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Il numero 5- anima libera

A U T O R I T R A T T O :

“I L  N U M E R O  5  –  A N I M A  L I B E R A”

Il desiderio di libertà è parte di me fin dall’infanzia.
I miei primi ricordi risalgono all’età di 3 anni, ero in un orfanatrofio dopo la morte di mio padre, avvenuta l’anno prima. La sera nella grande camerata delle bambine, aspettavo che tutti si addormentassero per scappare dal letto. Il mio, era il più vicino a quello della madre superiora, che mi incuteva timore per la sua severità.
– Ho letto di recente che la severità e l’ambizione non fanno parte della bontà –
Quella presenza, invece di darmi sicurezza, mi faceva sentire oppressa. Appena sentivo il suo respiro più forte, scendevo piano dal letto e, strisciando sotto tutti gli altri letti, per non farmi vedere, raggiungevo la porta che dava sul lungo corridoio. Di fronte c’era la mia destinazione: il dormitorio dei bambini. Anche lì dovevo fare piano e, passare sotto i letti per raggiungere quello del mio fratellino Marietto di 5 anni: sapevo che faceva parte di me, lo avevo sempre visto. Lui era il mio punto di riferimento, nella realtà sconsolata dell’istituto. Solo io potevo andare da lui, che per fortuna non aveva la superiora nel letto accanto. Mi piaceva fargli la sorpresa e dargli la buonanotte. Mi è sempre piaciuto fare le sorprese, è un dono vedere felice un’altra persona.
Stavamo un pò vicini, non si poteva parlare, era tutto buio e in silenzio. Poi tornavo veloce nel mio letto, non hanno mai scoperto le mie fughe notturne. L’unico momento in cui mi sentivo un pò libera in collegio, era quando andavo giù per lo scivolo del cortile attaccata alle spalle del fratellino, da sola avevo paura. Lui più grande e coraggioso mi faceva fare tutti i giri che volevo. Grazie Augusto. Marietto era il diminutivo del suo secondo nome, Mario, il nome del papà.

In quell’istituto iniziò la memoria della mia vita. Un giorno scoprì che, oltre ai fratelli, esistono anche le mamme, grazie a una bambina che mi offrì un biscotto.

Le chiesi “Chi te l’ha dato?” Lei rispose “La Mamma!”

Io: “E chi è?”

Lei: “La mamma è la mamma, tutti abbiamo la mamma”.

Io: ”E’ anche la mia?”

Lei: “No, la mia mamma è mia e Tu hai la tua!”

Io: “Ho la mamma? E Chi è? Dov’è?”

Iniziai a pensare che le mamme sono buone perchè danno i dolcetti. Infatti, la mia arrivò una bella sera di maggio, era il 21, data per me speciale, e per prima cosa mi mise in mano dei dolci. Pensai “deve essere la mia mamma!

Ricordo quella sera, come la prima felicità provata nella vita. Fu un colpo di fulmine, il grande amore per mia madre che mi accompagna sempre.

Era ancora chiaro: una di quelle bellissime lunghe giornate di maggio. Una signora bionda, incantevole e sorridente, mi sembrava una fata, era seduta sulla panchina bianca, di pietra, del cortile: aspettava me e il fratellino. Aveva portato due borsette piene di caramelle: rossa per me e verde per Marietto.
Lui si ricordava della mamma, io no. Erano passati 8 mesi da quando lei aveva dovuto lasciarci lì. La perdita prematura e improvvisa di nostro padre – un ingegnere-inventore di brevetti di forni per il pane e pasticceria –  aveva fatto passare la famiglia dalle stelle alle stalle. Anche l’altro fratellino, di 8 anni, era in collegio, ma per bambini più grandi in età scolare. Che prove terribili passano le vedove e le vere madri che non possono stare vicino ai figli. Mia madre quell’inverno si disperava pensando: “L’anno scorso eravamo in 5 e adesso mi ritrovo sola!”.  Quella svolta dolorosa diede inizio ad un nuovo ciclo della sua vita.

In quei tristi e faticosi mesi, la mamma aveva cercato casa e, lavoro per avere i mezzi economici e venirci a prendere, cosa che non avrebbe potuto fare con tre bambini da accudire. Ma la mamma fece miracoli, lavorò come sarta per un’azienda e quella sera del 21 maggio era lì.

Ci disse la frase più bella che si possa dire ai bambini chiusi nei collegi: almeno per me fu così.

“Sono la vostra mamma e sono venuta a prendervi.” Io le chiesi “Per sempre, non torniamo più qui?” Lei rispose “Si per sempre, staremo insieme”.

Mi scoppiò una tale gioia dentro, quella della libertà!
Ma allo stesso tempo ero dispiaciuta per tutti i bambini che lasciavo lì, sapevo che non li avrei più rivisti.

Andai con la mamma a prendere le mie cose nel dormitorio. Le bambine stavano per coricarsi. Iniziai a correre letto per letto per salutarle, non volevo dimenticarne nessuna. Avrei voluto liberarle tutte da quel luogo e da quella sensazione di non contare niente: dallo stato di abbandono che sente l’anima quando non si riceve attenzione e affetto. Avrei voluto una mamma amorevole per tutti i bambini che lasciavo lì.

Per quali motivi non volevo stare in collegio? Ve ne dico solo un paio: non potevo stare male e vomitare perchè mi davano schiaffi; quando mi facevano la doccia ricordo lo shampoo bruciante negli occhi, che a 3 anni non sapevo togliermi. In mano agli altri, se non hanno il dono dell’empatia, non è mai un bel vivere.

Per fortuna grazie a mia madre, che era una vera mamma, non sono cresciuta in quel luogo. Ho avuto il suo amore, una famiglia con i fratelli, una casa, l’istruzione.
Il mio desiderio di libertà, però, continuava a far parte di me.
L’anno dopo a Verona, all’asilo, facevano fare ai bambini il riposino pomeridiano, che è una bella abitudine… per chi è stanco. Io però non avevo voglia di dormire e mi annoiavo, desideravo muovermi. Una delle frasi di mia madre era: “tenerla ferma questa bambina…” Come a dire che non era possibile.

Poi, da adulta, ho scoperto grazie allo studio della Numerologia – il significato filosofico dei Numeri di Nascita – che le persone che nascono con l’influenza del numero 3, nella data di nascita o nel nome e cognome, sono gli artisti-comunicatori infaticabili e sempre in movimento, come un pendolo che oscilla. Il 3 è la prima vibrazione numerologica maschile, dinamica e indipendente. Sono nata il giorno 30, qui il 3 è addirittura decuplicato. Quindi fin da bambina seguivo la mia natura … numerologica.
Il giorno di nascita è la prima energia che parla della persona, è il suo biglietto da visita, come si presenta al mondo e come gli altri la vedono. Il numero del giorno insieme al numero del mese di nascita – sono nata a maggio nel mese 5 – indica il ciclo del tempo personale che è entrato nel grande ciclo del tempo universale identificato dall’anno di nascita. Sia il 3 che il 5 come numeri dispari-maschili sono attivi e veloci. Mentre i numeri pari sono femminili ricettivi e lenti.

Anche Rita, il mio primo nome, facendo la conversione lettera-numero è un 21= 3.
Dividendo l’alfabeto latino in 9 numeri, potete trovare il vostro numero del nome. Ad ogni lettera corrisponde numero, fate la somma fino ad ottenere un numero da 1 a 9. Il numero risultante indica l’essenza spirituale del nome. Si somma a numero unico poichè dai primi 9 numeri nascono tutti i successivi.
Il 10 infatti 1+0 = 1 ritorna all’unità ma dopo aver fatto il percorso della conoscenza da 1 a 9.

Conversione lettera-numero

A J S= 1  BKT= 2  CLU= 3  DMV= 4  ENW= 5  FOX= 6  GPY= 7  HQZ= 8  I R= 9

Es:        R I T A
9 9 2 1  = 21 e 2 + 1 = 3

Ogni numero è considerato un’energia o vibrazione spirituale, al quale  corrispondono tempi (il concetto pitagorico numero-tempo), caratteristiche e compiti. Come il numero è ordinatore nell’universo, allo stesso modo dona ordine alla personalità e ai tempi-età delle svolte di vita individuali. La persona vive cicli novennali all’interno dei tre grandi periodi dell’esistenza: formativo, produttivo e della maturità. Le svolte dei cicli novennali sono differenti a seconda della propria data di nascita. Questo tesoro di conoscenza è celato nei Vostri Numeri di Nascita ed è da svelare per vivere la vostra vera natura e la missione per cui siete nati all’interno del coro divino universale.

Dato che il numero è alla base del tempo, tutti noi abbiamo per nascita delle date, anni, età favorevoli personali. Chi nasce il giorno 3 o ha il nome 3 è favorito in una data 3. Le date 3 durante il mese sono quelle che danno questa somma-essenza spirituale: 3 – 12 – 21 – 30. Quindi quel 21 maggio dei miei 3 anni, data di ricongiungimento con la mamma e liberazione dall’orfanatrofio, era per me una data favorevole.

Torniamo a quei pomeriggi all’asilo e al desiderio di libertà. Con lo stesso metodo del collegio, dell’anno precedente, strisciavo per terra e raggiungevo la porta. Avevo scoperto che al piano di sotto, c’era una sala con un grande schermo che proiettava i cartoni animati per i bambini più grandi. Quello si che era divertente! I 3 amano il divertimento: sono gli artisti, i comunicatori, i creativi, sono portati all’amicizia e alla comunità. Mi divertivo anche durante il percorso per raggiungere il piano di sotto.
C’era una lunga scalinata da fare: mi sedevo sul primo gradino e fino all’ultimo, in fondo, li scendevo con un saltino.

Fin da bambina non amavo le cose obbligate, le situazioni limitanti. Ricordo come mi sentivo a disagio quando, ospite a casa della cugina, per mancanza di letti, dovevo dormire nel mezzo fra lei e la mamma. Non potevo muovermi come avrei voluto, per non disturbare, ma soprattutto non avevo la via libera alla discesa dal letto. Mi sentivo soffocare.

Desidero sempre avere la via d’uscita, che non è semplicemente un desiderio ma è il bisogno che la mia natura ha per stare bene: sentirsi libera.

A 15 anni mi ripromisi che non mi sarei mai sposata. Nonostante le proposte di matrimonio, lungo il percorso, ho mantenuto fede al mio proposito. Quando parenti, amici, una volta anche un prete, mi chiedevano il perchè non mi sposassi, rispondevo in modo vago, però mi mettevano a disagio. E poi in amore ci vuole fortuna, perchè non tutti hanno la possibilità, per vari motivi, di vivere o continuare la relazione di coppia. Dato che il numero è alla base del tempo e il 5 ha tempi veloci, spesso sono veloci anche le sue conoscenze e le situazioni di vita. Io sono un “5” come somma-essenza spirituale nei miei nomi e cognomi.

Il problema delle relazioni interpersonali è che ognuno giudica gli altri secondo la propria natura, che purtroppo spesso non conosce veramente. La cosa, poi, si complica ulteriormente quando si vuole addirittura che l’altro (familiare, figlio, partner ecc) –  cambi il suo modo di essere.

Se non conosciamo bene neanche noi stessi, che per Pitagora era la cosa più difficile, come possiamo giudicare gli altri? Dovremmo, invece, prima conoscere meglio noi  per migliorarci e poi, cercare di conoscere gli altri per comprenderli.
La Numerologia ci aiuta a fare chiarezza.

Se una persona è collegata come nome e cognome-identità ad un numero dispari è uno spirito più indipendente; se è collegato a un numero pari tende verso la coppia.

Per capire meglio vediamo i modelli base, i compiti, i generi e i piani ai quali i numeri sono collegati.

1 Il Capo-il Padre: idea, creazione, individualista, genere maschile, piano mentale.
2 Il Diplomatico-la Madre che trasmette vita, cura e conoscenza, collaborazione, sentimentale, piano emotivo; genere femminile.
3 L’Artista-il Figlio – espressione, movimento, gioco, indipendenza, genere maschile, piano emotivo.
4 Il Costruttore-la Famiglia – lavoro manuale impegno e sacrificio; genere femminile, piano fisico-mentale;
5 Il Viaggiatore-la Libertà – cambiamento, ricerca, evoluzione, sensualità; genere maschile, piano fisico-emotivo;
6 Il Professore-la Madre Cosmica – fa progredire gli affetti e il sociale – amore di coppia, per i figli propri e/o degli altri, empatia, benevolenza; genere femminile, piano emotivo;
7 Il Filosofo-Solitario – studio – scoperta – disciplina – perfezionismo – silenzio; genere maschile; piano spirituale-intuitivo.
8 Il Bancario-Trono – potere – produzione – denaro – efficienza – grandi ambizioni; genere femminile; piano mentale.
9 Il Missionario-l’Amore Universale – consolazione – liberazione – conclusione – compimento di una missione disinteressata all’umanità; genere maschile; piano spirituale-intuitivo.
Il 9 ha le potenzialità dei precedenti numeri e quindi ha piena espressione su tutti i piani, qualità che lo rendono favorito in pubblico dal quale riceve amore  spontaneamente. Nel privato invece può avere relazioni che durano poco o con inizi ostacolati perchè i tempi del 9 sono conclusivi.

Le persone che desiderano stare in coppia, avere figli, fare famiglia, possono pensare che anche gli altri vogliono le stesse cose. Le persone più indipendenti, invece, possono pensare che gli altri starebbero meglio liberi.

In realtà ogni persona ha una natura con tendenze e bisogni differenti per essere felice, nonchè tempi di realizzazione e compiti di vita personali.

C’è chi è felice in una famiglia numerosa – “i 6”; chi nel lavoro “1 e 4”; chi viaggiando “3-5 e 9”; chi facendo scoperte oppure vivendo la spiritualità “7 e 9”; chi vincendo le sfide “1 e 8”; chi prendendosi cura degli altri “2-6 e 9” e chi facendo divertire il prossimo “i 3”. C’è chi sta bene nella routine e non ama cambiare “i 4” e chi desidera le novità “1 e 5”.

Facciamo alcuni esempi di giudizi secondo la propria natura numerologica.

Abbiamo visto nei modelli numerologici che la persona 1 è individualista e la persona 7 è solitaria: le persone 2 e 6 che sono portate alla coppia e al sociale potrebbero giudicare 1 e 7 distaccati ed egoisti.
Allo stesso modo le persone 1 o 7 potrebbero giudicare le persone 2 e 6  invadenti con le loro attenzioni e, troppo dipendenti dagli altri. Inoltre il 7, ha bisogno d’isolamento per essere al massimo delle sue potenzialità e dare risposta ai problemi difficili della vita e del lavoro. Il 7 ha il compito di scoprire e approfondire: come numero del piano spirituale ha a che fare con l’anima delle persone, della natura, delle cose. Il 6 sta bene nelle grandi famiglie e comunità, il suo compito è quello di far progredire gli affetti e il prossimo.

Una persona 1 potrebbe essere giudicata male perchè si sposa molte volte, l’1 è il numero che semina nuovi inizi, oppure perché non fa mai coppia. Secondo la sua natura numerologica individualista “1” si realizza meglio nell’attività lavorativa con le sue idee e invenzioni. Se la persona 1 lo sapesse, conoscendo i suoi numeri di nascita, si darebbe pace trovando un equilibrio e, se lo sapessero gli altri non la giudicherebbero, perchè “1” sta solo seguendo la sua natura.

Una persona 3 può essere giudicata superficiale e chiacchierona, soprattutto da un 7 che ama silenzio e disciplina e da un 4 che vive per lavorare. Mentre il 3 lavora divertendosi, ha il dono della sintesi e preferisce fare esperienza diretta piuttosto che l’impegno sui libri o nel duro lavoro. Il 3 potrebbe ritenere il 7 troppo severo o il 4 troppo serioso e lento.

Il 3 è il numero dell’espressione-artistica-verbale, dei giovani e della spensieratezza, dell’amicizia e della comunità. Il 3 è il numero dell’immagine, dei colori, della moda e dei modelli/e.
La persona 3 ha il compito di donare speranza e gioia al prossimo, grazie al suo ottimismo sdrammatizza le situazioni.

 

Il 4 che è il numero del lavoro materiale, manuale, può giudicare pigro il 7 che è invece il numero dei pensatori e del lavoro mentale. A sua volta il 7 potrebbe ritenere  il 4 poco spirituale o troppo dipendente dal lavoro.

Oppure il n. 8 che è il numero della produzione e del denaro, può essere giudicato venale e materialista da un 2 o un 9 più disinteressati.

Questi sono solo alcuni esempi, si potrebbe andare avanti a lungo.

Nessuno è sbagliato, dobbiamo solo cercare di capire chi siamo e qual’è il nostro dono. Se facciamo il compito per cui siamo nati siamo in armonia con noi stessi e di beneficio al prossimo.

Quando, più tardi, ho scoperto il significato dei miei Numeri di nascita e quindi chi sono veramente e il mio compito di vita, presi consapevolezza di me e fui felice. Io sono come nome un 3, ma come identità completa sono un 5: considerando anche il secondo nome Maria e il cognome Faccia. Il 5 è il numero della libertà e dei viaggiatori. Quindi non c’è nulla di inadeguato in me: semplicemente ho seguito la mia natura, il mio spirito libero.

Il 5 è il numero centrale da 1 a 9, è l’unico che ha contatto con tutti e che mette gli altri in collegamento, ma è anche l’unico che non ha la via esterna (vedi schema sottostante) ed è per questo che ricerca libertà e il suo motto è “non recingetemi”.

            3              6              9
            2              5              8
            1              4              7

 

 

Il 5 o pentagramma stellato, era il numero simbolo dei pitagorici e questo spiega il colpo di fulmine che ho avuto quando ho scoperto la Numerologia.

Il compito delle persone 5, il numero dei 5 sensi, è quello di sperimentare vie nuove e insolite per mostrarle agli altri. Cosa che faccio diffondendo il messaggio e il beneficio dei numeri di nascita collegati alla personalità umana.

Grazie a questa conoscenza sono consapevole delle mie potenzialità e, dei punti deboli che ho cercato, così, di evitare. Il 5, per esempio, tende all’incostanza perchè si entusiasma e vuole provare troppe cose. Sapendo questo, ho corretto la mia tendenza dispersiva e mi concentro sulle mie attitudini prioritarie.

Il 5 è il numero della danza, delle lingue straniere, del contatto col pubblico. Il 3 è il numero delle modelle. Nella mia vita ho fatto proprio queste attività. Quando ho scoperto il significato dei numeri, secondo la Numerologia, ho capito che dietro c’era una grande verità ed è iniziato uno studio senza fine dei numeri di nascita personali e del prossimo.
Il 5 è il numero che identifica il mio desiderio di libertà e conoscenza. Il 3 del giorno 30 di nascita indica il mio amore per l’arte, per il dialogo, per il movimento e la bellezza. Lo “0” rappresenta la spiritualità, l’invisibile: ciò che deve ancora iniziare, prima dell’1 o quello che è già compiuto, che ha fatto il ciclo completo come la forma dello “0”. L’invisibile è l’energia più potente perchè muove e dona vita al visibile. Il vento è invisibile eppure può rinfrescare piacevolmente o distruggere tutto. Il  principio vitale è invisibile: l’aria del respiro. Amo l’invisibile collegamento fra Noi e i Numeri.
L’essere umano passa la vita dedicandosi a scoprire le materie più varie, ma spesso dimentica la più importante e benefica: conoscere se stesso.
Molte persone soffrono nella vita, perchè non sanno che esistono dei rimedi ai loro mali. Perchè sentiamo e ci comportiamo in un certo modo e perchè ci accadono certe esperienze? Le risposte sono nel codice di nascita. I numeri del nome e cognome e della data di nascita sono le nostre vibrazioni-energie spirituali e noi, non siamo solo corpi ma spiriti in un corpo, che un giorno lasceremo.
Il nostro spirito viene sulla terra per evolversi attraverso le prove della vita. Non possiamo evitare di nascere e neanche di mutare lungo il percorso, ma possiamo evitare di soffrire grazie all’intelletto illuminato, cioè privo di pregiudizi e, alla conoscenza di cosa attiriamo in positivo e in negativo.

Esempio: il 4, il numero del lavoro e della casa e l’8, il numero del denaro, sono in positivo le energie che favoriscono i beni materiali. Ma, in negativo, sia il 4 che il n. 8 devono stare attenti alle situazioni di chiusura-prigionia-disonore pubblico. Il 4 deve essere prudente in auto e con i macchinari (perchè il 4 è un’energia di costruzione o distruzione); l’8 deve evitare le cause e i processi con la giustizia.
Esempi di personaggi famosi: con nomi e cognome-identità 4 – Giacomo Casanova, Cagliostro;
con nomi e cognome-identità 8: Oscar Wilde, Michael Jackson, Marco Pantani.
Questi personaggi hanno avuto tutti, seppur innocenti, problemi con la giustizia.

I numeri di nascita non scelgono per noi, che siamo padroni del libero arbitrio, ma ci avvertono. I numeri illuminano, perchè sapere è il presupposto fondamentale per poter fare qualcosa, porre rimedio e, migliorare la propria vita.

La Numerologia è la chiave per accedere alle risposte del nostro vero io e ai tempi-date-età della vita per realizzare il successo personale: la missione per cui siamo nati.

Per me la Numerologia è la Danza della Mente e la Musica è la Danza del Corpo: così esprimo me stessa.

Rita Faccia

 

 

 

 

 

 

 

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