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Hawking: Gli esseri umani dovranno lasciare la Terra

Hawking: Gli esseri umani dovranno lasciare la Terra

Allo Starmus Festival di Trondheim in Norvegia, che celebra le arti e le scienze, Stephen Hawking è tornato a parlare di futuro, quel futuro che non vede troppo roseo per l’umanità: lo scienziato ha tirato fuori tutti i suoi timori e ha anche avuto modo di parlare di Trump, in termini non proprio entusiasti. È convinto che gli esseri umani avranno soltanto 200 anni di tempo per trovare un modo per trasferirsi su un altro pianeta: se non riuscissero a trovare alcun escamotage, per loro potrebbe essere la fine.

Per Hawking è necessario fare ogni sforzo possibile per salvare la Terra, ma è bene anche iniziare a pensare alla possibilità di trasferirsi su un altro pianeta. Secondo lui, infatti, se l’umanità continuerà ad esistere per altri milioni di anni, sarà perchè riuscirà a costruirsi un futuro nei luoghi in cui nessuno è andato prima: entro il 2020 l’uomo dovrebbe sbarcare di nuovo sulla Luna, e dovrà prepararsi alla conquista di Marte nel 2025.

“Abbiamo già vissuto simili crisi in altre epoche storiche, che si sono risolte andando a colonizzare nuovi territori. Colombo lo ha fatto nel 1492 – ha aggiunto -. Stiamo finendo lo spazio e gli unici posti in cui possiamo andare sono gli altri mondi. È tempo di esplorare altri sistemi solari. ‘Estenderci’ sarà forse l’unica cosa che potrà salvarci da noi stessi. Sono convinto che gli esseri umani abbiano bisogno di lasciare la Terra”.

Stephen William Hawking è un cosmologo, fisico, matematico e astrofisico britannico, fra i più influenti e conosciuti fisici teorici al mondo, noto soprattutto per i suoi studi sui buchi neri e sull’origine dell’universo. Nonostante la sua disabilità che lo immobilizza e gli consente di comunicare comunicare con un sintetizzatore vocale,  è divenuta una delle icone popolari della scienza moderna, presente in numerosi documentari, trasmissioni televisive, film e cartoni animati.

Titolare della cattedra lucasiana di matematica all’Università di Cambridge per trent’anni, dal 1979 al 2009, è tuttora direttore del Dipartimento di Matematica Applicata e Fisica Teorica di Cambridge. Membro della Royal Society, Royal Society of Arts e Pontificia Accademia delle Scienze, nel 2009 ha ricevuto dal presidente statunitense Barack Obama la Medaglia presidenziale della libertà, la più alta onorificenza degli Stati Uniti d’America.

Il quoziente d’intelligenza di Stephen Hawking, secondo i test standard, è 160 o 165, lo stesso che molti biografi attribuiscono a Albert Einstein e Isaac Newton.

Se per lo scienziato è tempo che tutti i grandi del pianeta si riuniscano e pianifichino un obiettivo comune, forse sarebbe il caso di ascoltarlo: “Spero che le nazioni più competitive si pongano la stessa sfida – ha affermato -. Un nuovo e ambizioso programma spaziale potrebbe essere stimolante per i giovani e far nascere un interesse verso l’astrofisica e la cosmologia”. Hawking, insomma, è certo: “La colonizzazione di altri pianeti da parte di esseri umani un giorno non sembrerà più fantascienza, ma diventerà realtà scientifica”.

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