martedì , dicembre 18 2018
Home / Zoom / Chiara Pierobon / A Natale siamo tutti più buoni o più falsi?

A Natale siamo tutti più buoni o più falsi?

A Natale siamo tutti più buoni…(IL GIORNO DOPO POSSIAMO TORNARE AD ESSERE GLI STRONZI DI PRIMA)

 Mi sono sempre chiesta perché a Natale si debba per forza essere più buoni. Ricordo che fin da piccola non riuscivo a comprendere perché a Dicembre, con l’avvicinarsi delle Feste Natalizie, tutti si sforzassero di apparire più docili e gentili, risultando a volte talmente falsi e impacciati da sfiorare il ridicolo.

La cosa, non lo nego, mi divertiva ed effettivamente continua a farlo tuttora.

In verità, mi affascina molto l’essere umano; lo trovo un simpatico connubio tra il desiderio di sentirsi impeccabile e il sano istinto di sentirsi autentico.

Negare la parte più istintuale e vera è sempre stato un must a cui per centinaia di anni la morale esteriore ci ha abituati; tuttavia rimuovere ciò che viene giudicato come un “male” da estirpare non risolve il problema, né tantomeno dona pace interiore.

Il desiderio di sentirsi più buoni e più elevati è ovviamente innato nell’essere umano; e sicuramente questa è una buona cosa. Ci siamo mai chiesti perché a Natale questo desiderio venga avvertito maggiormente rispetto ad altri momenti dell’anno?

E’ interessante notare che questa Festa invernale è simbolicamente legata alla luce che nasce dopo il momento di massimo buio: il 25 dicembre infatti, ogni anno il sole “nasce” nuovamente, dopo che le tenebre, apparentemente e solo momentaneamente, hanno avuto la meglio sulla luce. Può forse questa essere una spiegazione logica e profonda del fenomeno? La simbologia nascosta dietro i miti e legata ai cicli naturali è, a mio avviso, sempre illuminante.

Tuttavia, queste disquisizioni più o meno filosofiche non eliminano il dilemma: essere autentici (e stronzi a volte) oppure apparire buoni?

In pratica: come comportarsi con la tanto amata suocera quando lei con premurosa cura si infila più o meno in punta di piedi nella vita di tutti? O, ancora, aspettare con calma e pazienza il proprietario dell’auto parcheggiata in seconda fila (nel caos cittadino prefestivo), o rigargli la fiancata con infinita nonchalance?

Probabilmente la soluzione sta nel mezzo: “in medio stat virtus” insegnano gli antichi. Mandare affanculo la suocera con leggerezza di cuore e sfoggiando  il miglior sorriso mai visto; o augurare Buon Natale al parcheggiatore incauto con una bella scritta incisa sulla parte laterale dell’auto….. Ecco questi potrebbero essere due buoni compromessi.

Ironia a parte, penso che dovremmo imparare molto dai bambini; l’innocenza, la semplicità e la spontaneità che li caratterizzano dovrebbero essere per noi adulti qualità intrinseche da imitare e spunti preziosi sui quali riflettere.

Essere autentici presuppone la capacità di esprimere anche il disagio più grande nella giusta maniera; l’essere veri infatti non cozza con l’essere buoni, a patto che non si confonda bontà con buonismo.

Quest’anno a Natale facciamo come i bambini: scriviamo la nostra letterina a Babbo Natale, chiedendo qualcosa che ci sta veramente a cuore (può essere qualsiasi cosa…sia materiale che non!) e poi rilassiamoci, divertiamoci, abbuffiamoci e soprattutto permettiamoci di essere noi stessi in leggerezza e spontaneità.

Buon Natale a tutti!

Chiara Pierobon

 

 

 

 

About Redazione

Prova anche

Occhio alla truffa “Congratulazioni hai vinto”. L’allarme della GdR

“Congratulazioni, hai vinto un virus” SAN MARINO. Ormai prolifera come un fungo la truffa “Congratulazioni, hai ...