lunedì , luglio 15 2019
Home / In Evidenza / A cosa serve il compleanno? a dire grazie Universo

A cosa serve il compleanno? a dire grazie Universo

A cosa serve il compleanno? A dire grazie Universo

Ho sempre amato moltissimo il giorno del compleanno, il mio e quello di tutte le persone con cui ho intrecciato la mia vita, celebra il nostro ingresso su questo meraviglioso palcoscenico chiamato mondo, un luogo che non smette di ispirarmi e continuo a guardare con curiosità e candore.

Il giorno in cui siamo venuti al mondo, l’anniversario più importante: ogni anno mi sento un po’ come chi riceve un riconoscimento importante e sente il desiderio di ringraziare chi lo ha reso possibile, un momento di centratura, riflessione e profonda gratitudine verso noi stessi prima di tutto, che continuiamo anno dopo anno a crescere e camminare, diretto poi a chi consapevolmente o no ci aiuta a farlo.

Quest’anno il mio grazie più grande non va alle persone che sono al mio fianco, spero sappiano quanto sono importanti per me e quanto è grande la gratitudine che provo nei loro confronti, penso invece a quelle persone o quegli oggetti che ho incrociato solo per poco ma che mi hanno fatto brillare, commuovere, crescere, ispirando in me sensazioni bellissime che a distanza di tempo non dimentico.

Ladies and gentleman…

Il mio grazie più grande va a :

-Quell’infermiera gentile che dopo avermi tenuto la mano in sala parto in un monto di sconforto e paura, qualche ora dopo il lieto evento  mi ha portato in camera pane fresco, burro, marmellata regalandomi quella colazione che ancora oggi ricordo come la più buona della mia vita

-I vigili che tante volte hanno chiuso un occhio

-I tanti turisti che in questi anni ho portato a spasso in centro storico, non ricordo i vostri volti ma non dimentico le  vostre domande

-La ragazza che mi ha ringraziato perché leggendo il mio libro è entrata nel mio mondo e l’avevo aiutata a riappropriarsi del suo, non ho capito cosa intendesse ma queste parole risuonano forte dentro di me

-Il giovane aiuto chirurgo che mentre ero in attesa nella sala adiacente a quella operatoria e vedevo draghi e mostri passarmi davanti, mi ha fatto il segno del pollice in alto e smorfie buffe attraverso il vetro, strappandomi un sorriso

-L’assistente di Economia politica che comprendendo la mia totale inettitudine a grafici e numeri mi ha scritto due segnetti sul libretto e tolto dai piedi un grande peso, quello di Diritto amministrativo che stavo ringraziando per un bel voto e mi ha pregato di smettere e di ringraziare me stessa perché ero stata veramente brava

-Tutti gli orsetti morbidi che ho abbracciato negli ultimi 42 anni

-Le polpette e il purè che mi hanno fatto sentire al sicuro e a casa ovunque le abbia mangiate

-Gli abiti a palloncino e gli scalda cuore dorati

-La professoressa che in un momento di mia totale estraneazione da una lezione invece di rimproverarmi mi ha guardato con amore  e detto “lo so che sei una grande sognatrice e un giorno vorrei conoscere i tuoi sogni” mi ha fatto sentire meno strana e più compresa

-La maestra che mi ha incoraggiato a scrivere, scrivere e scrivere ancora

-Tutti i diari segreti che negli anni hanno accolto le mie paure, speranze e sogni

-Il braccio sulla spalla pieno di forza e calore del Medico che è venuto nella stanza di mio padre a certificarne la morte

-Le tonnellate di liquirizie ripiene verdi e rosa che ho mangiato a ogni proiezione cinematografica

-Le persone gentili che sorridono per la strada

-Il bambino che alla scuola materna mi ha detto che ogni volta che mi guardava gli usciva il cuore dalla ciccia

-I sorrisi e ciao ciao con la mano che ogni tanto mi regalano i bambini dei quali incrocio lo sguardo

-Le persone che negli anni universitari in cui prendevo spesso il treno mi hanno raccontato la loro storia, arricchendo la sorgente dei miei racconti.

-Gli occhi di chi mi ha veramente guardata anche se le nostre vite si sono incrociate per poco tempo

-Chi mi ha messo a mio agio nei momenti d’imbarazzo

-Ringrazio le mie ferite, le mie paure e le mie debolezze…tranquille avrò sempre buona cura di voi

-Ringrazio quella bambina che il giorno prima del suo compleanno temeva nessuno si presentasse alla sua festa, quell’adolescente che si nascondeva sempre, quella scrittrice che la notte precedente  la presentazione del suo libro ha sognato sarebbe stata da sola a quella presentazione, le tue paure non ti hanno mai impedito di andare dove volevi andare e io sono orgogliosa di te

-Chi mi ha fatto ridere

-Chi mi ha raccontato la sua storia per un’intervista arricchendo la mia

Cosa posso augurare a me stessa oggi che compio 42 anni?

Di continuare a crescere, di lasciare andare la paura, di  vivere con leggerezza…perché “leggerezza non è superficialità ma planare sulle cose dall’alto, senza avere macigni sul cuore”.

 

 

About Redazione

Prova anche

è ora di crescere

Uomo immaturo: chi è l’eterno Peter Pan

Uomo immaturo: l’eterno Peter Pan Peter Pan: la sindrome Con l’espressione “sindrome di Peter Pan” ...