccolo autoparco.

Una curiosità merita una particolare attenzione: i lavori ferroviari hanno favorito il sorgere degli autotrasporti sammarinesi, un camionista dell’epoca, Benedettini, è all’origine dell’attuale Società Fratelli Benedettini che ha rimpiazzato il servizio della ferrovia.

I lavori di costruzione si scontrarono più volte con la complessità geologica del nostro territorio, i movimenti franosi, il bradisismo e altro, ma finalmente giunse il giorno tanto atteso da ogni sammarinese, quello del 12 giugno 1932, data in cui fu inaugurata la linea Rimini- San Marino, linea che apparve ai cronisti del tempo quanto mai “panoramica, audace, moderna, che proiettava San Marino in una dimensione molto stimolante, collegandolo in modo diretto a veloce a Rimini, che ai tempi si candidava per divenire capitale europea delle vacanze.

La cerimonia inaugurale si svolse a Dogana, quasi sul confine tra i due stati.

Il nastro fu tagliato da Costanzo Ciano Ministro delle Comunicazioni, l’evento fu salutato dai sammarinesi con una gioia e un tripudio secondo per importanza solo alla fondazione stessa della nostra Repubblica.

Diverse le celebrazione che furono condotte: una serie di quattro francobolli raffiguranti un’elettromotrice nella stazione di Città, una medaglia commemorativa dell’evento coniata dalla ditta Johnson di Milano, il giornale “Il Popolo Sammarinese” uscì con un’edizione straordinaria che in breve andò esaurita.

Il 13 giugno 1932 la nuova ferrovia iniziò il proprio servizio con un orario provvisorio che prevedeva quattro coppie di treni accelerati, con l’entrata in vigore dell’orario definitivo, a cinque coppie di treni, fu attivato anche il servizio cumulativo per i viaggiatori e quello di corrispondenza per le merci.

Chiara Macina

 

 

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