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Fiabe per bambini…e il valore pedagogico?

Se c’è una cosa che amo particolarmente fare con mio figlio è leggere una fiaba. Adoro leggere, e farlo con i bimbi acquista un valore in più; un libro ti apre un mondo magico, il mondo della fantasia, del pensiero astratto che si va a scindere con il nostro vissuto e i nostri sentimenti.

Fiabe prima della nanna

Ogni sera prima della nanna, mio figlio sceglie il libro da leggere (che per periodi di due, tre mesi è sempre lo stesso), ci stendiamo nel letto vicini e ancora prima che apra la prima pagina lui comincia a fare domande (le stesse domande per due, tre mesi), sul perché in copertina ci sia quel determinato disegno, o perché quel determinato personaggio abbia fatto quella cosa, o ancora perché c’è scritto così e non cosà;

E così, una storiella che in media impiegherebbe dieci minuti di lettura, si trasforma in un romanzo di un’ora!!!

Ma a noi piace tantissimo, un libro ti permettere di navigare sullo stesso mare con barche differenti;  la trama è il filo conduttore che ti coinvolge, uguale per tutti;  ma ciò che la rende speciale e unica è il nostro modo di “sentirla” e farla nostra, ricamandoci sopra vissuti e sentimenti differenti per ognuno di noi.

Secondo Guido Petter  (psicologo dell’età evolutiva e psicopedagogista), le fiabe hanno un’importanza essenziale nello sviluppo del bambino. Secondo lui, raccontare fiabe ai bambini dovrebbe essere un elemento imprescindibile per tutti i genitori, i nonni, gli insegnanti e gli educatori in genere.

Quando si tratta di motivare adeguatamente i figli, molti genitori incontrano serie difficoltà e spesso, invece di spronarli, tendono, inconsapevolmente, a scoraggiarli. Indispensabile presupposto per una corretta motivazione è che le richieste che provengono dai genitori corrispondano alle concrete possibilità e capacità del bambino e vengano formulate in un linguaggio a lui comprensibile. E’ per questo che le favole si prestano in maniera eccellente a superare le barriere linguiste e mentali tra adulti e bambini. Le favole divengono un valido sussidio terapeutico.

Il racconto di una fiaba soddisfa il naturale desiderio che i bambini hanno di sentirsi narrare degli eventi, desiderio che si sviluppa verso i 2/3 anni e a 6 anni si evolve ulteriormente con la lettura autonoma. Secondo Jerome Bruner (psicologo statunitense che si è occupato di Psicologia cognitiva e di Psicologia dell’educazione), ascoltare le favole permette lo sviluppo di quello che lui definisce “pensiero narrativo”, che sarebbe la capacità cognitiva attraverso cui le persone strutturano la propria esistenza e le danno significato.

 I bambini molto spesso si identificano con i personaggi delle storie e accettano con entusiasmo le idee e le strategie risolutive che le favole propongono ai loro problemi. Esse inducono, infatti, i bambini a rielaborare in maniera giocosa la situazione problematica e a lavorare attivamente sul proprio comportamento.

Le vicende che sono narrate attraverso la favola hanno un profondo valore formativo e consentono la familiarizzazione con alcune componenti oscure del nostro mondo interiore. Esse si occupano di problemi umani, in particolar modo quelli che preoccupano la mente del bambino. La favola ha il potere di sottendere, tramite una sequenza di rappresentazioni simboliche, un significato esistenziale non altrimenti accessibile al bambino.

Ascoltando una fiaba, i bambini iniziano ad attivare due modalità caratterizzanti l’attività mentale degli esseri umani: la realtà e la fantasia.
All’interno di una fiaba, attraverso l’ascolto di elementi sia reali (caratterizzati da elementi logici, esatte sequenze temporali, rapporti di causa/effetto, etc.) che irreali (in cui vengono presentati elementi che trasgrediscono la logica e la realtà), il bambino attiva contemporaneamente le due funzioni (pensiero razionale e pensiero fantastico), e questo è essenziale per lo sviluppo e per il corretto funzionamento della sua attività mentale.

Le fiabe contribuiscono allo sviluppo psicologico del bambino

Le fiabe contribuiscono allo sviluppo psicologico dei bambini in diverse aree: linguaggio, emotività/affettività, socialità/moralità.
Il bambino infatti, soprattutto se la fiaba viene letta, apprende nuovi vocaboli e anche molti altri elementi linguistici: formule (“c’era una volta…”), proposizioni secondarie, tempi verbali e modalità narrative.
In merito allo sviluppo emotivo/affettivo, il potere delle fiaba è davvero notevole. Innanzi tutto perché il bambino si affeziona ai personaggi, si immedesima in loro e vive in prima persona le loro emozioni.
Molti genitori si interrogano sull’opportunità di raccontare storie che possano in qualche misura traumatizzare i bambini (ad es. Biancaneve). In realtà il beneficio della fiaba sta proprio nel fatto che permette al bambino di vivere emozioni forti in modo protetto, senza esserne il diretto protagonista, e godendo della vicinanza di un genitore. In questo modo sarà per lui più facile affrontare alcune paure nella vita reale, anche quella della morte.

A questo proposito però è bene ricordare che le fiabe andrebbero lette (e non viste in TV), e il genitore dovrebbe leggerle senza mettere troppa enfasi nei momenti più drammatici, lasciando che il bambino elabori liberamente le situazioni raccontate.

A livello sociale e morale, la fiaba permette al bambino di conoscere modalità relazionali positive (collaborazione, solidarietà), oppure negative (gelosia, inganno, frode), e inizia ad appurarne le conseguenze. Viene anche in contatto con personaggi dagli spiccati caratteri positivi o negativi.
Tutto questo permette di iniziare un dialogo rispetto a come è giusto essere e a come è giusto comportarsi.

Affinché la favola possa svolgere la sua funzione deve coinvolgere contemporaneamente tutti gli aspetti della personalità del bambino e questo senza mai sminuire la gravità delle difficoltà che lo affliggono, ma, anzi, prenderne pienamente atto e, allo stesso tempo, promuovere la fiducia in se stesso e nel suo futuro.

L’esito positivo della storia e la soluzione del problema iniziale da parte del protagonista infondono fiducia nella vita e nel futuro, e insegnano anche quanto sia importante impegnarsi per ottenere ciò che si desidera.

Io penso, che l’aspetto pedagogico di maggior rilievo nella lettura di una fiaba, si ritrovi nel  coinvolgimento  che questa attività comporta tra genitori e figli; un’attività in grado di far tornare bambini i primi e di far crescere nelle menti e nelle anime i secondi.

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