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Autoritratto in rima

AUTORITRATTO IN RIMA

 

Il mio autoritratto è un po’ strano

Non mi farò prender la mano,

ma il desiderio di parlare di me è più forte della paura che c’è.

Paura di far brutta figura, tra opere d’arte, foto e pittura.

Mi presento, ho gli occhi verdi, a volte si illuminano, come dei dardi.

Son sognatrice, ma coi piedi per terra,

a volte sigillo il cuore, come in una serra.

Son nata a settembre, cinquant’anni orsono.

Lo zodiaco dice che son vergine: mi do un po’ di tono.

Tante caratteristiche non mi appartengono, ma ho un carattere

dolce, gentile, insomma buono.

L’organizzazione forse mi appartiene di più

anche se spesso il disordine arriva fino a Cefalù.

Piena di lati opposti e contraddizioni. Chi non ne ha?

Adoro fare dei doni.

Donare un pensiero, uno scritto, un oggetto

per capire che se anche non è un mondo perfetto

siam qui, tutti insieme, è meglio volersi bene.

Sono anche una mamma, nel DNA

La vita mi ha dato due figli, grande opportunità.

L’opportunità di essere genitore, di seminare idee, emozioni, sentimenti

come si farebbe in giardino con preziose sementi.

Sperando che sempre risplenda luce e sole in abbondanza

e che il vento ed il freddo si alternino buoni, in una mite danza.

Lavoro, mi impegno a vivere la mia vita

prima che a un tratto sia tutta finita.

Per me vivere è amore, curiosità, con gli occhi di bimbo guardare

il verde dei campi, la roccia, il cielo, il mare.

Mi sento anche molto fortunata, in molti momenti, specie a inizio giornata.

Scrivo anche ogni tanto. Racconti lunghi, corti, allegri, tristi

non ho l’energia che vorrei per questa passione, non come i veri artisti.

Ma un po’ artista mi sento anch’io, in molte cose che faccio.

Quando cucino, quando sogno, quando dono / ricevo un abbraccio.

L’abbraccio, che grande invenzione! Dovrebbe passarlo la mutua, senza eccezione.

Sono stata frivola ma voglio anche dire

che c’è un pensiero orribile che mi fa soffrire.

Il pensiero di questo pianeta con le risorse scarse

e di noi umani, un po’ predatori, attori di farse.

Le farse di sviluppo, civiltà e progresso, rischiando di

buttare tutta la vita nel cesso.

Son stata seria ma ritorno a giocare

mi piace leggere, cantare e sognare.

Un’ultima cosa vo voglio dire, senza farvi oltre impazzire.

Ho scritto questa bella storiella, il mio none è Bucci Mariella.

Bucci Mariella

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