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Intervista a Simone Sperduto e Walter Serra

Lo scorso primo novembre presso lo spazio espositivo Cassa di Risparmio “Palazzo Sums” a San Marino città si è svolta la presentazione di due libri “Cuor di Titano” del giornalista romano Simone Sperduto e “Il caso Vertigo” del sammarinese Walter Serra, un romanzo storico e un thriller, entrambi ambientati nella Repubblica di San Marino.

L’evento è stato ospite della due giorni espositiva che la Carlo Biagioli srl ha offerto a tutte le opere partecipanti al concorso “autoritratto”.

Di seguito un estratto dell’intervista che ha animato il pomeriggio, un occasione per conoscere meglio due bravi autori.

Simone Sperduto e Walter Serra: due autori con una particolarità in comune, entrambi hanno scritto un romanzo (Thriller e storico) ambientato sul Titano. Uno è italiano e si è innamorato di San Marino venendoci come turista, l’altro è un cittadino e uno scrittore che ha deciso di ambientare un thriller proprio in centro storico.

A voi la parola: cosa vi ha spinti a scegliere questa ambientazione per il vostro romanzo?

Walter “Non è mai facile ambientare in casa propria, troppi i conflitti e la preoccupazione di invadere la privacy altrui. Cercavo un modo di coinvolgere Carlo Lucarelli per spingerlo ad ambientare un suo romanzo a San Marino, lui che è mezzo sammarinese. Ho così creato il personaggio di Maura Porcu, una poliziotta bella e maledetta. Sbatterla a San Marino per punizione e coinvolgerla in un fatto di sangue locale è stato automatico. E così ho scritto io le storie di Maura Porcu e di Carlo me ne sono fatto una ragione: ho immaginato che tanto non avrebbe mai trovato il  tempo di stare dietro alle mie fantasie”.

SimoneL’idea è nata dopo aver visitato più volte San Marino ed essere venuto a conoscenza della storia, mista a leggenda, di questa antica terra. Infatti non è un caso che, nel romanzo, un ruolo centrale sia giocato proprio dalla figura di Felicissima, che è un personaggio chiave del mito fondativo sammarinese ossia del testo conosciuto come “Vita Sancti Marini”. A parte questo aspetto, dal punto di vista propriamente tecnico-narrativo l’incontro tra un personaggio immaginario e il mio alter-ego era un espediente necessario per rendere leggero e scorrevole un contenuto di tipo storico che, di per sé, avrebbe le potenzialità per essere addirittura un saggio. Chiaramente il registro linguistico e i ritmi narrativi segnano nettamente la differenza tra un romanzo, per quanto storico, e un saggio puro”.   

Simone un romanzo storico presuppone una conoscenza del territorio delle tradizioni e della storia molto approfondita, come si è svolta la tua ricerca?

“Ho dovuto reperire i testi storici sammarinesi e non è stata un’impresa facile: mi ha aiutato l’Ambasciata di San Marino a Roma, facendomi pervenire il materiale necessario alla mia ricerca. I testi che ho consultato mi hanno permesso di avere una buona conoscenza della storia ma anche del territorio e delle tradizioni; il resto dell’approfondimento è giunto gradualmente visitando più volte San Marino e parlando direttamente coi sammarinesi”.  

Walter “Il caso Vertigo” è un thriller ambientato a San Marino, “Tre giri di chiave” addirittura nelle patrie galere? Cosa rappresenta per te la tua Terra?  Com’è cambiato il vostro rapporto negli anni?

“Ho origini marinare e montane, un po’ come il nostro Fondatore. Mi ritengo un appassionato cittadino, scruto con attenzione i nostri confini, curo i nostri boschi. La nostra Terra è tutto, rappresenta le nostre origini, il nostro futuro. Il nostro testamento. Vivere San Marino è commuoversi ascoltando il proprio inno nazionale. Leggere di San Marino ti fa capire l’importanza della sua storia, dei suoi statuti, della lotta per la sopravvivenza contro nemici più forti. È un po’ la storia di oggi, insomma… Scrivere di San Marino, infine, equivale a farne davvero parte”.

Qual è la storia che vorreste scrivere prossimamente?

Simone “Ho continuato, dopo la pubblicazione del romanzo, a condurre per mio diletto personale delle ricerche sulla storia di San Marino. Al di là della consultazione dei libri amo molto visionare, ove possibile, documentari anche d’epoca. Ho quindi preso degli appunti qua e là: non è escluso che, raggiunta una mole di materiale consistente e trovata l’ispirazione giusta, possa mettere insieme il tutto e magari scrivere nuovamente di San Marino”.  

Walter “Ne ho diverse in testa. Oltre ad altri episodi con Maura quale protagonista, ho abbozzato diverse tracce, dalle quali pescare nel tempo. Forse sarà una storia con risvolti psicologici, oppure una di fantasmi”.

“Walter Il caso Vertigo” ha per protagonista Maura Porcu una intrepida poliziotta alle prese con un killer seriale, mi hai sempre detto che rifuggi dal parlare di te stesso in maniera diretta, ti ho sempre cercato nei personaggi dei tuoi romanzi, mi sembra che il compagno di Mauro equilibrato e saggio ti somigli, è così? Ti sei ispirato a te stesso? Quanto c’è di Walter Serra nei tuoi personaggi?

Ho ho la fortuna di vedere le storie attraverso gli occhi dei personaggi che invento. In genere non mi rappresento con questo o con quello. Certo, sono io che scrivo, mi appassiono per le vicende che accadono ai personaggi, sono innamorato di Maura Porcu, ma non l’ho sposata nel romanzo. Chi leggerà il prossimo episodio capirà perché…

C’è un innamoramento dell’autore verso la storia che intende raccontare. Scriverla equivale a raccontarla, a viverla. A me è successo di abbandonare a metà un romanzo perché l’avevo immaginato nella mia testa fino alla fine. Che senso ha scrivere una storia che già conosci? A me non piace pianificare. Scelgo un titolo, un’immagine per una copertina ideale, un abbozzo di storia che mi stimoli a iniziare. Poi gestisco la scrittura volta per volta, rallento, accelero, credo difficoltà, cerco la soluzione. Se i personaggi reagiscono bene la storia decolla. Deve piacere a me, nonostante la stia scrivendo. Vi posso svelare la mia soglia psicologica? Superare pagina 100. Se la storia supera questa soglia, può arrivare ovunque, altrimenti si ferma e resta una storia a metà, senza più idee né futuro.

Walter e Simone come avete trovato da autori alle prese con la pubblicazione di un’opera il mondo dell’editoria?

Walter “Sul web ci sono molti siti che raccolgono elenchi di editori. Siccome quelli più importanti manco li leggono gli esordienti, ci si rivolge a editori onesti che non chiedono soldi per pubblicare i romanzi. Certo, un po’ di copie occorre acquistarle (ma non c’è obbligo), ma null’altro. Non si fanno soldi, non scriviamo per questo, ma per condividere passione e storie. Pubblicando qui a San Marino per me è stato facile essere raggiunto da lettori. È bello quando ti chiamano per una dedica, ti fanno un complimento per la storia che hai scritto. A me basta”.

Simone “Il mondo dell’editoria non è poi così diverso da quello del giornalismo, nel senso che c’è ormai tantissima concorrenza. Se da un lato questo può apparire come un ostacolo, dall’altro però è sicuramente sinonimo di ampia possibilità di scelta. E infatti un altro aspetto in comune con il giornalismo è proprio nella possibilità di trovare prodotti di qualità, a patto di saper scegliere consapevolmente tra una vastissima gamma. Da divoratore di libri, ancor prima che da scrittore, posso testimoniare che assai spesso la qualità si trova proprio in quelle case editrici senza nomi altisonanti e considerate magari un po’ più di nicchia o di settore”.   

Simone Nella parte finale del libro c’è una rielaborazione della Vita Sancti Marini, cosa ti colpisce maggiormente della leggenda, come attualizzeresti il suo significato più profondo? C’è un messaggio che noi sammarinesi dobbiamo cogliere?

“Tornando alla già citata Vita Sancti Marini, ho voluto chiudere il romanzo con la riebolazione di questo testo. Tutto comincia dall’incontro tra me e Felicissima e tutto termina con la vita e le opere del Santo: è come se avessi voluto in qualche modo ricondurre il lettore, dopo aver viaggiato nel mio racconto, alla riscoperta del mito dal quale ebbe origine l’Antica Terra della Libertà. In questo forse si può cogliere un senso più profondo, autentico e puro, che è tutto sommato l’invito che rivolgo spesso ai miei stessi amici sammarinesi: custodite e valorizzate più che potete questa terra meravigliosa, che amo definire “un prezioso gioiello di oltre 1700 anni”.    

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