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“Il pianeta delle fate” di Renata Rusca Zargar

Il pianeta delle fate

Fantafiaba

di Renata Rusca Zargar

 

 

Sul pianeta Terra l’aria era diventata ormai irrespirabile. Le fabbriche, le case, le grandi automobili, soffiavano con violenza i loro vapori malsani nell’atmosfera.

Sottoterra, erano stati addirittura nascosti rifiuti tossici pericolosi e le verdure crescevano ammorbate da quelle pestilenze.

Nel mare, infine, i pesci si nutrivano di plastica abbandonata e non riuscivano più a nuotare.

La Terra, dunque, non ce la faceva più: stava morendo. Presto si sarebbe disintegrata e sarebbe precipitata nello spazio buio dell’Universo.

Non c’era tempo da perdere!

Perciò, le Fatine buone stavano cercando una soluzione urgente e avevano chiamato a Congresso le bambine e i bambini della Terra.

-Non potrete più crescere su questo Pianeta, è in via di estinzione. -avevano spiegato loro.

-E cosa faremo? – chiedevano i piccoli e le piccole -Dove andremo?

-Bisogna trovare un rimedio, -rispondevano le dolci Fatine – anche se non sarà facile.

-Potremmo andare su Marte. -aveva proposto Agata.

-Non è ancora pronto per la vita umana. Fa troppo freddo.

-Allora, sulla Luna…- aveva suggerito Johnny.

-No, sulla Luna, non si può respirare… Non c’è atmosfera.

-Fatine, avete qualche rimedio? – chiedevano, allora, tutti preoccupati.

-Da qualche anno, -avevano risposto, infine, le Fate -sapevamo che la Terra sarebbe stata distrutta dalla prepotenza degli adulti che l’avevano inquinata e resa povera di piante e di animali. Allora, abbiamo studiato l’Universo che è molto grande e sempre in espansione. Così, abbiamo scoperto, a 160000 anni luce di distanza, la Nebulosa Tarantola. In quella massa di materia stellare e interstellare, c’è un’affascinante stella molto luminosa chiamata R136a1 che brilla assai più del Sole.

-Ma andiamo a vivere su una stella? – gli occhi dei bimbetti e delle bimbette erano sgranati.

-No, non è possibile, la stella è troppo bruciante. Intorno alle stelle, però, si formano i Pianeti.

-Avete trovato un Pianeta per noi?

-Crediamo di sì.

-E come si chiama?

-Il nome lo sceglierete voi quando ci arriverete.

-Com’è? Bello?

-Magnifico! Le acque dei fiumi scendono cantando cristalline dai monti, i boschi allungano i rami degli alberi verso il cielo azzurro, i prati sono morbidi di erbe tenere dove si può correre e giocare a piedi nudi. Sulla riva del mare la sabbia fine e dorata viene accarezzata dalle onde azzurre e verdi mentre i pesciolini giocano con le alghe e i coralli.

-Ma non ci sono altri animali?

-Certamente. Popolano il Pianeta numerosi animali che saranno vostri amici: cerbiatti, tartarughe, lumache, scoiattoli, renne, elefanti, galline, panda e tanti altri ancora.

-Dove abiteremo?

-Vi aiuteremo a costruire casette rispettose della natura. Si chiamano ecologiche.

-Andremo a scuola?

-Certamente. Saremo noi stesse le vostre insegnanti.

-Ma come faremo ad arrivare così lontano?

-Nel mondo delle Fate ci sono Astronavi capaci di navigare assai più veloci della luce.

-Partiremo tutti insieme?

-Sì, al più presto, prima che questo Pianeta venga inghiottito dal Buco Nero. Ognuno di voi prenda con sé qualcosa di necessario e si presenti all’Astronave.

-Come faremo ad arrivarci?

-La forza magica del pensiero vi accompagnerà. –

 

Ecco, dunque, finalmente, tutte le bimbe e i bimbi sistemati sull’Astronave delle Fate.

Mentre la Terra, ricoperta da una nube spessa di sudiciume, si allontanava velocemente, si potevano udire le voci dei corpi celesti nello spazio. Essi cantavano, infatti, straordinarie canzoni di immortale armonia.

Ed ecco, si era già più lontani del Sole e, poco dopo, fuori della Via Lattea, nell’immensità extragalattica…

-Avete paura bambine e bambini? -chiedevano ogni tanto le Fatine.

-No, qui tutto è bellissimo! – rispondevano loro. Persino i più piccoli non piangevano ma osservavano lo spettacolo a bocca aperta, stringendo la manina di qualche compagno o compagna più grande.

-Io dicevo sempre che volevo fare l’astronauta da grande, ma questo è ancora meglio! – esclamava intanto Jia Li con lo sguardo rivolto all’infinito.

-Ogni tanto, volevo ammirare le stelle in cielo ma il fumo me lo impediva sempre. Ora, finalmente, posso vedere tutto. – aggiungeva Cheng.

-Ecco, guardate laggiù, la Nebulosa Tarantola. Osservate quanto è sconfinato e incantevole l’Universo! Ci stiamo avvicinando alla nostra Stella: R136a1. Non arriveremo troppo vicino per non incenerire: essa è molto più grande del vecchio Sole e molto pericolosa. Andremo, invece, direttamente sul Pianeta dove abiteremo.

-Qui la luce è blu. -osservavano con stupore le bimbe e i bimbi.

-Sì, questa Stella emana una fantastica luce blu. –

Ed ecco, laggiù, proprio dietro un ammasso di gas brillante e di polveri, un piccolo Pianeta verde e azzurro.

La grande Astronave vi si era posata delicatamente.

-Bambine e bambini, -avevano spiegato le Fatine prima di aprire le porte -questa sarà la nostra casa per milioni di anni. Prima di scendere, però, dovete promettere di

rispettare la natura verde, le acque azzurre e gli animali che vi abitano, così come tutta l’atmosfera che li circonda. Voi siete il seme del genere umano. Se non lo farete, se distruggerete anche questo Pianeta, gli esseri umani saranno spazzati via per sempre dall’Universo che, però, continuerà a vivere senza di voi. –

Le bimbe e i bimbi avevano un cuore puro non ancora corrotto dalla smania di denaro e di potere. Così, avevano promesso.

Allora, era cominciata la loro mitica avventura sul pianeta VerdeAzzurro, illuminato dagli immaginifici raggi blu della Stella R136a1.

E vissero tutti felici e contenti per milioni di anni.

 

Renata Rusca Zargar è autrice del libro per bambini “Kara e il labirinto”

 

Kara è una bambina di Creta. La sua storia si intreccia con il magnifico palazzo di Cnosso, il suo tempio e il mistero del Labirinto e del Minotauro.

Dal testo: “-Come ti permetti di indossare una veste tanto preziosa? Chi sei? Sei una ladra? Perché sei qui?” – la voce era infuriata e sferzante. Una signora alta e altera era scivolata a piedi scalzi nella stanza.

Kara si era girata spaventata senza riuscire ad articolare una risposta.

“Il Minotauro aveva afferrato Teseo come per divorarlo e, intanto, soffiava fuoco dalle narici. Si sentiva puzza di carne bruciata. Teseo era molto forte ma la bestia era alta e possente: con gli zoccoli e le corna lo colpiva da tutte le parti.”

Adatto a tutti, a partire da 9 anni.

Disponibile sulla piattaforma Amazon, sia nel formato ebook (euro 2,99) che cartaceo (euro 4,00).

KARA E IL LABIRINTO eBook: RUSCA ZARGAR, RENATA: Amazon.it: Kindle Store

Chi è Renata Rusca Zargar

 

 

 

Savonese, impegnata in ambito sociale, studiosa di cultura islamica e indiana, insegnante in quiescenza, ha pubblicato diversi saggi e romanzi anche con il marito Zahoor Ahmad Zargar.

L’ultimo nato è, però, una raccolta di lavori delle signore anziane che hanno seguito i suoi corsi gratuiti di Lettura e Scrittura Creativa: “Leggere e scrivere …per divertimento, raccolta di racconti, poesie, disegni, calligrammi dei Corsi di Lettura e Scrittura Creativa”, pubblicato da Amazon.

Si occupa della Biblioteca di volontariato Libromondo e, prima del Covid, portava i libri in prestito nelle Scuole. Cura un blog di cultura, ecologia e società Senzafine: Arte, Cultura e Società di Renata Rusca Zargar  link

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