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La controversa esistenza di Gerald McClellan: campione straordinario o spietato e sadico allevatore?

La vita di Gerald McClellan fu salvata dai chirurghi londinesi del Bedford Hospital, i quali rimossero un ematoma dal cervello ma non riuscirono a garantire un futuro autonomo e dignitoso al campione di Freeport.

Nelle loro mani era giunto in fin di vita la sera del 25 febbraio 1995, spedito in coma da Nigel Benn, il Vendicatore Nero, al culmine di un incontro strepitoso in cui anche Benn era finito al tappeto e, addirittura, fuori dal ring.

Gerald McClellanPrima di quel match Gerald era un campione celebrato, un pugile di grande talento con la bilancia come unico avversario; aveva infatti lasciato il titolo dei medi per salire nei supermedi, dovendo sacrificare meno a tavola, ma perdendo in potenza.

La vita di McClellan, da quella sera lontana oltre vent’anni, è un autentico calvario! Abbandonato da moglie ed amici, vive della cura amorevole delle sorelle: è cieco, non cammina, non ha ricordi. Ha bisogno di costante sostegno.

Davvero una grande pena.

C’è una cosa da dire su chi fosse Gerald prima di quella drammatica serata londinese.

Nessuno del suo entourage ha mai fatto mistero dell’hobby di McClellan di allevare cani da combattimento.

Un hobby molto redditizio, peraltro, come detto da lui stesso in un’intervista.

Gerald ed i suoi amici uscivano per le campagne dell’Illinois, prendevano cagnolini di strada, randagi o nei cortili e li portavano nella grande villa del campione. Una volta chiusi in un recinto, ai cagnolini venivano legate fauci e zampe, poi i pitbull di McClellan giungevano a sbranarli e farne incetta, affinché ne giovasse la loro aggressività. Se un pitbull non dimostrava la necessaria aggressività, subiva la stessa, tragica sorte.

Questi fatti sono stati riportati innumerevoli volte, da decine e decine di diverse fonti giornalistiche.

Io amo molto i miei cani, che peraltro sono “bastardini” trovatelli, ma NON sono certo tentato, come fecero in molti al tempo dei fatti, di vederci una sorta di “giustizia divina”, nei guai di McClellan.

Se esiste un Dio, o un’entità superiore, sarà nella prossima vita che ci dovremo aspettare una sua giustizia, perché in questa troppi criminali vivono in salute fino a cent’anni.

Gerald era un pugile, e come pugile andava giudicato sul ring, sul quale dimostrava d’essere un fuoriclasse straordinario. Il fato ha voluto che la sua vita ed il suo talento trovassero un insormontabile ostacolo nei pugni pesantissimi di Nigel Benn, il Vendicatore Nero.

Marco Nicolini

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