mercoledì , giugno 3 2020
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Coronavirus non ti regaliamo la nostra umanità

E’ durato più di due mesi il lockdown causato dal Covid-19, un periodo lunghissimo eppure breve, scandito da nuove esigenze, nuovi riti, non solo amarezza e preoccupazione anche nuovi progetti e sogni.

Come sto? Come stiamo?

Me lo chiedo spesso in questi giorni in cui le misure restrittive dei mesi scorsi si stanno allentando, la verità è che non lo so, a rappresentare benissimo il mio stato in questo momento l’espressione un po’ smarrita di mio figlio che qualche giorno fa mi guardava dal giardino, ero davanti a lui a pochi metri di distanza, stavo parlando con i miei vicini, stavo per salire in macchina la dovevo spostare di pochi metri per permettere il taglio della siepe al mio dirimpettaio, mi guardava smarrito, negli ultimi mesi non ci siamo mai lasciati, mai scomparsa dal suo campo visivo, gli ho fatto un cenno e l’ho rassicurato…ma a tante domande non so rispondere purtroppo: quando tornerà a scuola? Quando andremo in giro senza mascherina? Quando tornerò a fare le guide in città? Come tornerò a farle, con che modalità?Quando stringerò a me le persone, gli amici più cari quando li incontro?

Da lunedì sono tornata a quelli che ho sempre definito “piccoli piaceri” : il parrucchiere, il cappuccino al bar, un salto in gelateria …

Non l’ho fatto per tornare in una normalità che al momento è un miraggio, neanche perché non ne potessi più vedermi con la ricrescita, non solo almeno…sono cambiate tanto le priorità…o non abbia possibilità di farmi un caffè o mangiare un gelato a casa…c’è di più…c’è un legame umano, il covid-19 ci ha tolto tanto ma la nostra umanità non la deve proprio toccare…c’è una parrucchiera meravigliosa che con gli anni è diventata anche un’amica, sorridente e piena di volontà che mi ha pettinata e truccata il giorno del  mio matrimonio, c’è un barista che negli ultimi anni ha regalato un sorriso e un buongiorno ad ogni inizio della mia giornata, ci sono due ragazzi che con coraggio hanno aperto una gelateria speciale e piena di buoni valori e ottimi gelati, coinvolgendo i produttori del territorio e io non li voglio abbandonare….ci sono persone che non si stanno arrendendo, di cui vedo benissimo il sorriso anche dietro la mascherina, lo vedo nella luce del loro sguardo…nella tenacia con cui cercano di ripartire, poi certo c’è anche tanta voglia di tornare a fare cose normali.

La cosa che mi manca di più?

Gli abbracci alle amiche….ho bisogno di appoggiare la testa sul loro petto, sentire il ritmo del loro cuore per sapere che tutto andrà bene…le vedo però, e già questo è meraviglioso!

Una cosa mi consola ed è un vero balsamo per il cuore…molti affetti si sono rafforzati in questo periodo in cui davvero l’aiuto reciproco il sostegno è fondamentale, è necessario e prezioso come aria.

Di questi mesi complessi mi voglio tenere comunque alcune cose:

i gesti gentili fatti e ricevuti che mi hanno fatto pensare “col cavolo che regaliamo al virus la nostra umanità”;

-la lunga lettera di un amico;

-la favola pubblicata e il video al circo “per invitare a restare nelle cose belle”;

-le telefonate piene di “Stai bene?”;

-il tempo per la mia famiglia;

-una nuova nascita nella mia famiglia;

Chiara Macina

 

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