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Lunedì, ore 20:30…

È il terzo anno che si svolge, in collaborazione con il Centro Sociale di Fiorentino, il corso di disegno dal vero. Si tratta indubbiamente del corso di disegno più longevo fra quelli da me condotti. Di tanto in tanto si iscrivono nuove persone, ma il numero rimane comunque esiguo. Solo per un breve periodo ci sono stati due turni settimanali. Inutile rimarcare che il disegno richiede impegno, uno studio e un esercizio continui. Per questa ragione, spesso, accade che i più rinuncino.

Insieme al piccolo gruppo di iscritti mi riunisco ogni lunedì, alle 20,30. Il laboratorio del Centro Sociale diventa uno spazio in cui si discorre dei più svariati argomenti. Ed è facile comprendere come questo possa accadere, dal momento che il disegno abbraccia proprio tutto. Durante la serata si alternano momenti di silenzio, ad altri in cui si scherza, si ride. Si ritrova, infine, quella giocosità più difficile da esprimere durante la giornata di lavoro, un elemento senza dubbio indispensabile per lo sviluppo dell’espressione creativa.

La parola chiave rimane comunque “sperimentazione”, alfine di potere apprendere la tecnica delle misurazioni, del chiaroscuro, indagare le forme e scoprire la geometria sottostante alle cose. Diventa indispensabile allora la natura morta, chiamata più poeticamente dai nordici “natura silente”.

Non è facile, ogni volta, trovare degli oggetti da disegnare in grado di suscitare nei partecipanti il medesimo interesse. Tuttavia questa difficoltà viene superata quando si comincia a prendere coscienza che anche gli oggetti più semplici possono offrire validi spunti. Oltre a riprodurre oggetti dal vero, è stata affrontata la copia dei disegni dei grandi maestri, il ritratto, il disegno di mani. E’ proprio durante gli esercizi sul corpo umano che è nata l’idea di realizzare un workshop di nudo nella Galleria San Marino di Palazzo Arzilli, organizzato in pochissimi mesi. Spero tanto di poterlo riproporre negli anni futuri.

È certo che con carta e matita, la mente ha la possibilità di correre in modo veloce. La gomma può solo disturbare il processo, pertanto viene considerata uno strumento di emergenza. Potrebbe, diversamente, rimarcare i dubbi e la paura di sbagliare. Meglio lasciare gli errori in bella vista, certi di farne tesoro nelle prossime sedute.

I colori ad olio, gli acrilici e le altre tecniche utilizzate in pittura, vengono escluse. Si utilizzano solo gli strumenti propri del disegno, come la grafite, la sanguigna, la seppia, la china. Quando il desiderio di colore si fa sentire, metto a disposizione dei pastelli a cera steineriani. Sono facili da maneggiare e possono dare bei risultati in tempi molto brevi. Devo comunque dire che un incontro è stato dedicato pure all’acquerello, la tecnica che segna il confine fra disegno e pittura. Una fase molto importante di ogni incontro è rappresentata dallo scioglimento iniziale della mano. In questo modo si sottolinea la fisicità presente nell’atto del disegnare. Ma il disegno è molto di più: è vedere, pensare e tracciare in contemporanea, mostrando magnificamente e inconfutabilmente l’unità di mente e corpo. Quando al termine degli incontri io e i miei corsisti ci chiudiamo alle spalle la porta del laboratorio e percorriamo il breve tragitto che ci conduce alle nostre auto, il pensiero è ancora rivolto a quanto è stato prodotto durante la serata. In sogno mi è capitato di essere alla vigilia di una grande mostra, un desiderio in realtà che accarezziamo da diverso tempo.

Vi piacerebbe unirvi al nostro gruppo? Potete farlo in ogni momento.

Siete i benvenuti!

Elisa Della Balda

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