Algoritmo e filo rosso
di Anna Chiara Macina
Qual ‘è la differenza tra un algoritmo e un filo rosso?
Per il vocabolario italiano il divario è grande e profondo.
C’è una realtà che fa parte nell’era digitale dell’esperienza di ciascuno di noi, ogni volta che navighiamo su Internet, facciamo ricerche, mettiamo un “mi piace” sui social, guardiamo video, facciamo acquisti, lasciamo una traccia digitale, gli algoritmi raccolgono e analizzano questi dati per proporci contenuti “bespoke”, su misura per noi.
Ci sono poi, persone unite da un filo rosso, che come fossero parti di una reazione chimica permanente si influenzano vicendevolmente, nei pensieri e negli stati d’animo, anche se e anche quando non sono insieme.
E’ questa la vera cifra stilistica dei rapporti speciali, al loro interno, si verifica spesso quella che Jung definiva sincronicità: la profonda connessione tra il mondo interiore (psichico) e quello esteriore (fisico), quando due persone sono profondamente legate spesso si verificano risonanze simboliche molto forti.
Sono quelle persone rare e speciali a cui a un grazie si risponde con un “giochiamo nella stessa squadra” a un-scusa-con “diventiamo grandi insieme”, sono quelle che ci riportano sempre a casa e che percepiscono nel profondo i nostri stati emotivi.
Io chiamo questo status “essere sulla stessa lunghezza d’onda” e quando la sperimento mi sento brillare come una stella, perché tutta la stanchezza che spesso si prova quando ci si sente di dover spiegare perché si è fatto così o cosà, scompare e lascia il posto a una sensazione di benessere, nutrimento emotivo, tutto diventa allora facile pieno e molto bello.
Sono quelle persone che io sento il desiderio di fare salire sul mio tappeto volante, una in particolare lo merita un po’ più delle altre e queste sono le ragioni che lo hanno portato a essere il mio filosofo preferito:
La filosofia secondo Lui:
è una ricetta semplice e buona come quella del pane, eppure come tutte le cose in apparenza facili la sua riuscita dipende da una sapiente alchimia tra ingredienti, riesce bene solo se “impastata” con pazienza e amore, cura e attenzione.
Alla base della sua filosofia di vita una certezza: sapori semplici, sorrisi veri, parole sentite.
Se penso a lui come a una pietanza ho un’immagine precisa, una bruschetta ben cotta e condita con olio sale e magari strofinata con qualche piccolo spicco di aglio, un piatto semplice, non banale e buono come lui.
Risolve i problemi in un modo molto saggio, dividendo la loro mole in piccole parti e affrontandone un pezzo alla volta, un giorno alla volta, senza mai lasciare che appesantiscano troppo il suo cuore.
E’ una persona no frills, senza trucco e senza inganno, che non cerca mai di mostrarsi diverso da quello che è nel profondo.
Ama il bello, detesta l’orpello, gli piace arrivare all’essenza delle cose ed estrarne il succo magari in dialetto, perché in questo idioma un concetto risuona più forte.
Pensa che la felicità sia data dalla differenza tra ciò che si vorrebbe e quello che già si ha, e il segreto della serenità è essere grati per ciò che si detiene oggi.
E’ un sano dispensatore di saggezza e serenità.
Pianta semi sotto terra e nel cuore delle persone, aspetta con fiducia e pazienza fioriscano, accade sempre.