martedì , Febbraio 3 2026

Tutta la bellezza dell’anno che verrà

Tutta la bellezza dell’anno che verrà

Gli ultimi giorni dell’anno hanno sempre prodotto in me un effetto ben specifico, quello di condurmi a  guardare dentro me stessa, alla luce di tutti quegli eventi che lo hanno reso luce e ombra, nel ricordo di tutte quelle persone che hanno reso alcuni giorni speciali e caldi e altri cupi e gelidi.

 Senza la notte non ci sarebbe consapevolezza e contezza della luce che promana dalle stelle.

Ringrazio chi mi ha dato uno stimolo foriero a una crescita: chi con la parola giusta al momento giusto, chi con uno strattone che mi ha aiutato ad attivare risorse interiori che non sapevo di avere, chi mi ha dato quella fiducia che io per prima non avevo in me stessa, chi me l’ha negata perché mi ha comunque stimolato ad andare avanti all’interno di un percorso di vita che è e sarà più mio che mai.

Sono il frutto ed innesto di tante cose, valori e persone, a cominciare da quello tra i miei genitori, la gentilezza del babbo, l’orgoglio e dignità della mamma.

Sono nel rossetto rosso che metto sempre “anche quando sono a casa da sola, anche quando tutto sembra perduto, anzi a maggior ragione in quei momenti”, perchè così mi ha insegnato a fare la nonna.

Sono il frutto delle amicizie che ho allacciato, degli amori che hanno acceso il mio cuore, dei colleghi che ho incontrato lungo la mia strada, ognuno mi ha lasciato un dono, un consiglio, un quid pluris che ho cercato di fare mio.

Sono il frutto delle mie ferite, guarite, in via di risoluzione o ancora sanguinanti e sempre avrò buona cura di loro, perché mi raccontano nel profondo.

Sono il risultato delle letture che negli anni ho fatto, mai smetterò di ringraziare le sorelle March per avermi fatto compagnia da bambina e altri libri che nei momenti di burrasca mi hanno dato una risposta un sollievo emotivo, come stessero aspettando me, Natalia Ginzburg per aver dato voce a un “Lessico familiare” che è anche il mio e che sento nel profondo, Italo Calvino e la sua visione di leggerezza.

Sono figlia di ciò che ho imparato diventando la mamma dei miei figli, ho nostalgia di tutte le età che hanno avuto, accarezzo con il ricordo il bambino cicciottello e timido che nascondeva il volto sotto un ciuffo ribelle e della bambina sdentata che mi portava a spasso al parco e non smetteva mai di fare domande, ho un desiderio enorme di conoscere le persone che diventerete in futuro e mi godo la serenità del presente.

Una serenità cercata, difesa e protetta.

Sono anche il frutto di tutte le storie che in questi anni mi sono state raccontate e di cui ho scritto o parlato in occasione della presentazione di un libro, ciascuna mi ha ispirato, cullato, scosso, commossa, sono rimaste tutte dentro di me, gelosamente custodite e associate all’emozione profonda che mi suscita sempre ascoltare un racconto di vita.

Sono il risultato di quei limiti che ho cercato di superare, se non lo avessi fatto non conoscerei la gioia che provo ora vedendomi felice in “qualcosa che pensavo difficile, se non impossibile, riuscire a fare”.

Sono in tutti quei cambiamenti che sta vivendo il mio corpo in questa fase della mia vita in cui sto diventando una  “ragazza grande”, nella stanchezza che sento a volte la sera e mi fa andare a letto presto, soddisfatta contenta e stremata.

Sono nei sogni maestosi che continuo a coltivare per il futuro.

Sono in tutti quelli che ho realizzato

Sono nella mia casa, squadrata e particolare all’esterno accogliente e morbida all’interno, nel giardino dove ho giocato da piccola, dove lo hanno continuato a fare i miei figli, dove ora ci sono alberi e piante che custodiscono la traccia di un ricordo, di una presenza e di un passaggio.

Sono nella mia penna che è mia amica e mi riconcilia con il mondo, mi permette di raccontare agli altri le mie emozioni e all’occorrenza mi cura.

Sono nella luce di chi mi guarda dal cielo e mi manda energia.

Continuo a stare nella forma strana delle nuvole che mi accolgono quando arrivo in Città la mattina e mi invitano a rallentare il passo, godermi il momento, perdermi in qualche fantasia, in quell’attimo preciso io mi riconnetto a tutte le Chiara che sono stata sono e sarò e provo tanta gratitudine.

Chiara Macina

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