domenica , luglio 12 2020
Home / In Evidenza / Marino Venturini: storia di un’amicizia

Marino Venturini: storia di un’amicizia

I Capitani reggenti Marino Venturini e Pippo Maiani incontrano il Pontefice

MARINO VENTURINI – STORIA DI UN’AMICIZIA

Per uno strano scherzo del destino, non ho neanche una foto che mi ritrae con il mio amico Marino, eppure avevamo passato molti giorni a chiaccherare o semplicemente a leggere i giornali al bar Tabarrini. In realtà avevamo condiviso assieme molti altri momenti di vita. Spesso ci capitava di andare assieme alla presentazione di qualche libro oppure a qualche conferenza. In particolare ricordo di quando andammo alla sede SUMS di Città alla presentazione del libro di Antonio Caprarica dal titolo “Ci vorrebbe una Thatcher”  e poi a quello del giornalista Alberto Mazzuca sempre alla Sums e poi ancora al convegno sui patti di Fossombrone a Villa Manzoni a Dogana. Essendo entrambi socialisti poi ci ritrovammo assieme ad incontrare alcuni esponenti socialisti italiani che avevano ricoperto ruoli importanti nella Politica Italiana di qualche anno fa.

In particolare incontrare Claudio Martelli al Centro Congressi Palace di Serravalle è stato per noi due, oltre che una grande gioia, anche motivo di prolungati dibattiti sul socialismo del passato e del presente. Stessa cosa quando incontrammo Valdo Spini in occasione della presentazione di un suo libro al Ridotto del Teatro Titano a San Marino Città. Purtroppo o per fortuna, i luoghi dove più frequentemente ci incontravamo era in Chiesa. Personalmente non frequento molto le Chiese e la Fede che ho rimane qualcosa mia personale ma invece Marino lui aveva una Fede incrollabile.

Sembrava quasi un Democristiano a dir la verità ma è evidente che anche tra i socialisti ci sono uomini di una profonda Fede religiosa. Recitava spesso il rosario e come stavo scrivendo sopra ci incontravamo sempre ad ogni funzione di rosario o funerale o anche a volte Messa di Pasqua o matrimonio a cui io partecipassi. Praticamente Marino c’ era sempre e siccome come me aveva l’abitudine di arrivare in anticipo poi ci trovavamo assieme e ci sedevamo vicini a conversare a bassa voce prima che la funzione iniziasse.

Marino conosceva tutta San Marino. Di chiunque sapeva dirti qualcosa. Aveva conosciuto bene la famiglia di mia mamma che viveva a Cailungo e Marino viveva poco sopra vicino San Rocco. Mi ha raccontato anche qualche episodio legato alla famiglia di mia mamma e mi ricordava di come mia mamma Antonia fosse una grande lavoratrice e sapesse guidare anche la vespa in giovane età. Al funerale del fratello di mia mamma, che si chiamava Marino Canarezza, ovviamente Marino era li ed era arrivato anche quel giorno in anticipo.

Salutò mio zio Agostino fratello di mia mamma e poi si sedette vicino a me come facevamo sempre. Al funerale poi del cugino di mio babbo Marino Volpinari (storico dipendente dell’AASS dove ho scoperto lavorando poi anch’io in AASS quanto benvoluto fosse dai colleghi di lavoro) ci ritrovammo al funerale alla Chiesa di Murata e anche li Marino mi disse, “devi sapere Luca che mia moglie Tonina ha lavorato con la moglie di Marino e quindi ci conoscevamo molto bene”.

Marino mi aiutò anche con il lavoro in effetti. Per tre/quattro anni qualche anno addietro mi occupai come libero professionista di formazione e impartivo anche tante lezioni private. Mi trovò lui una persona che aveva necessità di un supporto didattico ed in quel momento per me era molto importante poter dare continuità a quel lavoro che amavo così tanto. Di base io sarei Avvocato come da esame superato ben 13 anni fa e prima ancora avevo superato anche l’esame da Promotore Finanziario ma nel mio cuore mi sono sempre sentito un Insegnante e gli raccontavo di come avrei voluto barattare tutto pur di avere un incarico da insegnante nella scuola pubblica, la mia era una missione.

Avevo preso poi l’abilitazione anche per insegnare infatti. Marino sapeva benissimo che non mi interessava lavorare come avvocato ma che le mie migliori energie le avrei spese nel campo della formazione didattica. Mi diede una grossa mano in quell’occasione. Quando poi l’anno scorso il 5 (o forse era il 4 scusatemi ma non ricordo bene) di giugno Marino è salito al cielo facendoci quello che il nostro amico Francesco ha definito metaforicamente “un gran brutto scherzo”,  ricordo bene che appresi la notizia che stavo lavorando in AASS.

Mia sorella mi comunicò che aveva letto che Marino Venturini era morto all’ospedale di Stato. Ho pregato fino all’ultimo che si trattasse di un’omonimia(e mi scuso pubblicamente con gli omonimi e con le loro famiglie) ma purtroppo così non era. Rimasi molto scosso ed è stato difficile finire la giornata di lavoro. C’era quel pomeriggio, il Consiglio di Amministrazione in AASS e appena incontrai Gerardo Giovagnoli che era al tempo consigliere di AASS ne parlammo subito. Gerardo conosceva molto bene Marino ed erano grandi amici. Marino tra l’altro aveva una stima enorme di Gerardo e spesso mi raccontava delle loro riunioni politiche. Gerardo era stato Segretario del PSD in cui militava anche Marino. Ne avrei fatto volentieri parte anch’io ma io non ho mai avuto la voglia di fare politica che aveva Marino e in più mi trovavo iscritto al tempo all’altro Partito Socialista.

Marino sapeva bene che io sarei tornato a fare politica solo se tutte le sigle o almeno le più importanti tra quelle presenti nel socialismo sammarinese si fossero riunite sotto un’unica bandiera. Intendo la politica in modo strano io e con Marino però convenivamo su un punto. Dal dopoguerra ad oggi sono esistiti due grossi blocchi politici. Quello Democristiano e quello Socialista/progressista. Forse non eravamo aggiornati sui tanti nuovi movimenti che erano nati negli ultimi anni ma sta di fatto che intendevamo la politica nello stesso modo. Cattolici da una parte e riformatori dall’altra. Spesso tra l’altro uniti in coalizione. La differenza forse la faceva l’onestà dei politici. Entrambi ritenevamo che se si dovevano lavare i panni sporchi questi si dovessero lavare in famiglia e non andare a cercare nuove formazioni politiche. Ovviamente una democrazia vera come quella Sammarinese era rappresentata anche da altre formazioni politiche. Io stesso in passato fino almeno ai miei 20 anni ero stato Comunista ma poi quando capìì che il comunismo era un’utopia irrealizzabile e che nel mondo dove si era realizzata purtroppo aveva sacrificato la libertà be poi virai sul socialismo proprio in un periodo, al tempo vivevo in Italia, in cui il Partito Socialista italiano era stato spazzato via dalla Storia di Mani Pulite. Ma il Socialismo Democratico io e Marino lo intendevamo alla maniera del Presidente Sandro Pertini. Era possibile ai giorni nostri un socialismo onesto? Marino Venturini era la dimostrazione vivente che si era possibile perché Lui era, cito Gerardo Giovagnoli, il Sandro Pertini Sammarinese. 

Quattro volte Capitano Reggente, ha portato lustro alla Nostra San Marino nel mondo. Lui  con Pippo Maiani erano i nostri Capi di Stato quando Giovanni Paolo II venne in visita a San Marino nell’ottantadue. Sempre Marino Venturini assieme a Pier Natalino Mularoni erano Capitani Reggenti quando l’ONU celebrò a Palazzo di Vetro i suoi 50 anni. Marino in quell’occasione potè incontrare i più grandi Statisti del mondo e rimane nella sua storia Politica assieme alla visita del Papa il vertice della sua carriera.

Marino Venturini e Piero Natalino Mularoni  Capitani Reggenti nel 1995

I Capitani Reggenti Marino Venturini e Pippo Maiani incontrano il Papa Giovanni Paolo II°

Mai e ripeto mai ho sentito qualcuno parlare male di Marino Venturini e sempre invece ogni volta che parlavo di lui agli amici e conoscenti, negli interlocutori si materializzava un sorriso con parole di enorme stima verso di lui. Ho scritto di lui, sempre il 5 giugno dell’anno scorso che per me era stato un secondo Padre. Purtroppo non ho potuto rispettare due suoi desideri e questo rimane l’unico dolore che mi porto dietro quando penso a lui. Marino voleva che lo accompagnassi sulla tomba di Don Oreste Benzi. Glie ne parlavo spesso. La mia vita era stata segnata da quel Sant’uomo che era stato Don Benzi.

Una persona eccezionale che aveva aiutato tantissima gente in vita.  È già Beato ora e un giorno verrà fatto Santo. Marino era un Uomo di una Fede straordinaria e quindi ascoltava sempre con piacere quando gli parlavo di Don Benzi. l’avevo conosciuto bene Don Benzi anche grazie a Don Marino Gatti che assieme a Don Benzi era stato cofondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII di Rimini. Don Marino era stato il “mio” prete a Pietracuta. Praticamente sono cresciuto con lui anche a causa dei problemi di salute di mia madre. Don Marino è stata la persona che più ci ha aiutati nella malattia di mia mamma. Purtroppo poi mia mamma non ce l’ha fatta e ci ha lasciati ormai 35 anni fa. Grazie a Don Marino conoscemmo anche Don Oreste e poi Don Nevio tutti della Comunità Papa Giovanni XXIII. In più io che ho sempre sentito un debito di riconoscenza verso la comunità nel 1995 prestai servizio Civile presso la Casa Famiglia di Misano Monte. L’anno più formativo della mia vita.

Purtroppo non sono riuscito a portare Marino sulla tomba di Don Oreste a Rimini ma sono sicuro che ora stanno conversando amabilmente in Paradiso. Quando conobbi Marino avevo fatto amicizia anche con un’altra persona che poi è divenuto assieme a Marino il mio più caro amico. Gigi Monetta è ancora il mio più grande amico. Ho sempre pensato a noi tre come ai tre moschettieri. In realtà i 3 moschettieri nel celebre romanzo di Dumas erano in 4 ma nel nostro caso eravamo solo 3. Dovevamo andare a cena assieme e glie lo dissi a Marino qualche mese prima della sua dipartita. Poi convinto che certe persone fossero immortali ho rimandato e ho fatto molto male. Non sai mai cosa ti riserva la vita e questo vale per tutti noi. Se ci sono cose da fare con gli amici non vanno rimandate. Il rimorso di non poterle più fare poi ti accompagnerà per tutta la vita. Detto questo però ricordo Marino con molta gioia perché lui avrebbe voluto essere ricordato con il sorriso.

Le sue analisi politiche sono state di una chiarezza unica e mi diceva come ancora avrebbe voluto che nel Partito Socialista qualcuno si occupasse a tempo pieno di Formazione. In passato questo tipo di formazione era stata appannaggio tra gli altri di Emilio Della Balda e mi disse che era molto importante perché la politica non la si poteva improvvisare.

Ora Marino riposa accanto alla sua adorata Tonina nel cimitero di Domagnano. Ho avuto l’onore di portare la Bandiera di San Marino alla cerimonia laica che è seguita al funerale religioso al Santuario di Valdragone. Avere incontrato i suoi cari anche all’ospedale è stato per me molto importante. Ci volevamo tutti un gran bene e Marino era il vertice di questo affetto. In più divenimmo io e Francesco Morganti grandi amici da quel giorno. E sono stato davvero contento di aver dato una mano per preparare la cerimonia laica prima della sua sepoltura. Ovviamente andai anche al funerale ma stetti pochi minuti perché appunto volevo aiutare Francesco. Prima di uscire feci un giro completo interno del Santuario nella speranza di incontrare Marino visto che tantissime volte ci vedevamo in Chiesa o per un funerale o per un matrimonio o per un rosario o per una celebrazione. Mi pare di averlo scorto e così l’ho salutato e sono uscito.

Concludo citando Don Ivano, che con la voce rotta dall’emozione di aver voluto un gran bene a Marino, cita a sua volta Pippo Maiani nella recita del Santo Rosario per l’anima del nostro Marino : “Queste sono le parole di Pippo: Nella mia vita ho conosciuto tante persone ed un solo vero grande uomo; Quest’uomo era Marino Venturini. Ricordo che al funerale di Pippo Maiani eravamo assieme fuori dal cimitero di Fiorentino. A funerale concluso ricordo ancora bene che c’era ancora luce e Marino ne approfittò per farmi fare una visita completa del cimitero presentandomi attraverso le sepolture quelle che erano state le famiglie storiche di Fiorentino. E poi con l’amico Gigi Monetta andammo alla bellissima festa organizzata dal Capitano di Castello Daniela Giannoni, e chiamammo Marino che era a casa a due passi dalla piazzetta di Fiorentino quella vicino al campo da calcio. Marino arrivò quasi subito perché dovette portarsi dietro anche il cagnolino e passammo assieme una serata bellissima tutti e tre.

Per il mio matrimonio avevo compilato una lista di ospiti. Una cerchia molto ristretta di amici veri e i parenti più stretti. Marino era il primo nome che avevo scritto in quell’elenco. Durante la cena di nozze nel mio breve discorso ho ricordato la figura di Marino ai miei ospiti assieme all’altro grande amico che da poco se n’era andato, l’Avv. Giovanni Battista Busignani.

Ho un grande debito di riconoscenza verso Marino ed ancora oggi mi pare impossibile non incontrarlo più per strada ma sempre penso a lui.

Grazie Marino

Luca Giacobbi

 

About Redazione

Prova anche

Numerologia: la forza dell’amore

Il nuovo libro di Rita Maria Faccia: “La forza dell’amore” Parliamo d’Amore. L’Amore è la ...