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Concorso autoritratto: intervista al suo promotore Carlo Biagioli

Nei mesi scorsi la Carlo Biagioli srl ha lanciato un concorso sul tema “Autoritratto” , 79 le opere in gara, vincitrice Lucia Peruch dei Mutoid e la sua “Dancer”

Perchè la scelta del tema dell’iniziativa si è orientata proprio sull’autoritratto? Perché una società di consulenza si fa promotrice di un concorso d’arte?

Penso che il tema dell’autoritratto sia tornato di gran moda negli ultimi anni, siamo il popolo del selfie, delle pubblicazioni quotidiane sui social network, tendiamo sempre di più ad esporci pubblicamente. L’idea dell’artista nell’approcciarsi al ritratto di sé è meno istantanea ed è frutto di una riflessione, di uno studio, di un pensiero. Ho pensato quindi ad un concorso che potesse focalizzare l’attenzione del pubblico sull’opera d’arte come punto di partenza per un viaggio verso sé stessi: chi siamo? Cosa ci identifica? Che immagine abbiamo di noi stessi?

Che cos’è un autoritratto?

Mi piace pensare che l’autoritratto racchiuda l’essenzialità del gesto che presiede alla sua formazione rintracciando il bisogno dell’uomo di lasciare un’immagine di sé, del proprio corpo e soprattutto del proprio volto, nel tentativo ideale di sopravvivere a sé stessi e lasciare un segno nel mondo.

E’ stato difficile scegliere quello usato sulla cartolina di lancio al concorso?

Devo confessare che scegliere una foto di sé per descrivere un concorso sull’autoritratto non è stato facile. Amo l’arte ma non mi considero un artista e fra gli scatti che mi ritraevano di tre quarti o di fronte ho preferito sceglierne uno con le spalle all’obiettivo per invitare il lettore a seguirmi nel concorso. Questo per dire che ho preferito individuare la funzione del messaggio che doveva trasmettere la foto e ritengo che questo pensiero sia alla base di qualunque autoritratto che non si limita a fotografare un tratto esterno ma rivela anche l’anima dell’artista e la sua voce.

Diversi i linguaggi espressivi usati dai partecipanti: dalla scultura alla fotografia passando per il racconto. C’è un filo rosso che accomuna le varie opere a tuo modo di vedere?

Questa è una domanda da critico d’arte e ho difficoltà a rispondere. Credo che le opere complessivamente considerate compongano la fotografia dell’oggi e dell’umanità che ci circonda. Traspaiono emozioni, stati d’animo, preoccupazioni nelle più variegate forme. Mi ha stupito la grande partecipazione al concorso a dimostrazione che l’autoritratto  e l’affermazione del sé è un argomento di grande attualità e interesse.

E’ importante in questo momento dare stimoli e riflessioni culturali al territorio? Perché?

Le riflessioni nella vita sono continue e necessarie. L’arte ci offre punti di vista diversi rispetto al nostro e ci mette in discussione, aprendoci al mondo.

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