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Per crescere servono pugni o carezze?

Per crescere servono pugni o carezze?

Pugno: attacco fisico consistente nel colpire il bersaglio con la mano chiusa.

Carezza:Trattamento amorevole e affettuoso, tocco lieve dato con il palmo della mano.

Partendo alla considerazione che siamo in cammino e lo saremo sino all’ultimo dei nostri giorni su questa Terra, sono più efficaci i pugni o le carezza per crescere?

Credo che ciò che conti sia allargare un po’ le maglie della propria corazza, in modo che entrambi possano arrivare a noi e grazie all’autenticità dell’emozione che proviamo ci consentano di progredire nel nostro cammino.

Se penso ad un’armatura mi viene subito alla mente l’immagine di un valoroso condottiero ben protetto da una corazza di ferro.

Un’armatura altro non è che è un equipaggiamento protettivo utilizzato per difendere il corpo di un uomo durante uno scontro.

Tutti di tanto in tanto o per lunghi periodi indossiamo un’armatura, non di ferro ma altrettanto robusta, una corazza per difenderci da quelli che avvertiamo come attacchi esterni, una per proteggerci dalla paura di non essere accettati, una per gli attacchi verbali, una per tenere lontano l’imbarazzo, una per non sentire troppo il dolore, per non essere feriti dal rifiuto, dall’abbandono,  aggiungendo strati su strati ogni volta che soffriamo per una delusione o ci sentiamo frustrati.

Una corazza assolve a una funzione ben precisa: riparare chi la indossa attutire la violenza dei colpi, la sua valenza non è negativa, la indossavano anche i cavalieri, il problema è che impiegavano poi ore a toglierla, lo stesso capita a chi non la abbandona quasi mai, con il tempo tende ad aderire completamente a noi e spogliarsene diventa molto complicato.

Certo protegge dagli attacchi ma il prezzo che chiede come contropartita è altissimo: finisce con il calzare in maniera così stretta, da non mostrare più la vera essenza di chi la indossa, che finisce per sentirsi suo prigioniero e frustrato nel legittimo e umano coraggiosissimo proposito di mostrasi per quello che si è, per lo meno a chi merita la nostra preziosissima fiducia.

“Non ci sono dubbi, la tua corazza ti protegge dalle persone che vogliono distruggerti. Eppure, se non la togli mai, ti isolerà anche dall’unica persona che potrà mai amarti”.

Quando soffochiamo le nostre emozioni, quando alziamo dei paletti di fronte a tutto ciò che proviamo, permettiamo agli altri di conoscerci solo in modo superficiale e finiamo per trattare gli altri allo stesso modo, instaurando relazioni superflue.

Lasciare le maglie dell’armatura ben allentate. Questo dobbiamo imparare a fare, in modo che possano arrivarci pugni, che ci faranno crescere o feriranno, magari entrambe le ipotesi, ma permettendo di arrivare anche a carezze che ci nutriranno nel profondo, regalandoci quella dolcezza, da dare e ricevere, di cui ciascuno di noi ha bisogno.

Chiara Macina

 

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